Recensioni

Le Streghe Di Benevento – La leggenda della Superstitiosa Noce (Recensione)

stregheTitolo: Le streghe di Benevento- La leggenda della “Superstitiosa Noce”

Autore: Antonio Oliva

Casa Editrice: Caravaggio Editore

Genere: Saggio

Pagine: 152

Antonio Oliva nasce ad Ariano Irpino nel 1985. Nel 2012 si laurea in Filologia Moderna alla Federico II di Napoli. Nel 2010 pubblica la raccolta di poesie “Frantumi” (Irideventi) e collabora intanto con numerose pubblicazioni nazionali e internazionali. Attualmente vive ad Ariano, scrive per la rivista romana “Cultura e dintorni” e gestisce il blog bohemeridionale.blogspot.it.

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Trama:

Che cosa può trasformare una città, un qualunque luogo della terra, con una sua storia riconoscibile e con una geografia chiara e distinta, in un luogo dell’immaginario? Per quali ragioni, sepolte nella storia remota del mondo, quel luogo si trasforma in uno scenario mentale, popolato di apparizioni sinistre o di fantasmi? […] Perché un luogo diventa proibito e pericoloso? Per quale ragione la sua semplice evocazione può suggerire un’avventura oltre i limiti del mondo diurno, composto di verità e di leggi indiscusse, e il solo nome può alludere ai regni del buio e delle tenebre, al di là dei confini rassicuranti del tempo e dello spazio ordinari? […] Il lavoro di Antonio Oliva si misura con uno di questi luoghi interdetti del nostro immaginario: Benevento, le streghe e il Noce, alla cui ombra esse consumerebbero i loro convegni tenebrosi. Per dare consistenza e significato alla ricerca, egli non aveva possibilità diversa che accumulare, in un regesto preciso, le testimonianze che le fonti letterarie trasmettono. Il loro sommarsi dà forma e visibilità a una credenza. La sancisce e la rende legittima. Benevento è l’emblema delle streghe, il simbolo concreto della loro azione in mezzo agli uomini. Perciò resiste, durante i secoli e le culture che li attraversano, come un tema, insieme letterario e fantastico: “Ma niente è più rinomato in Italia del Noce di Benevento, credendosi comunemente dal popolaccio, che colà sia veramente il maggior concorso delle Streghe, le quali sopra un caprone, e con una scopa accesa in mano vi concorrano la notte.”

Oliva procede, passo dopo passo, nel suo viaggio. Preleva le singole testimonianze e le rende eloquenti. Illustra i testi che gli sembrano pertinenti e li offre al lettore, tracciando progressivamente le tappe di un cammino attraverso una leggenda.


Opinione :

Le streghe di Benevento- La leggenda della Superstitiosa Noce è un saggio scritto da Antonio Oliva ed edito da Caravaggio Editore. L’autore, attraverso il suo lavoro di minuziosa ricerca, fornisce un quadro generale della leggenda e di come gli studiosi di epoche differenti si siano approcciati a essa e, più in generale, al fenomeno della stregoneria.

La leggenda narra di un maestoso albero di noce situato fuori la città di Benevento, al di sotto del quale erano soliti radunarsi  gli adepti di satana per celebrare i loro sabba. Le streghe, dopo aver cosparso il proprio corpo di un particolare unguento, quando si sentivano “chiamate” dal maligno, volavano via in groppa a un caprone, e non importava in che luogo o in che parte del mondo fossero, riuscivano comunque a raggiungere l’albero. Tale leggenda si diffuse in tutta Europa a partire dal XIII secolo . “Le streghe di Benevento – La leggenda della Superstitiosa Noce” si prefigge l’obiettivo di donare un quadro completo di tale leggenda attraverso una dettagliata analisi di frammenti di altre opere tra cui alcune testimonianze attribuite persino ad opere giovanili risalenti al ‘200 di Dante Alighieri; padre della letteratura italiana medievale.

“Ma niente è più rinomato in Italia del Noce di Benevento, credendosi comunemente dal popolaccio, che colà sia veramente il maggior concorso delle streghe, le quali sopra un caprone, e con una scopa accesa in mano vi concorrano la notte.”

Successivamente, nel ‘400 ne parlerà San Bernardino da Siena predicando contro il peccato e il vizio, in quel periodo, infatti, la Chiesa cattolica perseguita e brucia sul rogo tutti coloro ritenuti colpevoli di eresia o di stregoneria. Nel ‘700  si inizia a ritenere tali leggende frutto di alterazioni psicologiche della menta umana, ma Benevento continua a rimanere il luogo in cui si radunano tutte le potenze del male.

Grazie alle diverse note poste in evidenza dall’autore, si scopre che lungo la strada che va da Benevento a Pietrelcina esiste realmente un albero di noce che, ancora oggi è avvolto da particolari misteri e leggende come ad esempio la credenza popolare secondo la quale sotto l’ombra generata dalla sua chioma non crescano altre tipologie di piante e fiori.

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La più importante fonte di informazioni riguardo la leggenda del noce e delle streghe ad esso legate è sicuramente Della superstitiosa Noce di Benevento, trattato di Pietro Piperno sul quale Antonio Oliva si sofferma spiegandone nel dettaglio la suddivisione strutturale.

Tale opera pone la propria attenzione sul ruolo della Chiesa e, su come quest’ultima  abbia provato a contrastare la stregoneria in modo cruento, generando un vero e proprio clima di terrore. Tali prese di posizione barbariche sono però state recentemente condannate dagli appassionati del tema e dagli storici contemporanei che, nei loro scritti, le hanno giudicate come il frutto di superstizione, di vivida immaginazione e degli inganni della percezione e della mente umana. Attori di spicco di questo nuovo scenario illuminista sono il modenese Ludovico Antonio Muratori, da molti considerato il padre della storiografia italiana, e Girolamo Tartarotti. Entrambi condannano i roghi e le torture e declamano a gran voce che: “Non si deve pensare che tutto ciò che non si comprende, che sia insolito o inspiegabile […] sia magico”. Streghe e stregoni non esistono; esistono solo imbroglioni.”

