Home

Pubblicato in: Recensioni

Il Cerchio – Recensione

5760689_313714Titolo: Il Cerchio

Autore: Dave Eggers

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Distopico

Pagine: 389

Dave Eggers è nato a Boston nel 1970. È l’editore della leggendaria rivista e casa editrice  <McSweeney’s >. Vive a San Francisco dove ha fondato 826 Valencia , una scuola di scrittura creativa per bambini. Il suo romanzo d’esordio : “L’opera struggente di un formidabile genio” (Mondadori, 2001) è stato un caso editoriale. Ha poi pubblicato numerosi romanzi, racconti e saggi, tra cui: “Conoscerete la nostra velocità (2003) “, “La fame che abbiamo (2005) “, “Le creature selvagge (2009)”,  “Zeitoun (2010)”, “Ologramma per il re (2013), “Il Cerchio (2014)” e “I vostri padri dove sono? E i profeti vivono forse per sempre? (2015) tutti editi da Mondadori.


Trama:

“Mio Dio, questo è un Paradiso” pensa Mae Holland quando fa il suo ingresso al Cerchio , la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web. Mae adora tutto del cerchio: gli openspace avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte a lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l’acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae accoglie la richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Almeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?


Citazioni:

“Allora, in generale, tu diresti che ti comporti in modo diverso quando sai di essere osservata?”

“Certamente. È naturale.”

“I segreti sono all’origine dei comportamenti asociali, immorali e distruttivi. E se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Saremmo finalmente costretti a essere la versione migliore di noi stessi. Finalmente, finalmente possiamo essere buoni. In un mondo dove le brutte strade non sono più un’opzione, non abbiamo altra scelta che essere buoni… Perché la nostra voglia di vedere il mondo non dovrebbe essere soddisfatta? Ecco la massima trasparenza. Senza filtri. Vedere tutto. Sempre. Tutto quello che succede sarà conosciuto. Diventeremo onniveggenti, onniscienti”.

«Amici, siamo all’alba del Secondo Illuminismo! Parlo di un’era in cui non permetteremo che la maggior parte del pensiero, dell’azione, delle conquiste e della cultura umana sfugga come da un secchio bucato. Non con queste videocamere, non con la missione del Cerchio».

“Se non sei trasparente cosa hai da nascondere?”

“Io voglio essere vista. Voglio una prova della mia esistenza”.

“Non siamo destinati a sapere tutto, Mae. Hai mai pensato che forse la nostra mente è delicatamente calibrata tra il noto e l’ignoto? Che la nostra anima ha bisogno dei misteri della notte e della chiarezza del giorno? Voi state creando un mondo di luce sempre accesa, e io credo che essa ci brucerà vivi, tutti quanti.”

“Lui aveva messo tutto insieme, tutti i bisogni e tutti gli strumenti di ogni utente, in un unico calderone, e aveva inventato TruYou: un account, un’identità, una password, un sistema di pagamento, per ogni persona. Non c’erano altre password, né multiple identità. “

“L’era delle false identità, dei furti d’identità, degli username multipli, delle password complicate e dei sistemi di pagamento era finita”.

“Fuori dalle mura del Cerchio tutto era rumore e lotta, disastro e sporcizia. Ma lì ogni cosa era perfetta. Le persone migliori avevano creato i sistemi migliori e i sistemi migliori avevano permesso di raccogliere i fondi, fondi illimitati, che rendevano possibile tutto questo, il posto più bello del mondo. Ed era naturale che fosse così […] Chi poteva creare l’utopia se non gli utopisti?”

“Restava là seduta, immobile, col grande corpo dell’oceano sotto di lei”.

“Qui non ci sono oppressori. Nessuno ti obbliga a farlo. Te li lasci mettere spontaneamente, questi lacci. E spontaneamente diventi del tutto autistica nella sfera dei rapporti sociali. Non raccogli più i suggerimenti basilari della comunicazione interpersonale. Sei a tavola con tre esseri umani che ti guardano, tutti, e cercano di parlare con te, e tu resti incollata a uno schermo cercando degli estranei in qualche parte del mondo”.

