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Persa

Se avessi saputo che era l’ultima volta, giuro che ti avrei stretto più forte.

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Esprimi un desiderio

Buongiorno miei cari ed affezzionati lettori.

Premetto che sono consapevole del fatto che avrei dovuto scrivere questo articolo circa una settimana fa ma per motivi vari non ho avuto nè il tempo nè la possibilità di farlo. Questo è un articolo speciale, uno dei più personali che abbia mai scritto, in più per la prima volta utilizzerò una mia foto il che mi rende doppiamente felice perchè mi sto mettendo a nudo e mi sto avvicinando sempre di più a voi.

La scorsa settimana vi ho lasciato un pò l’amaro in bocca parlando del mio quattordicesimo compleanno in maniera malinconica e vi ho anche sicuramente lasciato con il fiato sospeso poichè  non ho scritto nulla riguardo il mio sedicesimo compleanno che si è svolto (per chi non lo sapesse) il 28 agosto .

Non avevo mai pensato di dover scegliere con chi festeggiare il mio compleanno, se con mamma o papà. Ebbene si, quest’anno sono stata costretta a scegliere e la mia scelta, si è tramutata in un doppio festeggiamento il chè non è una cosa del tutto negativa ma se avessi potuto scegliere, avrei preferito non festeggiare per niente ma avere i miei due genitori insieme. La sera del 27 agosto ho aspettato la mezzanotte insieme a mio padre, ed ho festeggiato nei limiti del possibile insieme a lui. La mattina del 28 sono stata a mare sempre con papà e la sera ho festeggiato con mamma ed i parenti più intimi. Diciamo che non sono una ragazza che ama i cambiamenti, anzi non sono per niente incline ai cambiamenti e di certo la separazione dei miei genitori, non è stato un cambiamento semplice che però sto imparando ad accettare. Non mi sentivo per niente in vena di festeggiare a dire il vero poichè vedevo gente che per me non c’era mai stata e non vedevo lui, mio padre, l’unico che davvero avrei voluto vedere lì. Avevo voglia di non presentarmi affatto ma non potevo non farlo dopo tutti i sacrifici che  mia madre ha fatto per potermi organizzare quella festa,così ho indossato il mio sorriso più sincero e sono uscita. Ho scambiato due chiacchere con tutti, ho riso quando dovevo, ho fatto finta di ascoltare la maggior parte dei discorsi senza senso di quella gente ed ho sorriso in tutte le foto, sperando che potesse aiutare. E poi, è arrivato il momento fatidico, quello in cui dovevo esprimere il desiderio soffiando sulla candelina. In quel momento, ho ripensato a tutti i miei compleanni e ai desideri futili che avevo espresso come una bambola o un giocattolo nuovo o un libro, un vestito, qualsiasi cosa. Ed ho capito che in realtà avrei dovuto esprimere solo un desiderio durante quei compleanni: “Desidero che nulla cambi” e mi sono maledetta mentalmente per non averlo fatto quando ne avevo la possibilità. Cosa avrei potuto desiderare in quel momento? Dovevo desiderare qualcosa d’impatto, qualcosa d’importante che non avesse effetti sul mio presente ma sul mio futuro. Così mentre il coro di voci semiestranee intonava “Tanti auguri a te”, soffiai ed espressi con tutta me stessa il desiderio che in quel momento era più adatto: “Desidero poter superare questo brutto momento.”IMG-20160828-WA0141

Aprii gli occhi e sorrisi, questa volta però il sorriso era davvero sincero. Ero fiduciosa, lo sono tutt’ora.

Ho sempre immaginato il mio sedicesimo compleanno in maniera decisamente differente, un pò aiutata dall’immagine che davano le serie televisive americane dei sedicenni, un pò aiutata dalla fantasia, ero convita che diventare sedicenne significasse feste tutti i giorni, libertà assoluta e popolarità . Non ho avuto una festa sfarzosa con milioni d’invitati, decisamente non ho acquisito più libertà e sicuramente non sono più popolare di quanto non lo fossi due settimane fa ma ciò che questi sedici anni hanno portato con sè è la consapevolezza che non ci sono certezze nella vita e che tutto sommato va bene così.

