Recensioni

Dream Hunters. Il Ponte Illusorio – Recensione

DREAMHUNTERS1_CoverWeb.jpgTitolo: Dream Hunters. Il ponte illusorio

Autore: Myriam Benothman

Casa Editrice: Astro Edizioni

Genere: Fantasy

Pagine:  248

Myriam Benothman, italiana nata a Tunisi, è cresciuta a Roma in una famiglia multiculturale.Quadrilingue con il pallino delle sfide, è la più giovane matricola nella storia dell’università “La Sapienza”. Si laurea in Scienze politiche e Relazioni internazionali e intraprende una brillante carriera nel mondo del marketing e della comunicazione, diventando Global Head of Omnichannel Marketing & CRM in Bulgari (Gruppo LVMH).Il nonno Alberto Perrini – premiato autore teatrale, critico letterario e giornalista – la invita a coltivare sin da piccola la passione per la scrittura.Il suo amore per la carta non l’abbandona mai, trovando terreno fertile nella diffusione di fanfiction su internet. Pubblicati sotto pseudonimo, i suoi racconti si ispirano a noti manga giapponesi, trovando un ampio consenso tra le lettrici che la seguono con affetto da anni.

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Trama:

Cosa faresti, se scoprissi di poter cambiare il corso delle fiabe?

Sophie ha 17 anni e vive a Parigi con il padre. In apparenza una ragazza come tante, finché non si imbatte in un antico libro di favole ed è vittima di un’allucinazione.

Hanno così inizio i suoi sogni vividi e surreali, ambientati in una dimensione popolata da personaggi incantati. La sua vita si sdoppia su binari paralleli che finiscono per confondersi tra loro, con risvolti inaspettati sul mondo reale.

Integerrimi principe azzurri e ingenue principesse. O quasi. Un amore avventuroso e proibito. Una presenza oscura in cerca di riscatto.

Finalista del Premio Cittadella 2017 per il miglior Fantasy dell’anno, “Il ponte illusorio” è il primo volume della trilogia “Dream Hunters”. Una favola moderna adatta a tutte le età, che trascina il lettore in un sogno a occhi aperti, riportando a galla emozioni dimenticate.


Citazioni preferite:

«Voltò pagina e il suo cuore mancò un battito. Il titolo della prima fiaba era diverso. Un sogno non poteva modificare il corso di una favola e ogni sua traccia scritta, eppure le parole erano lì, sotto i suoi occhi.»

< Dicevi che ci sono tanti modi di raccontare una storia >. Mia madre torna a guardarmi e la sua immagine si fa sfocata. < Non dimenticarlo mai, amore mio>

“Gli stessi occhi che l’avevano fronteggiata quella notte di tre anni prima, animati da un odio feroce. Gli occhi che, per lungo tempo, avevano tormentato ogni suo istante di veglia. Gli occhi azzurri di un principe innamorato della sua mortale nemica.”

“Nessuno sarebbe vissuto felice e contento. Mai più.”


Opinione Personale:

Siamo sempre cresciuti a suon di sogni alimentati dalle fiabe, immaginando principi a cavallo pronti a salvare le proprie principesse e paesaggi fantastici ricchi di animali parlanti. Fino a che punto però quelle stesse fiabe che ci hanno fatto sognare ad occhi aperti e che, adesso, ci regalano una dolce e amara  nostalgia, influenzano il nostro presente?

Myriam Benothman ce lo spiega nel modo più originale possibile, dandoci la possibilità di entrare in prima persona nella gita di Cappuccetto Rosso dalla nonna o nella ricerca del principe della sua Bella addormentata nel bosco. Senza dimenticare streghe malefiche e specchi magici, conosceremo Sophie ed il suo particolarissimo potere, ci addormenteremo con lei per risvegliarci nel mondo in cui tutto è possibile, dove Cenerentola ha la sua fata madrina e i principi rispondono a tono ed hanno capelli neri e penetranti occhi azzurri.

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Nelle versioni originali delle favole tra il “c’era una volta” e il “vissero felici e contenti” la trama si svolge secondo canoni immutati nell’immaginario collettivo; personaggi primari , antagonisti e prove da superare formano  un intreccio trito e ritrito che culmina immancabilmente nel lieto fine.

Nell’originale e innovativa visione delle favole di Myriam Benothman però ,nulla è come appare e nulla ha la connotazione classica, fiabe note e originalità narrativa si fondono tra loro fino a formare un romanzo sorprendente che rovescia i canoni prestabiliti, rivisita il classico e si trasforma in una lettura all’insegna dell’originalità. Pur mantenendo intatto lo spirito sognante del genere letterario fiabesco,  l’autrice rompe gli schemi e racconta di un mondo magico tra sogno e realtà.

Con grande abilità e stile incalzante, la Benothman arricchisce la trama di citazioni e personaggi delle fiabe note a tutti quali: cappuccetto rosso e la bella addormentata.

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Il regno magico in cui sono ambientate le vicende e il fascino della Parigi attuale, in cui vive la protagonista, si fondono dando vita ad un romanzo scorrevole, che conquista e appassiona fin dalle prime pagine. Definire questo libro fantasy o romance, sarebbe riduttivo in quanto non restituisce appieno la complessità di un mondo articolato e ben congegnato che rende la fiaba un po’ più reale e la realtà un po’ più fiabesca.