“Non lasci nessuna traccia della tua esistenza. Non c’è nessuna prova”.

“Non fai più nulla d’interessante. Non vedi niente, non dici niente. Il curioso paradosso è che credi di essere al centro delle cose, e che questo renda più valide le tue opinioni, mentre tu, personalmente, stai diventando meno vivace e meno vitale. Scommetto che da mesi non fai altro che guardare uno schermo, è così?”

“Sai cosa penso, Mae? Penso che stare dietro a quella scrivania in qualche modo ti faccia credere, tra un frown e uno smile, che quella che fai è proprio una vita affascinante. Tu scrivi commenti sulle cose invece di farle. Guardi delle foto del Nepal, clicchi sul pulsante degli smile, e credi che sia come andarci. Cioè, che succederebbe se ci andassi sul serio? I tuoi rating di CircleJerk o che cazzo scenderebbero sotto un livello accettabile? Mae, ti rendi conto che sei diventata incredibilmente noiosa?”

“Guarda il nostro logo […] Vedi com’è aperta, quella “c” nel mezzo? Mi ha disturbato per anni, ed è diventata il simbolo di ciò che resta da fare qui, che è chiuderla”.

“Il cerchio è la forma più forte dell’universo. Non c’è niente che possa batterlo, niente che possa migliorarlo, niente di più perfetto. Ed è quello che noi vogliamo essere: perfetti. Così , ogni dato che ci sfugge, ogni cosa che non è accessibile, ci impedisce di essere perfetti.”

“È la natura dei segreti. Sono cancerogeni quando ce li teniamo dentro , ma innocui quando vengono rivelati”.

“Ci ho pensato su per anni, e devo ancora immaginare una situazione in cui il segreto faccia più bene che male. I segreti sono all’origine dei comportamenti asociali, immorali e distruttivi.”

“Un segreto tra due amici, Mae, è un oceano. È largo e profondo, e in quell’immensità noi ci perdiamo”.


Opinione Personale:

Il cerchio di Dave Eggers  è un romanzo contemporaneo, a metà tra il genere distopico e quello fantascientifico che offre anche un punto di vista singolare sul rapporto che esseri umani e aziende hanno nei confronti della tecnologia, al giorno d’oggi.

Il tema principale trattato all’interno del libro è la dipendenza dai social media e la totale assenza di privacy.

La narrazione avviene attraverso gli occhi della protagonista, Mae Holland, ventiquattrenne che ottiene il lavoro dei suoi sogni al Cerchio, l’azienda di servizi informatici, social network e gestione di dati più potente e invidiata d’America. Il tempo è un imprecisato futuro prossimo in cui gli Stati hanno la stessa fisionomia di oggi e ancora non si viaggia nel tempo, ma dove Facebook, Twitter e Pinterest sono stati sostituiti da un unico social: TruYou, di proprietà del Cerchio.

Il Cerchio è un’azienda di Web Marketing che investe i propri profitti anche in importanti scoperte e innovazioni in diversi campi quali quello scientifico, quello tecnologico, umanitario, sociale, sanitario …

Ai vertici del Cerchio vi sono i Tre saggi, che monitorano le azioni di ogni dipendente, sia all’interno che all’esterno dall’azienda.

Il Cerchio sembra il posto di lavoro perfetto: proiettato nel futuro, fondato da tre ragazzi geniali, calamita per giovani menti che vogliono risolvere i problemi dell’umanità. All’interno del Cerchio vi sono tante menti giovani e fresche che studiano come fare in modo che i bambini non vengano più rapiti, come eliminare la fame nel mondo, come rendere più facile la vita dei disabili, come attuare davvero la sicurezza nelle città e soprattutto come far sì che la politica diventi trasparente e accessibile a tutti.

