Recensioni

Absence. Il gioco dei quattro

Titolo: Absence. Il gioco dei quattro Absence LAINYA OKMC

Autore: Chiara Panzuti

Casa Editrice: Fazi Editore

Genere: Young Adult

Pagine: 335

Chiara Panzuti nasce nel 1988 a Milano, città in cui attualmente vive. Diplomata in studi classici, ha frequentato un corso di Illustrazione e Animazione Multimediale presso l’Istituto Europeo di Design. Coltiva la passione per la scrittura fin dalla tenera età. Il gioco dei quattro è il primo volume della trilogia di Absence. Di prossima pubblicazione anche gli altri due titoli, L’altro volto del cielo e La memoria che resta.

chiara panzuti


Trama:

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07”S78°30’35”W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.


“Memoria vuol dire per sempre. Per sempre vuol dire identità. Vita. Certezza.”

“Nessun luogo è davvero completo. E’ una questione di dettagli. Nel mondo di mia madre, il dettaglio mancante ero io!”

“Siete assenza, non inglobate nulla, nulla vi attraversa. Nessuna rifrazione. Nessun rimbalzo. Agli occhi del mondo voi non esistete. Siete invisibili.”

“La mia vita andava in una direzione, aveva un senso, una forma e anche un colore. Era fatta di dettagli, ricordi e fotografie. Seguiva un progetto. Quello che stava accadendo era agghiacciante, pauroso e irreale. Rasentava la follia.”

“L’invisibilità di cui chiedi ti divorerà per intero, un pezzetto dopo l’altro, il tuo corpo come antipasto e il cervello come dolce.”

“Il confine tra visibile e invisibile è così sottile. Ma assenza non vuol dire mancanza, e io ero appena ricomparsa.”

“Grazie per avermi imparata a memoria”.

“ L’invisibilità metaforica fa più male di quella reale”.

   “ Quella sera piansi perché capii che nessuno mi avrebbe mai più vista. E non a causa della mia condizione, ma semplicemente perché la distrazione era più importante della verità. La distrazione generava un desiderio di sicurezza contro cui non potevo vincere. Per il mondo io ero come la morte: un dettaglio da ignorare.”


Opinione Personale:

Fin dall’antichità si è sempre creduto che l’esser ricordati doni l’eternità, che fino a quando ci sarà al mondo qualcuno che si ricorda di noi allora continueremo a vivere anche se semplicemente come un ricordo un po’ sbiadito…

I ricordi fanno inevitabilmente parte della nostra vita, belli o brutti che siano. Ci permettono di provare emozioni e sentimenti, di creare quell’invisibile empatia con quanti sono stati e sono ancora parte della nostra ostinata quotidianità.

Quindi, cosa accadrebbe se all’improvviso venissimo letteralmente cancellati dal mondo, dal cuore di chi amiamo e dalla memoria di chi ci sta accanto?

Risposte che dovrete carpire tra le pagine di Absence di Chiara Panzuti dove  nulla di quello che leggerete è umanamente concepibile e dove il terrore più impronunciabile ed oscuro – essere una mera assenza, implacabile ed impercettibile – prenderà vita.

Chiara Panzuti ha debuttato sul sito di self publishing più famoso al mondo : “Wattpad”. Un universo  in cui chiunque è libero di esprimersi attraverso la scrittura. Una realtà per alcuni sopravvalutata, per altri affascinante e ricca di sorprese.  “Absence” è un romanzo capace di dare una scossa alla coscienza del lettore, di far riflettere sulla condizione umana, sull’esistenza e sull’identità. Sicuramente una scelta azzeccata quella della Fazi che ha deciso di  puntare su questa giovane e talentuosa autrice che, finalmente, porta una ventata d’aria fresca nell’ambito dello young adult, genere fin troppo pieno di cliché.

La Panzuti ha dato voce a quattro ragazzi che, in un modo o nell’altro, rappresentano quella parte dell’umanità che vive perennemente  in una situazione di disagio, braccata da un’invisibilità non voluta, caratterizzata dalla solitudine e dall’oblio più totale, causato dalla società.

Nel suo romanzo fa tutto parte di un gioco, un sadico gioco di cui non si conoscono né regole né altro, ma capace di distruggerti, annullarti per sempre. Faith si è appena trasferita a Londra con la madre, l’ennesimo trasloco che spera sia l’ultimo. Arrivata a Londra, il suo corpo comincia a svanire e lei si rende conto di star, lentamente, scomparendo.

