Recensioni

Terra Crudele di Ann Weisgarber-Recensione

La copertina di “Terra Crudele”

Titolo: Terra crudele

Autore: Ann Weisgarber

Casa editrice: Neri Pozza

Anno pubblicazione: 2019

Pagine: 302

Ann Weisgarber è nata e cresciuta a Kettering, nell’Ohio. Ha vissuto a Boston, nel Massachusetts, e a Des Moines, nello Iowa. È autrice di The Promise e The Personal History of Rachel Dupree, selezionato per l’Orange Prize e finalista all’Orange Prize for New Writers. Attualmente vive in Texas.


Trama:

Nelle inospitali terre dello Utah, durante l’inverno del 1888, la trentasettenne Deborah Tyler aspetta che suo marito Samuel, che si guadagna da vivere come carradore, torni a casa da un viaggio di lavoro. È pieno inverno, Samuel ha un ritardo di settimane, e Deborah si sta preoccupando. Deborah vive a Junction, una piccola città di sette famiglie mormone, tutte lontane dalle rigide regole della chiesa, disseminate lungo il fondo di un canyon, e riesce a mettere da parte qualcosa curando frutteti e creando guanti da lavoro. Isolati dalle scogliere di roccia rossa che circondano la città, lei e i suoi vicini vivono separati dal mondo esterno, guardati con sospetto dai fedeli mormoni che mettono in discussione la profondità della loro fede. Quando una notte, uno sconosciuto, inseguito da un maresciallo federale si presenta disperato sulla soglia di casa in cerca di rifugio, Deborah non può fare a meno di accoglierlo, mettendo in moto una catena di eventi che stravolgeranno la sua vita. L’uomo, un devoto mormone, è in fuga dal governo degli Stati Uniti, che ha stabilito che la pratica della poligamia è un reato. Deborah e suo marito, pur non praticando la poligamia, fanno parte di una rete che aiuta coloro che sono perseguitati dalla legge. Gli uomini si presentano nella loro fattoria e, utilizzando un apposito linguaggio in codice, ricevono cibo, riposo notturno e una guida sino al prossimo avamposto. La donna accoglie perciò il fuggiasco, garantendogli rifugio. Eppure, non tutto è ciò che sembra, e quando il maresciallo viene ferito gravemente, Deborah e il migliore amico di suo marito, Nels Anderson, dovranno affrontare scelte difficili che metteranno in discussione la loro fede e il futuro di entrambi.


Citazioni:

“Oggi, i frutteti piantati dai primi coloni crescono rigogliosi in quello che adesso è il Capitol Reef National Park. Questi abitanti chiamarono la loro città Junction ed erano membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell’ultimo giorno…La popolazione di Junction tra il 1880 e il 1890 consisteva di otto famiglie circa. Solo una praticava il matrimonio plurimo”.

 “Terra crudele è un romanzo, ma all’interno della finzione letteraria ho cercato di attenermi fedelmente ai fatti storici riportati”. 

(Terra crudele, Nota dell’Autrice).


Opinione Personale:

L’autrice Ann Weisgarber con il suo romanzo Terra crudele, edito Neri Pozza, propone un viaggio emozionante in quello che viene definito il selvaggio West, all’interno di una comunità mormone che si è distaccata da quella principale per poter vivere più liberamente, presumibilmente senza Vescovo e senza Chiesa.

Ann Weisgarber, autrice di “Terra Crudele”

Ci troviamo nello Utah durante il freddo inverno del 1888 a Junction, un luogo isolato costruito sul fondo di un canyon dove la natura regna selvaggia ma il suolo è abbastanza fertile da coltivare piante da frutto e poter così vivere dei doni della Madre Terra.

Qui, Deborah Taylor, protagonista femminile del romanzo, attende il marito Samuel, partito in autunno per lavoro e in ritardo sulla data di rientro. Nonostante i giorni continuino a trascorrere inesorabilmente, Deborah e il fratellastro di Samuel, Nels, si aggrappano alla speranza di vederlo ritornare sano e salvo. La vita di Deborah scorre in modo più o meno tranquillo fino alla notte in cui uno straniero bussa alla sua porta richiedendo asilo.

Lei sa cosa deve fare. Sa che l’uomo che si è presentato in casa sua è un mormone in fuga dal governo federale, probabilmente perché accusato di poligamia, un reato che il governo degli Stati Uniti perseguiva con ferocia, considerandolo una scelta di vita immorale e abominevole.