Le opinioni dei dipendenti sono tenute in gran conto, e le possibilità di carriera sono sconfinate. L’azienda ha fatto costruire open space, palestre, piscine e ristoranti per i Circlers, e chi lavora fino a tardi può fermarsi gratuitamente in una delle tante stanze super-attrezzate messe a disposizione dei dipendenti. Il Cerchio è perfetto: fuori dalle Mura tutto comincia a essere percepito come un disastro talmente imperfetto da risultare irreale. Si crea così una vera e propria Utopia. Ma l’utopia ben presto assume contorni distorti. All’interno del Cerchio, tutti sono sorvegliati, tutti devono documentare le proprie esperienze sui social, e pian piano il lettore si rende conto di essere all’interno di una setta che, dietro alla copertura ideologica del miglioramento dell’umanità, della protezione dei bambini e della natura libera e democratica dell’informazione, sta superando limiti che non dovrebbero essere superati.

00530195_b-1-300x203.jpg

In un primo momento, Mae assapora la libertà solo durante le sue brevi ma intense gite in Kajac  poiché la vita dentro il Cerchio è snervante sia per chi la vive ma anche e soprattutto per il lettore poiché è proprio quest’ultimo che finisce per sentirsi in gabbia, imprigionato, incapace di pensare con la propria mente.

In un secondo momento, però,  Il Cerchio diviene per Mae l’unico posto sicuro in cui rifugiarsi, l’unica realtà perfetta. Pur di far parte attivamente della comunità di eletti, la ragazza acconsente a trasmettere in streaming la propria vita, sacrificandosi alla conoscenza collettiva. A nulla varrà il richiamo del misterioso Kalden, che le dirà che uno degli obiettivi della società, ovvero il “Completamento del Cerchio”, sarà disastroso per l’umanità tutta. Il Cerchio ingloberà qualsiasi aspetto della società: le relazioni personali, la sanità, la scuola, il passato, persino la democrazia. In un crescente delirio di conoscenza, il Cerchio si chiuderà, tracciando un segno formidabile attorno al libero pensiero, rendendo straniero chiunque non voglia farne parte, fondando una nuova religione di cui è il profeta, creando un unico sistema di condotta morale, in nome della totale trasparenza, concepita come valore assoluto. Fino all’epilogo più terribile.

Condivisione continua, assenza di privacy, annullamento di se stessi, completa trasparenza. In “The Circle”, l’essere umano si spoglia del proprio lato oscuro, che permette di capire i propri limiti, di accettarsi, di essere unico. L’uomo diviene quasi un robot, perfetto nella propria condotta.

Nel “Cerchio”, il giudizio altrui e la totale assenza di privacy, diventano gli strumenti principali in grado di concepire una realtà priva di qualsiasi male e scorrettezza.

Questo, è un libro fantascientifico che propone un’analisi dettagliata e attenta della nostra società che seppur piena di buone intenzioni, si sta spingendo decisamente troppo oltre.

Eggers ci mostra un mondo terrificante, così apparentemente lontano  eppure, al tempo stesso, così vicino. Teorizza un futuro possibile di cui, senza accorgercene, abbiamo già posto le solide basi. La storia parla da sé e lancia un messaggio da non sottovalutare: “Tutto è logico, tutto è buono, finché ci si spinge sempre troppo oltre”. Vediamo che la luce, il sogno di un mondo completamente illuminato e trasparente ci acceca. E il totalitarismo si impone: tutto, proprio tutto deve essere conosciuto e condiviso. Una società in cui lo sconfinato bisogno d’amore di ogni essere umano si traduce in un abbraccio mortale, in un amore che non si può rifiutare, si vuole approdare in un mondo perfetto, luminoso, affettuoso e partecipato: un mondo in cui tutti vedono tutto e nessuno è mai solo.

La creazione di un mondo come lo vorremmo, non è possibile. Travolti da un’esposizione permanente, ci ritroviamo in una società sfigurata, in cui la dolce coercizione, arricchita dal delirio di onnipotenza di chi tutto vorrebbe conoscere, ci catapulta in una comunità umana in cui redenzione e salvezza non esistono più, e non esisteranno mai.

Passano con questa modalità di rapporto concetti distorti come ad esempio l’idea di trasparenza come forma di sincerità per quanto riguarda la vita privata e come forma di democrazia per quanto riguarda la vita politica.