Non vi è più nemmeno il suo ricordo nella mente della madre o di chi la conosce. Per il mondo lei non esiste, è invisibile. La stessa sorte tocca agli altri personaggi del romanzo: Jared, Christabel e Scott , che ad un tratto vengono rapiti dalle loro vite, dalla loro quotidianità, per diventare… nulla. Assenti. Nessuno sa cosa stia succedendo, ma un uomo misterioso appare ai quattro ragazzi, fornendo loro degli oggetti che in qualche modo mitigano la condizione d’invisibilità in cui si trovano.

Dei guanti, degli auricolari, delle lentine, sono gli unici alleati contro il terrore di non esistere  più nemmeno per loro stessi. E poi un biglietto con delle coordinate che conducono in Ecuador. Ed è lì che inizia il gioco. Ma chi è che sta giocando con loro? Cosa hanno fatto alle loro menti e a quelle delle loro famiglie, dei loro amici e conoscenti? Come possono essere spariti da un giorno all’altro? Riusciranno a trovare una soluzione, a slacciare il nodo di quell’aggrovigliata matassa?

Absence è stato un’autentica rivelazione, una scoperta vera e propria, mi ha completamente rapita. Lo stile dell’autrice è essenziale e allo stesso tempo raffinato. La storia scorre piacevolmente, alternando azione a intense riflessioni. Si instaura subito un rapporto di forte empatia con i quattro personaggi principali del libro: Faith, Jared, Christabel e Scott. Faith, abituata a viaggiare per seguire una madre che scappa dal marito, è un personaggio decisamente interessante, piena di dubbi e paure all’inizio, ma che si dimostra forte e coraggiosa con l’evolversi del romanzo.

Il suo mondo viene completamente stravolto e sarà impossibile non cadere nel baratro della crisi d’identità. Ma al suo fianco c’è Jared, un premuroso ragazzo incontrato durante quell’assurda avventura, un appiglio, una speranza o, qualcosa di più di una tenera amicizia. L’unico capace di vederla davvero.

E poi ci sono Christabel e Scott, con i loro caratteri opposti ma, in fin dei conti, complementari. Lei pessimista e incapace di relazionarsi, lui solare e pieno di vita, entrambi desiderosi di essere “Visti” davvero e di contare davvero qualcosa per qualcuno. Le loro vite si intrecciano involontariamente e da individui solitari e isolati diventeranno una squadra. Una nuova identità. E, insieme, cercheranno di scoprire in che gioco sono finiti, perché e come uscirne.

Coloro che si accingono a leggere “Absence”, saranno trasportati in un’avventura ai limiti dell’incredibile che riserva parecchi spunti interessanti su cui riflettere, in una sorta di Hunger Games che ha per arena il mondo e per concorrenti ragazzi che hanno una certa dimestichezza con la condizione dell’invisibilità, condizione che affrontano da tutta la vita.

Ma, quando questo gioco per niente divertente ma terribilmente terrificante, rischia di cancellarli definitivamente dal mondo,  comprenderanno che  solo unendo le forze riusciranno a ritrovare la strada di casa, a sopravvivere alla paura,  e a scampare al perverso piano di un uomo che si fa chiamare l’Illusionista. Scopriranno i loro limiti e tenteranno di superarli.

Quello che colpisce, entusiasma e conquista di “Absence. Il gioco dei quattro”,  non è semplicemente la tematica intensa ed emozionante né la caratterizzazione precisa e mai ridondante dei suoi personaggi, ma l’utilizzo di una prosa diretta e tagliente, curiosa ed intrigante che spinge il lettore al centro esatto della scena, catturandolo in una morsa psicologica tendenzialmente letale e definitiva. Chiara Panzuti ci regala una lettura che scorre sotto i nostri occhi come un fiume in piena, meraviglioso e indomabile. Costruisce, infatti, una narrazione che si nutre di un ritmo crescente e ben strutturato.

L’autrice gioca con gli elementi a sua disposizione e lo fa secondo uno schema narrativo maturo e ben calibrato, senza cadere mai in inutili ripetizioni o descrizioni eccessive, ma calando autentici assi stilistici in grado di catturare ancor più l’attenzione, compiere improvvisi cambi di scena e fondamentali colpi di coda in grado di concedere vivo spessore e irresistibile vigore ad un romanzo che amerete dalla prima all’ultima pagina.