Consu

 

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Memories

Ho sempre amato il mio compleanno fin da quando ero bambina. Il mio compleanno era per me  una festa sacra, l’ho sempre festeggiato da quando ne ho memoria. Mi piaceva l’idea di essere la “regina” per un’intera giornata all’anno e per nessuna ragione al mondo doveva saltare o essere messo in secondo piano. Era il mio giorno.

Persino quando giocavo con le mie cugine durante il mio compleanno, rispettavano questa sorta di patto non scritto che prevedeva che durante il 28 Agosto io sarei stata la regina incondizionata e niente e nessuno mi avrebbe resa infelice. Ragion per cui, per quell’unico giorno io sarei stata la fata Stella delle Winx, la più bella, non ci sarebbero stati oppositori e  avremmo giocato solo ed esclusivamente ai giochi che piacevano a me.

Ricordo che per il mio quattordicesimo compleanno, invitai a casa delle  amiche, mamma preparò le pizze e trascorremmo una bella serata tra chiacchere e risate.  Mi piace ricordare questo compleanno in particolar modo  perchè è stato l’ultimo che ho festeggiato insieme a mio nonno e alla mia famiglia unita, quando ancora m’illudevo di vivere in una sorta di favola e credevo che la parola “Separazione” non avrebbe mai neanche sfiorato la mia famiglia. Ma la verità purtroppo è un’altra. Non esistono favole e quella parola tanto temuta, ha fatto ben altro che semplicemente sfiorare la mia famiglia, si è proprio accanita contro di me e ha distrutto e sbriciolato in mille pezzi ciò che rimaneva di una famiglia pseudo felice. Puff, tutto andato nel giro di due anni.

Mi sono sempre piaciute le foto, in particolare quelle dei miei compleanni. Amavo osservare la mia evoluzione, constatare il modo in cui crescevo e cambiavo di anno in anno, ma soprattutto mi piaceva osservare le persone che passavano anche solo per un breve lasso di tempo nella mia vita e poi sparivano.

Fu mio padre a scattere le foto quella sera, io sorridevo in ognuna di esse. Abbracciavo forte la mia migliore amica con cui condivido tutto da ormai 10 anni e sorridevo, non curante della tempesta che pochissimo tempo dopo si sarebbe abbattuta violentemente su di me.

La serata trascorse tranquilla, le mie amiche tornarono a casa e io andai a dormire. Il giorno dopo chiesi a mio padre di vedere le foto. Scoprii che vi erano solo sette foto di quella sera. Una in cui sorridevo felice davanti alla torta, una in cui spegnevo le candeline, una con le mie due migliori amiche, un paio di foto di gruppo e qualche altra foto insignificante che ritraeva la torta. Non so cosa mi prese in quel momento ma mi si formò un groppo in gola che non riuscivo a mandar giù,ero delusa. Ero convinta che mio padre ne avesse scattate di più.

Era stato così infatti, lui ne aveva scattate molte di più, ma da uomo preciso quale era aveva cancellato quelle che non gli piacevano senza prima avermele fatte vedere. Le controllai ancora una volta  e mi accorsi che tra quelle non vi era una solo foto insieme a lui e alla mamma. Scoppiai a piangere. Lui mi sgridò e mi chiese perchè stessi piangendo. Non riuscivo a rispondere, ero solo in grado di singhiozzare. Dopo un pò tra un singhiozzo e l’altro dissi che non riuscivo a credere che non vi fosse neanche una foto insieme ai miei genitori.

Incredulo, mi rispose che non dovevo preoccuparmi, c’era sempre tempo per scattare foto con loro, non avevo motivo di piangere e disperarmi in quel modo. La verità è che non riuscivo proprio a smettere, piansi per una settimana circa e tenni il broncio ai miei genitori, in particolar modo a papà.