 

Così la perdita del confine tra pubblico e privato viene favorita per il comandamento della trasparenza vista come modalità democratica di rapportarsi agli altri.

Il Cerchio viene rappresentato dalla figura simbolica dello squalo che divora tutto: gli animali della vasca, anche i più coriacei.

Eggers con il suo interessante romanzo porta alle estreme conseguenze tanti aspetti già noti della nostra società, tante idee malate smascherandone il baco. Credo che l’impegno del romanzo sia il suo più grande pregio.

L’autore ha immaginato, in un futuro non troppo distante, una fetta della società completamente votata alla tecnologia, ai social, alla condivisione, alla trasparenza e alla totale rinuncia del buonsenso e della ragione.

Un rapido avanzare del predominio della tecnologia, che mascherandosi da “aiuto” per la società, in realtà non fa altro che monopolizzarla, annientando qualsiasi diritto di essere anomino, fuori obiettivo.

Con il pretesto di raccontare la storia di Mae, l’autore ci accompagna attraverso una lunga ed appassionante meditazione sulla nostra vita reale e virtuale.

Il Cerchio è stato fondato da Ty, pensatore simil-asceta che volendo combattere l’anonimato sulla rete ha fatto in modo che ogni persona potesse avere un solo account e dunque, una sola password.  Ma se la nostra identità è certa non solo scompaiono i troll e il cyber-bullismo ma ogni transazione economica sarà perfettamente efficace. In breve ne Il Cerchio, grazie al racconto di Mae che prima fatica ad “integrarsi” ma finisce per esserne l’emblema aumentando in modo vertiginoso la sua popolarità virtuale, si sviluppa la teoria dell’infocomunismo, manifestata da una serie di motti su cui spicca “la privacy è un furto”. Condividere diventa non più un’opportunità ma un obbligo e chi si eclissa, chi si ripara dagli occhi della rete, chi semplicemente si difende, viene accusato di celare oscuri segreti, additato dalla pubblica accusa che viaggia sulla fibra ottica, messo alla berlina o convinto a redimersi.

In nome della sicurezza e dell’accessibilità, telecamere open-access vengono piazzate in ogni luogo che ciascun utente del Cerchio può controllarle e la classe politica, sempre in nome della Trasparenza e sotto la spinta della rete, accetta di indossare una microtelecamera al collo che li segue passo-passo durante la giornata. E chi non accetta può semplicemente dire addio al futuro in politica. Ed è così che comportarsi eticamente è la mera conseguenza del fatto che tutti sono sempre osservati e ben visibili (“chi commetterebbe un reato sapendo di essere sorvegliato in ogni momento, dappertutto?”). Esattamente come profetizzava nel 1791 il giurista Jeremy Bentham pensando al Panopticon, il carcere ideale.

The-Circle

Ma come avviene questa sottomissione alla rete? Come si giunge alla “democrazia digitale obbligatoria”? In modo assolutamente spontaneo ed è questo, in fondo, il tratto che spaventa di più e che rende “Il Cerchio” un romanzo distopico eppure paurosamente possibile. In uno dei più bei dialoghi del libro, sarà proprio Mae, divenuta ormai emblema della Trasparenza e progenitrice dei tre motti (I segreti sono bugie; Condividere è prendersi cura; La privacy è un furto) a chiarire che essere controllati va bene. Tutto può andar bene. A patto di lasciare un segno e non morire soli e dimenticati, in un mondo troppo grande per potervi lasciare davvero un segno. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha dichiarato: “qualsiasi attività è migliore se svolta socialmente”. Il problema è che nel prossimo futuro potremmo non poter più scegliere di scollegarci, restando in una stanza, da soli, con le nostre idee. E senza connessione wi-fi.