“Absence”, uno young-adult ben scritto che racconta di sofferenza e disagio, di perdita e dolore che potrebbe quasi essere considerato un vero e proprio romanzo di formazione.

L’esordio letterario della Panzuti parla dell’assenza più vera e dolorosa. Un’assenza quotidiana, profonda e invisibile poiché solo chi la vive quotidianamente riesce a riconoscerla negli occhi degli altri.

In una società dove si è condannati a non prestare attenzione a chi ci sta accanto, alle presenze che troppo spesso sfuggono al nostro controllo, Absence rappresenta un arcobaleno improvviso dopo uno scrosciante acquazzone primaverile. Atteso, ma non per questo meno speciale.

Essendo il primo libro di una trilogia Absence ha qualche buco nero, pone le basi per i libri successivi e a volte tende ad essere ripetitivo, ma considerando sia l’età dei protagonisti sia la situazione in cui si trovano è normale che ribadiscano più volte i loro dubbi, le paure e soprattutto è più che normale che le loro riflessioni e i loro pensieri possano sembrare il delirio di un folle.

Il tema portante del libro è: guardare senza vedere, passare inosservati anche se visibili, l’indifferenza che ci uccide poco a poco. In un mondo sempre più egoista, fatto di social, di selfie in qualsiasi circostanza, di apparenza a tutti i costi anche a scapito degli altri è facile diventare invisibili. Troppo facile.

Questo romanzo andrebbe letto da più generazioni, a casa, a scuola, sulla metro. Absence inevitabilmente, a prescindere dall’età di chi legge, invita a fermare la giostra impazzita della quale facciamo tutti parte, scendere e far qualcosa per innescare anche il minimo cambiamento, iniziando proprio da noi stessi.

Chiara Panzuti ha scritto un romanzo pazzesco, inquietante, al passo con questi tempi così bui per la generazione che avanza.

Il branco, anche questo argomento spinoso e attuale è affrontato con non poco acume dalla giovane autrice. I protagonisti dovranno affrontare altri partecipanti al gioco, nonostante essi non siano preparati ad uno scontro senza regole. Sono il gruppo più improbabile fra quelli partecipanti, sono i più increduli e quindi prevedibili, sono disarmati fisicamente ed emotivamente, non sono capaci di uscirne indenni. Quanto porta a riflettere questa situazione? Ragazzi vittime del sistema, di una società che non riconoscono più perché hanno perso il loro Nord, la loro bussola che è metafora degli affetti e dei punti di riferimento, è impazzita.

I giovani protagonisti nNon hanno alleati se non loro stessi, devono riconoscere l’appartenenza al gruppo che ora è la loro famiglia, per poter andare avanti e lottare per rimanere ancora in vita. Uno strano individuo vuole dimostrare loro qualcosa, ma senza intraprendere il viaggio non possono trovare la soluzione: capire perché l’Illusionista ha scelto proprio loro e cosa vuole dimostrare.

La forza di questo romanzo sta nelle svariate chiavi di lettura e nei profondi messaggi che ognuno di noi sarà capace di cogliere.

Chiara Panzuti ci invita a rallentare, a riappropriarci degli affetti e dei ricordi, di quello che ci ha reso le persone che siamo: l’identità di ognuno, la sua peculiare personalità.

Siamo tutti finiti in un gioco più grande di noi, spiati e messi continuamente alla prova da aggressività, prepotenza, ignoranza ed egoismo.

Absence è un romanzo che ti consuma, una pagina dietro l’altra, ti porta  alla ricerca di una risposta, solo per lasciarti con altri mille quesiti in più, da risolvere. L’autrice ha creato una storia originale e potente, con dei protagonisti particolari e, soprattutto verosimili, accomunati dagli stessi disagi sociali ed esistenziali. Una storia che si legge tutta d’un fiato e che emoziona. I miei complimenti a Chiara Panzuti, che esordisce in grande stile. Sono curiosissima di leggere il seguito!

Stile: 7.50/10

Contenuto: 7.50/10

Piacevolezza: 7.50/10

Voto Complessivo: 7,5/10

Buona Lettura.

Consu Tiralongo

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