Deborah, Samuel e Nels, da anni aiutano i “fratelli” in difficoltà pur non praticando in prima persona la poligamia e non condividendo la scelta di vita di questi uomini in fuga dalla legge. Neanche loro, però, seguono completamente le rigide regole imposte dalla loro Chiesa . Si considerano brave persone che agiscono secondo coscienza e si sentono in dovere di aiutare i fratelli in difficoltà che sono alla ricerca di una vita tranquilla, in nome della libertà.

Tante volte i fuggitivi sono transitati senza lasciare ricordo, ma questo Braden è diverso poiché sembra avere una questione personale in sospeso con il maresciallo che lo sta inseguendo.

Questa volta Deborah è sola e il suo lato umano sembra voler prevalere sulla sua moralità. La protagonista femminile è spaventata e stanca di aiutare uomini che hanno fatto una scelta di vita che, a causa dei demoni del suo passato, non condivide. 

L’arrivo di Braden nel piccolo insediamento metterà in moto una serie di tragici eventi che cambieranno le vite di tutti i protagonisti in modo irreversibile. Per Deborah e Nels si avvicina sempre di più il momento di affrontare una battaglia tra dovere morale e desiderio di tranquillità. 

Sono molteplici e tutte equamente profonde le tematiche trattate: tra queste troviamo non solo l’amore in tutte le sue declinazioni ma anche la convivenza tra diverse comunità e modi di vedere il mondo nonché il confine labile tra la Fede e il libero arbitrio.

Ho avuto la percezione di aver trovato un libro davvero valido quando, arrivata a metà della narrazione, ho sentito la necessità di interrompere momentaneamente la lettura per riflettere su quanto avevo appena letto. Ho riassaporato le frasi, per poi buttarmi nuovamente a capofitto nelle vicende dei protagonisti, con l’ansia di leggerne la conclusione. Uno dei punti forti di “Terra Crudele” è proprio la capacità dell’autrice di realizzare una narrazione che, pur nella sua sobrietà ed essenzialità, riesce a condurre il lettore in un viaggio emotivo di forte impatto.

Se dovessi trovare un sostantivo che rappresenti le vicende narrate dalla Weisgarber, probabilmente sceglierei “dignità” seguito da “pudore”; due parole semplici ma colme di significato che rappresentano in pieno le vite dei protagonisti di “Terra Crudele”.

I personaggi dello spaccato di storia raccontato dalla Weisgarber affrontano la dura vita da coloni senza mai lamentarsi. Tutto in loro è misurato e contenuto, ma questa loro autodisciplina non riesce ad arginare quei sentimenti forti che agitano gli animi e che vengono solo lasciati trapelare, con grande senso del decoro rendendoli non più marionette di un destino infausto ma veri esseri umani almeno quanto me e quanto voi.  

Proprio questa contrapposizione tra dignità e complessità, tra pudore e passione che si cela in fondo agli occhi, riempie le pagine di “Terra Crudele” di una bellezza cristallina tale da emozionare il lettore attraverso i pensieri dei protagonisti e quell’amore semplice e profondo che allude, senza volgarità, ad una carnalità che altro non è che vera comunione di corpo e anima.

Ann Weisgarber, con uno stile essenziale e di grande impatto emotivo, prende spunto da luoghi e fatti storici reali e costruisce una storia di lotta quotidiana, d’amore, d’attesa e di morte, con due protagonisti ruvidi e spigolosi, ma di grande umanità. Poche parole, fra loro, ma una tensione palpabile fatta di parole mai pronunciate e gesti trattenuti. A tal proposito, è necessario secondo me segnalare la bellissima cover scelta dalla Neri Pozza che appare estremamente evocativa con quelle mani che stringono nervose la veste, mani che rappresentano un libero arbitrio solo apparente ed una voglia di agire in modo “proibito” celata dietro la paura di essere considerata indegna e impura.

Oltre alla narrazione storica e al reportage minuzioso di usanze e tradizioni delle comunità mormone, ancora oggi diffuse in diversi parti del mondo, ciò che convince maggiormente in “Terra Crudele” è proprio la protagonista femminile, Deborah Taylor: un personaggio riuscitissimo, dalla psicologia tanto complessa quanto credibile. Deborah si fa amare soprattutto perché è in grado di provare pietà, intesa come compartecipazione alle sofferenze e al destino altrui, quella pietà che oggi l’essere umano sembra non essere più in grado di provare.

Terra crudele è un racconto il cui ritmo lento e inesorabile ricorda il cadere della neve al suolo che ricopre i tetti e il suolo di Junction, nascondendo le impronte di uomini il cui sangue è stato versato in nome di Dio e della legge dell’amore. 

Una narrazione potente, solida ed evocativa. Lettura super consigliata.

Stile: 9/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 8/10

Voto complessivo: 8,5/10.

Buona Lettura!

Consu

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