Grande difetto del libro, difficile da ignorare, è l’assenza di capitoli. La narrazione non viene scandita da diversi capitoli bensì non ha una vera e propria pausa. È semplicemente continua, come se le vicende si svolgessero in una notte sola, o giù di lì. Ammetto che la cosa mi ha spiazzata e che mi ha procurato non pochi problemi poiché facevo decisamente fatica a seguire le vicende e i personaggi con i quali non provavo nessun tipo di empatia, anzi. La narrazione è troppo piatta e priva di descrizioni. L’unico personaggio con cui mi sono identificata, è Mercer il tanto odiato ex ragazzo di Mae. Mercer tenta infatti di far ragionare Mae, aprendole gli occhi e affermando che il mondo che stava contribuendo a creare, era solo un mondo finto in cui nessuno è davvero se stesso ma che tende alla perfezione solo perché osservato da telecamere. Mercer, infatti, per tener fede alle sue convinzioni, lascia il paese e decide di vivere come un sorta di eremita. Lontano da tutto ciò che riguarda internet. La sua fine sarà tragica, a dimostrazione che tutti coloro che tentano di mettere i bastoni tra le ruote alla tecnologia, saranno inghiottiti da questo enorme squalo che non si ferma davanti a niente e nessuno.

Gli ultimi capitolo sono davvero toccanti. Finalmente si svela l’identità del misterioso Kalden, che lascia tutti con il fiato sospeso. Altro spunto di riflessione è il penultimo capitolo che lascia il seguente messaggio :” Se colui che ha creato qualcosa, qualcosa di grande, alla fine ne ha paura e vorrebbe non averlo mai creato, allora vuol dire che dovremmo iniziare ad avere paura anche noi.”

D’altra parte, il libro raggiunge il suo scopo: fa riflettere su una possibile deriva (lontana ma non troppo) legata all’uso della tecnologia e dei social network; tiene alta l’attenzione del lettore con una trama ben costruita ma poco sviluppata e, a tratti noiosa, e uno stile decisamente essenziale. Sicuramente c’è qualche eccesso poco credibile, ma credo sia funzionale al racconto e al messaggio stesso. Tuttavia il libro merita la lettura solo ed esclusivamente  per l’idea alla base della storia. La prosa è piatta, i dialoghi irrealistici e le descrizioni superficiali. I personaggi sono di poco spessore, le loro azioni sono dettate da necessità di trama e non da loro caratteristiche intrinseche, facendo risultare il tutto un po’ finto e comunque poco credibile.

Stile: 6/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 6/10

Voto complessivo: 7/10.

Buona Lettura!

Consu Tiralongo

Annunci
Pubblicato in: Reviews

Paper Towns – Review

Good Morning dear readers,

I am so exited to show you my first book review written in English. You are probably wondering which book I’ve chosen for this first review in a foreign language. Of course I’ve chosen My favest book ever : “Paper Towns”. I mean, who doesn’t love John Green? Oh, if you don’t , then this is not the right place for you. I am obsessed with John Green and all of his books so if you don’t wanna read me fangirling about him in every post then I suggest you to leave because this is not the right place for you. Otherwise, if you don’t like him but you’d love to know the reasons why I love him so much, I suggest you to keep reading this article and I wish I could make you change your mind because he is awesome or, at least, his mind is. This is more an experiment than an article. I am not sure if I’ll keep writing in English so I really hope you’ll like this first experiment, then, if you do, please comment and let me know. Fingers crossed.Wish me luckkkkkkk …


51mFzUJpQNL._SX324_BO1,204,203,200_Title: Paper Towns

Author: John Green

Published: October 16th 2008

Publishing House: Penguin Books

Genre: Young Adult, contemporary, mystery, romance

Format: Paperback

Pages: 305

John Green is the celebrated author of the Printz Medal – Winning “Looking for Alaska” and the Printz Honor Book “An Abudance of Katherines”. He has been a commentator on National Public Radio’s “All Things Considered” and reviews books for publications, including the “New York Times” and “Booklist”. John was also one half (with his brother Hank) of the enormously popular video project “Brotherhood 2.0” , which has been watched more than 10 Million times. Although John grew up amid the subdivisions and theme parks of Orlando, he now lives with his wife, Sarah, in Indiana. His official website is : www.johngreenbooks.com

Questo slideshow richiede JavaScript.