Avevo un nodo in gola che non riuscivo proprio a mandar giù. Ero terrorizzata. E ancora oggi a distanza di due anni da quando successe l’episodio delle foto, mi si forma lo stesso identico groppo in gola. Penserete che sia da stupidi piangere per delle foto, addirittura per un lasso di tempo così lungo quale è una settimana. Io vi rispondo che allora non ero del tutto consapevole del perchè di quelle lacrime. Adesso invece si. Era come se inconsapevolmente sentivo che sarebbe successo qualcosa. Le persone non sono eterne ma le foto si, questa è la ragione per cui le amo. Riescono a catturare i momenti più belli e a renderli eterni riuscendo in un certo qual modo a rendere eterne anche le persone che vi erano in quei momenti. Ed era questo che volevo, volevo rendere la mia famiglia eterna, volevo rendere l’amore di mio padre per me eterno ma soprattutto m’illudevo che una singola fotografia sarebbe stata capace di trattenerlo e di evitare l’inevitabile.

Oggi sono consapevole del perchè di quella disperazione un pò infantile che mi ha perseguitato per due anni. Adesso so che il motivo di quelle lacrime senza fine era la consapevolezza che non ci sarebbero state più foto di famiglia ma peggio di tutto, la consapevolezza che non ci sarebbe più stata alcuna famiglia.

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Stanca di Tutto.

Sto iniziando ad arrivare a quel punto nella mia vita in cui lentamente mi abituo a tutto.

Gente che sparla di me alle mie spalle.

Gente che mi odia per nessuna ragione.

Gente che mi fa del male e al quale non interessa avermene fatto.

Promesse che verranno infrante anche se erano promesse.

Persone con cui parlavo ogni giorno e con le quali non parlerò mai più.

La verità è che non mi importa più. Questa vita è troppo faticosa e vivere fa troppo male.

Immagino che l’unica cosa da fare in questi casi sia abituarsi.

Io l’ho fatto. Mi sono abituata alla vita e ai suoi dolori.

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Particelle nell’universo

Ci sono quei giorni in cui vorresti solo stenderti sul prato di casa tua o in spiaggia e guardare in alto , provare quell’immensa sensazione d’infinito che solo il cielo riesce a trasmetterti. La sensazione di essere solo una piccola parte in un universo infinito, piccola? Ma cosa dico…una  minuscola parte di qualcosa talmente grande e straordinaria da non riuscire nemmeno ad immaginarla. Ecco, questo è uno di quei giorni e questo tramonto spettacolare lo condivido con voi perchè è necessario ricordare alle volte che, seppur crediamo di possedere il mondo e di essere re o regine dell’intero universo, la verità è solo questa, non siamo altro che minuscole molecole all’interno di un mondo che aspetta solo di essere scoperto. Buon sabato a tutti.


sunset


Consu

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Non sono positiva alla normalità

