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Parole Sporche – Recensione

9788868813444-325x500.jpgTITOLO: Parole Sporche

AUTORE: Domenico Garofalo

USCITA: 1 Novembre 2018

GENERE: Poesia

EDITORE: Ensemble

COLLANA: Alter

PAGINE: 134

Domenico Garofalo (Torino, 1959) è autore di diversi libri. Ha pubblicato il romanzo Chiedi alla neve e le raccolte poetiche Acquarelli, Cambio matita e Ca­ffè schiumato.

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Opinione:

Quante volte vi siete sentiti soli e indifesi dinnanzi alle ingiustizie e alle atrocità del mondo? Quante volte avete desiderato trovare una soluzione che non è mai arrivata? Quante volte vi siete lasciati dilaniare dai vostri pensieri? Domenico Garofalo in Parole Sporche dimostra quanto sia indispensabile la funzione catartica della poesia quando l’anima è atrofizzata dal dolore spesso causato da un lutto, da una delusione o da una perdita non metabolizzata. Alle volte, si può trovare la pace attraverso un foglio bianco : mettendo nero su bianco tutti i pensieri che dilaniano la mente e il cuore e che, a poco a poco, iniziano a prendere forma concreta.

Poco importa se l’animo tormentato usi un linguaggio aulico, semplice o complesso o se il testo poetico sia in rima o in stile libero, chi scrive accompagna con la sua mano i tormentati strepiti del suo cuore che non osa indugiare a rimirar su stesso in un viaggio interiore che poeticamente viene codificato su carta. “Parole sporche” è una raccolta poetica che profuma di rinascita. L’autore anche nel momento peggiore in cui tocca il fondo, non si rassegna e riesce a riemergere.

È probabile che molti critici letterari non considerino la poesia contemporanea degna di essere definita tale in quanto povera  di contenuti e scarna dal punto di vista stilistico. In realtà la poetica di Garofalo è tutt’altro che vuota di contenuti. Diversi i testi in cui vi è una profonda critica alla società come Baracche, baraccopoli e baldracche oppure in cui si percepisce un senso di profonda malinconia.

Domenico Garofalo con “Parole Sporche”, la sua quinta pubblicazione, dimostra la sua abilità nello spaziare da argomenti più crudi a temi più dolci. L’autore dimostra la necessità di cambiare registro linguistico in favore di uno stile più maturo. Ho molto apprezzato la raccolta poetica “Parole sporche” in quanto ho percepito la volontà  da parte dell’autore di rinunciare ad ogni forma di maschera per mostrare la sua essenza più pura, non temendo il giudizio altrui.

Nella raccolta poetica di Garofalo domina la quotidianità. Tema principale è la rinuncia all’amore idealizzato in favore di un amore carnale, reale, distante quasi anni luce dell’idea dell’amore diffusasi nel medioevo. Attraverso “Parole Sporche”, Domenico Garofalo permette ai propri lettori di scoprire le zone più buie della psiche umana: un viaggio alla scoperta dell’Es freudiano sede di istinti nascosti che rendono l’uomo più bestia che tale dimostrando ancora una volta che, in realtà, le peggiori bestie sono proprio gli uomini che meglio celano il proprio essere dietro ad un finto sorriso rassicurante.

Garofalo attraverso i propri versi vuole stimolare una riflessione sulla società odierna passando dalla critica ai colletti bianchi alla povertà indotta, dal rimpianto di un’epoca che è stata e mai pù sarà alla globalizzazione che  ha eliminato ogni traccia di sensibilità ed umanità in questa società malata alla radice.

Nello spazio creato da Garofalo la letteratura è necessaria a fini terapeutici. Il suo obiettivo è quello di rendere eterno ogni attimo trascorso, che sia esso positivo o negativo, attraverso il potere eternizzante della parola, affinché l’esperienza di vita di un singolo uomo risulti utile alla risoluzione dei problemi esistenziali che da sempre affliggono l’umanità. Ciò che conta per l’autore è narrare ed essere narrato, in un’ebbra fusione fra io narrante ed io narrato.

Domenico Garofalo lancia un’importante sfida ai suoi colleghi poeti o aspiranti tali : far si che l’arte rappresenti il mondo interiore dei poeti e far sì che sia sempre e solo libertà d’espressione piuttosto che favorirne la mercificazione. Il nostro Domenico ha vinto la sfida? Sarete voi a decretarlo leggendo due delle sue poesie che più ho apprezzato, posso però affermare che, in questa partita, la sua poetica ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale nell’impari sfida dei versi amati ed usurati.

“  ascolto le mie parole,

per ritrovarmi solo con le mie parole.

manca il tempo per parlarti d’amore

manca troppo tempo per dirti

resta.”

 “Parole Sporche” è una raccolta di poesie piene di vita che raccontano ogni sfaccettatura di questo viaggio: dall’amore all’odio, alla rabbia, alla gioia. Le parole di Domenico lasciano trasparire molta sofferenza: tema costante nella poetica contemporanea, affrontato da Garofalo con originalità, senza mai scadere nel noioso e ridondante.  Ho molto apprezzato la storia d’amore presente nella seconda parte della raccolta che ha contribuito ad addolcire i toni aspri delle poesie contenute nella prima parte.

I temi trattati spaziano fino al sentimento di non-appartenenza alla ‘propria’ città e la voglia di scappare via alla ricerca di una realtà differente e meno ostile.

“ la mia città quella che non mi parla

quella che ho dentro il cuore,

e che appena può

spacca l’anima

e mangia il cervello.”

Le “Parole Sporche” di Domenico Garofalo hanno quasi sempre una loro musicalità che enfatizza maggiormente il tema della poesia e anche quando la musicalità viene meno, l’autore riesce comunque a rendere i propri testi interessanti grazie al valore semantico delle parole stesse che rendono il tutto più reale e favoriscono la nascita del sentimento d’empatia nei confronti dell’autore e il riconoscersi nel suo dissidio interiore.

“Parole Sporche” è soprattutto un viaggio emotivo nei meandri della psiche umana accompagnati dalla voce narrante dell’autore che risulta essere toccante e anche molto inteso.

Stile: 7/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 7,5/10

Voto complessivo: 7,5/10

Buona Lettura,

Consu

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