Plot:

Quentin Jacobsen has spent a lifetime loving the magnificently adventurous Margo Roth Spiegelman from afar. So when she cracks open a window and climbs into his life – dressed like a ninja and summoning him for an ingenious campaign of revenge – he follows. After their all-nighter ends, and a new day breaks, Q arrives at school to discover that Margo, always an enigma, has now become a mistery. But Q soon learns that there are clues – and they’re for him. Urged down a disconnected path, the closer he gets, the less Q sees the girl he thought he knew…

hey

 


Favourite Quotes:

“Here’s what’s not beautiful about it: from here, you can’t see the rust or the cracked paint or whatever, but you can tell what the place really is. You can see how fake it all is. It’s not even hard enough to be made out of plastic. It’s a paper town. I mean, look at it, Q: look at all those culs-de-sac, those streets that turn in on themselves, all the houses that were built to fall apart. All those paper people living in their paper houses, burning the future to stay warm. All the paper kids drinking beer some bum bought for them at the paper convenience store. Everyone demented with the mania of owning things. All the things paper-thin and paper-frail. And all the people, too. I’ve lived here for eighteen years and I have never once in my life come across anyone who cares about anything that matters.”

“At some point, you gotta stop looking up at the sky, or one of these days you’ll look back down and see that you floated away, too.”

“The fundamental mistake I had always made – and that she had, in fairness, always led me to make – was this: Margo was not a miracle. She was not an adventure. She was not a fine and precious thing. She was a girl.”

“Just remember that sometimes, the way you think about a person isn’t the way they actually are.”

“I have never really thought of him as a person, either…. A guy whose strings were broken, who didn’t feel the root of his leaves of grass connected to the field, a guy who was cracked. Like me.”

“It is easy to forget how full the world is of people, full to bursting, and each of them imaginable and constantly misimagined.”

flat,800x800,070,f.jpg


My own Opinion:

“Paper Towns” is a fantastic, interesting and unique novel that talks about adolescense and all problems related to young people who do not find their own place in society.

This Novel’s main character is Quentin “Q” Jacobsen whose boring life is turned upside down when the adventorous Margo Roth Spiegelman moves in next door. Quentin and Margo were best friends during their childhood but then they grew apart and found each other only ten years later when Margo  climbs into Q’s bedroom and invites him to join her on a mission of revenge before she leaves. When Q wakes up, he finds out she’s gone and feels empty so he starts finding clues in order to find her.

This is a very well written pot that mixes mistery and comedy in order to make the reader wants to read more and find out how the book ends.

The plot is divided into three sections named : “The Strings”, “The Grass” and “The Vessel” that represent the methaphors used in the  whole book to describe today’s society. “The Strings” is about breaking and irreversible change, “The Grass” is about family and friends and “The Vessel” is about journeys and final destinations.

In-my-memory-paper-towns-38461876-500-401

“Paper Towns” mostly talks about the problem of finding our own identity. Margo says that we are all paper girls and boys living in paper towns because in hers and in my opinion we care too much about what other people think about us. We let them build ideas of people with our same name and look but that are not ourselves. We let these ideas be more important than our own self . We grow up pretending to be someone else to please everyone’s ideas of us and at the end, we even forget who we really are.

To explain this point of view, the book focuses on each character’s different idea of Margo, and eventually their realisations that she is just a person like them.

Q is a teenager who is at a lost point in his life. He is looking for himself and wants to find his own place in society.

Margo can be considered more of an idea than a real character. Everybody has different memories of her, and so sees her differently. Q’s idea of Margo evolves through the story, and her character becomes more complex.  Even when we discover the real Margo, she is still one of the most complicated characters of the whole novel.

img890906.jpg

Paper Towns was one of the funniest books I’ve ever read. It is my favourite novel because it talks about something close to me, my own situation and the society I live in.

The ending of this book will break your heart. It’s sad, but it feels right given the rest of the story. Everything is pulled together. I loved how the metaphors make  everything flow together.

To conclude, Paper Towns is a remarkable and funny book with great characters and beautiful metaphors.

I would recommend it to fans of any other John Green book, but to be honest, I think anyone and everyone could gain something from reading this. So I recommend this book to everyone. I don’t consider it a Young Adult Novel I’d define it as a coming-of-age story for the themes treated.