Buona sera,

ho scelto il titolo della canzone dei La Rua per iniziare questo articolo perchè penso sia la frase che più mi si addice e che più mi descrive. Mi sono resa conto di non essermi mai presentata davvero, consideriamo quindi questo il mio primo post. Ho 15 anni, frequento il secondo anno del liceo linguistico, sono Siciliana, amo la cultura, la scrittura, la cinematografia, i libri e la genuinità. tumblr_static_tumblr_static_images_3_Non sono positiva alla normalità e decisamente non mi appartiene la perfezione. Sono quanto di più imperfetto vi è in questo mondo ma sono trasparente come l’acqua, sono come un libro aperto per chi è intenzionato a conoscermi davvero e a non fermarsi alle apparenze. Mi chiamo Mariaconsuelo ma per tutti sono semplicemente Consu . Ci sono infiniti aneddoti sul mio inusuale nome che potrei qui raccontare ma mi limiterò semplicemente a dirvi che durante tutta la mia breve ma intensa esistenza, mi ha portato decisamente fortuna. “Consu” è diventato un pò il mio marchio di fabbrica e ciò che mi contraddistingue dal resto del mondo.Attraverso il mio nome traspare la mia personalità particolare. Amo l’individualità, amo essere me stessa ed anche se solo recentemente ho imparato ad apprezzare la mia personalità vi assicuro che ho sempre lottato per l’individualità. Non sempre questo mio desiderio di libertà mi ha portato fortuna. Per un lungo periodo della mia vita era come se il bisogno di volermi distinguere dalla massa non facesse altro che allontanarmi dalla vita stessa e dai miei obiettivi.Era quasi come se stessi intraprendendo una lotta contro l’intero universo che a differenza mia non ama le isole, ma i gruppi, non apprezza l’individualità ma tende ad assecondare l’omologazione e tutto questo va decisamente contro i miei principi etici e morali. Se vi state chiedendo da cosa nasce Papergirlinapapertown non posso fare a meno di rispondervi nella seguente maniera. Ho attraversato tanti periodi difficili nella mia vita ma l’unica cosa che sembrava rendermi felice e che mi permetteva di andare avanti erano i libri, sapere che in un certo qualmodo è normale sentirsi inadeguati almeno una volta nella vita. Sapere che qualcuno aveva affrontato i miei stessi problemi prima di me e avere la certezza che qualsiasi cosa mi stesse capitando in quel momento non era certo la fine del mondo, mi hanno aiutato tanto a riflettere su me stessa, la mia condizione e quelli che definivo problemi .Ho quindi compreso che magari avrei potuto aiutare anche io nel mio piccolo scrivendo di me, delle mie giornate e della mia vita. 9v78Papergirlinapapertown nasce in una sera d’inverno dello scorso anno. Non ho mai avuto il coraggio di mettermi davvero a nudo fino ad ora. Insicura delle mie capacità non ero mai davvero riuscita a far diventare questo piccolo blog qualcosa d’importante ma durante questi mesi, gente con più esperienza di me, mi ha dato fiducia, ha creduto nelle mie capacità e mi ha insegnato tanto senza chiedere nulla in cambio quindi se oggi son qui a scrivere, il merito è anche di Chiara Cucinotta che non ha mia smesso di credere in me. Paper girl in a paper town significa letteralmente ragazza di carta in una città di carta liberamente tratto dal romanzo di uno dei miei autori contemporanei preferiti : “John Green”. Vi spiegherò presto il perchè della scelta di questo nome per il mio blog. Pgpt (papergirlinapapertown) sarà suddiviso principalmente in due categorie ovvero: Recensioni e Pensieri personali. Spero che continuerete a seguirmi, d’ora in poi mi firmerò come Consu 🙂

Buona serata e a presto!

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PaperGirl è tornata

Salve a tutti,

vi sarete chiesti il perchè della mia assenza. Dall’inizio della mia “carriera” di blogger, mi sono resa conto che non sapevo proprio niente dei “trucchi del mestiere” così ho deciso di abbandonare il mio blog per un pò e collaborare con un’altro  .

La collaborazione con la redazione ed il suddetto sito mi hanno formata in maniera decisamente professionale, ragion per cui ho realizzato che forse era giunto il momento di riprendere la situazione in mano e di riprovare ad amministrare il mio blog personale, quindi eccomi qui. La collaborazione con Sogni D’inchiostro non verrà interrotta poichè mi piace far parte di qualcosa di speciale e particolare quale la sua redazione ma tenterò di trovare un pò più di tempo anche per il mio amato Papergirlinapapertown. Da oggi si torna al lavoro, organizzerò gli articoli in rubriche che conterranno come al solito le recensioni, un pò della mia vita, consigli e le esperienze formative che ho vissuto 🙂 spero che continuerete a seguirmi!

Colgo l’occasione per ricordarvi i miei social network :

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Detto questo, vi mando un bacio  . Con affetto,

la vostra Papergirl