“La Chiesa cattolica perseguita, elimina, brucia sul rogo tutto ciò che è diverso e che fa paura: eresia, pratiche stregonesche, magia nera, superstizioni e antiche tradizioni popolari “non allineate”. Le eresie, spesso intrecciate con l’escatologismo, nascono soprattutto negli strati più umili della società e spesso affermano l’ideale della povertà cristiana.”

Altri affermano ancora che alcune streghe non sono altro che delle capaci erboriste che nulla hanno a che fare con la magia, la quale comunque non esiste. Tali fattucchiere possono professarsi adepte di Satana e adorarlo, ma anche ciò risulta essere un fattore irrilevante, poiché quest’ultimo è stato sconfitto da Gesù Cristo ragion per cui; adoperare tali forme di repressione nei confronti delle così dette “streghe” significa dare al tutto credibilità commettendo così, peccato mortale.

“La stregoneria, la magia, il “venefizio” rappresentano falsità e crimini da castigare con severità, perché ingannano i creduli ed eccitano al peccato e al delitto la fantasia dei semplici e degli ingenui. Le streghe non esistono, esattamente come i licantropi e gli antropofagi, dunque le donne accusate non meritano la pena di morte. Nel terzo libro l’autore raccomanda, da buon cattolico, di non prestare fede a simili pericolose dicerie per non cadere nel peccato e dannare così la propria anima; la superstizione, infatti apre la via ad altra superstizione, la quale “guasta la mente de’ giovani, alletta le persone deboli, ed inquieta le coscienze”.

Oltre ai presunti sabba alla presenza del Noce, si fa riferimento anche ad altri luoghi pregni di leggende e superstizioni, come per esempio il monte Blockberg in Germania.

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Il viaggio di Oliva, il quale cita altri autori suoi colleghi, si conclude arrivando agli studi di Giuseppe Bonomo (1923-2006), antropologo e docente universitario. “Le streghe di Benevento” è un saggio capace di esporre in maniera chiara e documentata i vari filoni di pensiero riguardanti la stregoneria; analizzando tale fenomeno dalle origini ad oggi, in modo magistrale.

Il lavoro di ricerca che sta dietro il libro è visibile; il saggio è ricco di riferimenti bibliografici, e tutto viene analizzato in modo completo e minuzioso. Antonio Oliva con il suo saggio storico, prova a dare una degna risposta a tutte le possibili domande che un appassionato di tali tematiche potrebbe porsi, mettendo in evidenza opere di autori quali Muratori che condanna la chiesa e i suoi metodi poco ortodossi.

Antonio Oliva ha alle spalle numerose esperienze lavorative tra cui collaborazioni sia a livello nazionale che internazionale che rendono evidente la sua capacità di esporre l’argomento del proprio lavoro in modo interessante e, quasi mai ridondante. Sebbene “Le streghe di Benevento- La leggenda della Superstitiosa Noce” sia un saggio, l’autore riesce a rendere la propria opera interessante quasi quanto un romanzo rendendola un’opera adatta a un pubblico vasto grazie all’utilizzo di un linguaggio adeguato ma non eccessivamente ricercato.  La storia viene narrata attraverso le numerosi fonti che riescono a guidare il lettore in  un lungo e affascinante viaggio alla scoperta di una tematica che cattura appassionati e non, sin dai secoli dei secoli: magia, mistero e stregoneria. La lettura del saggio di Antonio Oliva permette inoltre la scoperta di innumerevoli testi letterari e scritti critici che trattano e analizzano in maniera esaustiva la tematica fondamentale della sua opera.

Oliva procede, passo dopo passo, nel suo viaggio. Preleva le singole testimonianze e le rende eloquenti. Illustra i testi ,a suo avviso, pertinenti e li offre al lettore, tracciando progressivamente le tappe di un cammino attraverso una delle leggende più conosciute al mondo. Benevento diventa così l’emblema delle streghe, il simbolo concreto della loro azione in mezzo agli uomini.

L’opera di Antonio Oliva si pone l’obiettivo di analizzare storicamente e razionalmente tale leggenda che ha attraversato per secoli la storia italiana ed Europea, non solo nelle numerosi fonti storiche, ma anche nelle maggiori forme di narrazione della letteratura, arrivando persino ad insinuarsi nella “razionale” società contemporanea, la quale brama ardentemente di riappropriarsi di ciò che bizzarro, irrazionale e magico vi è nel mondo.

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“ Le streghe di Benevento- La leggenda della Superstitiosa Noce” risulta essere un’opera interessante per l’inusuale tematica trattata che presenta un’analisi dettagliata di citazioni o paragrafi presenti all’interno di altri testi, pertanto valuto in modo molto positivo il libro che, avrebbe sicuramente giovato di maggiore attenzione se solo l’autore avesse deciso di trattare una tematica di per sé  interessante, in modo più discorsivo . Non ho apprezzato particolarmente l’impostazione del racconto che nel suo infinito insieme di citazioni, crea una lettura frammentaria che distrae l’attenzione del lettore dal tema principale. È sicuramente da lodare il lavoro di ricerca dell’autore. Ammetto di essere estremamente curiosa di leggere le prossime opere di Antonio Oliva. E voi?


Stile: 7/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 7,5/10

Voto complessivo: 7,5/10

Consu

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