Style: 9/10

Story: 9/10

Contents: 9/10

Final grade: 9/10

I hope you all liked this first article. Let me know if after reading my review, you changed your mind or at least, you’d love to give this author another chance. Let me know what you all think and if you’d like me to keep writing in English.

Thank you for your attention.

See you soon,

yours truly Consu

 

Pubblicato in: Recensioni

Raccontamenti

Titolo: Raccontamenti 2017-6-12_18-4-5-Montenero_p

Autore: Chiara Montenero

Casa Editrice: Kimerik

Genere: Racconti

Pagine: 80

Chiara Montenero nasce nel 1956 a Roma. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, giornalista pubblicista, ha collaborato con importanti testate giornalistiche come Cahiers d’Art, Il Giornale, La Stampa, Il Tempo, Mercedes Magazine, Investire. Tra le sue opere: Angeli in Ascensore (poesie, Marsilio Editori, 1996); Fragilità Indistruttibili (poesie, Casa Editrice Kimerik, 2009); Ambivalenze, Ritratto di Arnold Wesker dalla A alla W (saggio, Lithos Editrice, 2010); Ambivalences, Portrait of Arnold Wesker from A to W (Oberon Books, 2012); Oltre l’Altrove (poesie haiku, Casa Editrice Kimerik, 2013). Ha scritto soggetto e sceneggiatura del cortometraggio Noiseless Hotel. Dal 2012 dipinge e le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in Italia e in Tunisia. Nel 2016 si è trasferita ad Hammamet dove vive e lavora per sei mesi l’anno.

2017-6-15_16-59-39-71115263-86B8-4D0D-8DDB-5AD6F46BB4BB


Trama:

Io credo.Credo nell’Onestà dell’Ambizione e nella Generosità dell’Invidia. Credo nell’Arbitrarietà della Morale Amorale e nella Legalità dei Compromessi Ammessi-e-Commessi.Credo nel Buon Senso Comune e nelle Lacrime del Coccodrillo.Credo nell’Inconfutabilità dell’Ipocrisia e nelle Profezie dei Santissimi Punti di Vista.Credo nel mio inchiostro indelebile sulle impronte delle mie dita di sabbia.Credo nelle mie parole infrangibili sulla lapide della mia clessidra scaduta. Io credo di credere.


Opinione Personale:

Ogni giorno utilizziamo le parole per esprimere noi stessi, per dare voce alla nostra  anima, svelando ogni giorno al mondo, una piccola parte in più del nostro carattere.

Scriviamo su fogli bianchi per riempire spazi, per svuotare la nostra testa da pensieri, emozioni e sentimenti positivi o negativi che siano. Scriviamo per raccogliere e tenere al sicuro parole per noi estremamente importanti. Scriviamo per scoprire noi stessi.

Attraverso le parole raccontiamo noi stessi e il mondo.

Questo testo è una raccolta di parole e di pensieri che danno vita ai racconti che compongono questo libro.

All’interno di “Raccontamenti” vengono trattati gli argomenti più vari quali famiglia, amore, società e morte. I racconti di Chiara Montenero celano segreti e riflessioni, pezzi di vita che fanno della parola un’arma per combattere le ingiustizie della società.

Racconti attraverso cui si evince l’anima dell’autrice.

Racconti che creano una perfetta sintonia tra il lettore, la sua anima e quella della Montenero.

Il mio racconto preferito è “Una spina nel cuore” che racconta la fragilità e la forza dell’autrice alle prese con l’amore e il dolore.

“Raccontamenti”, un libro da leggere.

Stile: 7/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 7 /10

Voto Complessivo: 7 /10

Buona Lettura.

Consu Tiralongo

Pubblicato in: Recensioni

Absence. Il gioco dei quattro

Titolo: Absence. Il gioco dei quattro Absence LAINYA OKMC

Autore: Chiara Panzuti

Casa Editrice: Fazi Editore

Genere: Young Adult

Pagine: 335

Chiara Panzuti nasce nel 1988 a Milano, città in cui attualmente vive. Diplomata in studi classici, ha frequentato un corso di Illustrazione e Animazione Multimediale presso l’Istituto Europeo di Design. Coltiva la passione per la scrittura fin dalla tenera età. Il gioco dei quattro è il primo volume della trilogia di Absence. Di prossima pubblicazione anche gli altri due titoli, L’altro volto del cielo e La memoria che resta.

chiara panzuti


Trama:

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07”S78°30’35”W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.