Ho iniziato a leggere Dream Hunters sollecitata da un’estrema curiosità. All’inizio tuttavia ero molto scettica. Innanzitutto poiché trattandosi  di una storia “fiabesca” temevo il solito cliché con i due protagonisti “da fiaba” che si gettano l’uno tra le braccia dell’altro dopo essersi appena conosciuti.

Capitolo dopo capitolo, mi sono ricreduta ed ho divorato l’intero romanzo in pochi giorni.

Dream Hunters è ambientato in un mondo parallelo che risiede nei sogni della protagonista, da lei soltanto accessibile, e apparentemente irreale.

La protagonista è Sophie una giovane diciassettenne parigina determinata, combattiva e altruista che vive con il padre e il fratello maggiore.

Tutto ha inizio a causa, di un antico libro di favole, grazie al quale Sophie inizia ad avere delle visioni in cui un giovane dagli occhi blu sembra riuscire a guardarle fin dentro l’anima e che ha come l’impressione di conoscerla da sempre.

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Sophie si ritrova nella fiaba di Cappuccetto Rosso, in cui s’imbatte in uno strano ciondolo opalescente che decide d’indossare e che l’accompagnerà per tutta la durata dell’avventura.

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Ben presto scopre che ciò che ha vissuto in sogno ha in qualche modo modificato qualcosa nella sua realtà, nel suo mondo: nella fiaba di Cappuccetto Rosso è cambiato un dettaglio non poco rilevante.

Sophie è confusa. Non ha idea di cosa stia succedendo. Non sa con chi confidarsi e, quando finalmente trova il coraggio di farlo, nessuno le crede. Suo padre e suo fratello sembrano essere molto preoccupati e continuano ad alludere al fatto che il suo comportamento ricordi molto quello della madre. La sua strana avventura  tuttavia rappresenta la prima di una lunga serie di disavventure che vivrà in sogno, tutte ambientate in una fiaba diversa, o così pare…

In occasione del matrimonio di Cenerentola , Sophie s’imbatte nell’affascinante principe Alexander del regno di Anwyn: vent’anni, capelli neri come la notte e occhi azzurri come il mare, sguardo da birbante, sorriso accattivante e dal temperamento forte e deciso, fratello minore di un altro principe e una principessa che diventeranno suoi “amici” in questa nuova e magica avventura.

Sophie non si lascia incantare dal fascino di Alexander . Non mancano i battibecchi tra i due. Ogni consiglio o ordine che lui le da per evitare che si cacci nei guai, sembra sortire l’effetto contrario.

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Si scoprirà successivamente che proprio questo suo lato da donna ribelle e combattiva susciterà molto interesse nel giovane principe che sembra nascondere un segreto che va al di là della semplice apparenza…

In bilico tra sogno e realtà, la differenza inizia a diventare sottile come la carta, e Sophie finisce con l’assumere un corpo vero e proprio anche in nel mondo dei sogni, lasciandolo dormiente come in uno stato comatoso ogni qual volta lei si risveglia nel suo mondo, e viceversa.

L’epilogo mi ha travolta come un vero e proprio fiume in piena, in un mix di emozioni che mi hanno fatto desiderare di poter leggere subito il sequel per scoprire quale destino ha serbato l’autrice per Sophie e Alexander.

“Dream Hunters” è una favola moderna che dalle tradizionali prende spunto e le rivoluziona, donando una  nuova veste senza però perdere la magia del tradizionale. Le protagoniste delle nuove fiabe si sono evolute, vestono ancora abiti lunghi ma preferiscono cavalcare all’amazzone e non aspettano il proprio cavaliere, sono abituate a salvarsi da sole e a contare sulle proprie forze. Anche il principe in questione però, non ha niente da invidiare al Florian di Biancaneve o al Filippo di Aurora. Spavaldo, temerario, affascinante ed estremamente irritante .

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Un inizio di serie degno delle corti più sfarzose, in cui l’unica pecca è il “ C’era una volta” che manca.

Un’eroina che con il potere di cambiare le favole, scopre quanto queste siano ormai radicate nel nostro quotidiano, e quanto di ciò che sogniamo può rivoluzionare la nostra realtà.. Francese anche lei, sembra la Belle del XXI secolo, di giorno alle prese con un mondo moderno fatto di instagram e feste, nel sonno dotata di poteri magici, custode di un regno al quale inconsciamente, è sempre appartenuta. Impavida, disposta a tutto pur di salvare coloro che ama. Lasciatevi trasportare da Sophie in questa magica avventura e, lasciatevi andare ai sogni in cui a tutti è concesso perdersi ancora una volta dentro ad una favola. E se a libro concluso, desidererete chiudere gli occhi ed incontrare il vostro Alexander, allora l’incantesimo ha sortito l’effetto desiderato.

Stile: 8/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 8/10

Voto complessivo: 8/10

Buona lettura!

Consu Tiralongo

 

2 pensieri riguardo “Dream Hunters. Il Ponte Illusorio – Recensione

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