“Memoria vuol dire per sempre. Per sempre vuol dire identità. Vita. Certezza.”

“Nessun luogo è davvero completo. E’ una questione di dettagli. Nel mondo di mia madre, il dettaglio mancante ero io!”

“Siete assenza, non inglobate nulla, nulla vi attraversa. Nessuna rifrazione. Nessun rimbalzo. Agli occhi del mondo voi non esistete. Siete invisibili.”

“La mia vita andava in una direzione, aveva un senso, una forma e anche un colore. Era fatta di dettagli, ricordi e fotografie. Seguiva un progetto. Quello che stava accadendo era agghiacciante, pauroso e irreale. Rasentava la follia.”

“L’invisibilità di cui chiedi ti divorerà per intero, un pezzetto dopo l’altro, il tuo corpo come antipasto e il cervello come dolce.”

“Il confine tra visibile e invisibile è così sottile. Ma assenza non vuol dire mancanza, e io ero appena ricomparsa.”

“Grazie per avermi imparata a memoria”.

“ L’invisibilità metaforica fa più male di quella reale”.

   “ Quella sera piansi perché capii che nessuno mi avrebbe mai più vista. E non a causa della mia condizione, ma semplicemente perché la distrazione era più importante della verità. La distrazione generava un desiderio di sicurezza contro cui non potevo vincere. Per il mondo io ero come la morte: un dettaglio da ignorare.”


Opinione Personale:

Fin dall’antichità si è sempre creduto che l’esser ricordati doni l’eternità, che fino a quando ci sarà al mondo qualcuno che si ricorda di noi allora continueremo a vivere anche se semplicemente come un ricordo un po’ sbiadito…

I ricordi fanno inevitabilmente parte della nostra vita, belli o brutti che siano. Ci permettono di provare emozioni e sentimenti, di creare quell’invisibile empatia con quanti sono stati e sono ancora parte della nostra ostinata quotidianità.

Quindi, cosa accadrebbe se all’improvviso venissimo letteralmente cancellati dal mondo, dal cuore di chi amiamo e dalla memoria di chi ci sta accanto?

Risposte che dovrete carpire tra le pagine di Absence di Chiara Panzuti dove  nulla di quello che leggerete è umanamente concepibile e dove il terrore più impronunciabile ed oscuro – essere una mera assenza, implacabile ed impercettibile – prenderà vita.

Chiara Panzuti ha debuttato sul sito di self publishing più famoso al mondo : “Wattpad”. Un universo  in cui chiunque è libero di esprimersi attraverso la scrittura. Una realtà per alcuni sopravvalutata, per altri affascinante e ricca di sorprese.  “Absence” è un romanzo capace di dare una scossa alla coscienza del lettore, di far riflettere sulla condizione umana, sull’esistenza e sull’identità. Sicuramente una scelta azzeccata quella della Fazi che ha deciso di  puntare su questa giovane e talentuosa autrice che, finalmente, porta una ventata d’aria fresca nell’ambito dello young adult, genere fin troppo pieno di cliché.

La Panzuti ha dato voce a quattro ragazzi che, in un modo o nell’altro, rappresentano quella parte dell’umanità che vive perennemente  in una situazione di disagio, braccata da un’invisibilità non voluta, caratterizzata dalla solitudine e dall’oblio più totale, causato dalla società.

Nel suo romanzo fa tutto parte di un gioco, un sadico gioco di cui non si conoscono né regole né altro, ma capace di distruggerti, annullarti per sempre. Faith si è appena trasferita a Londra con la madre, l’ennesimo trasloco che spera sia l’ultimo. Arrivata a Londra, il suo corpo comincia a svanire e lei si rende conto di star, lentamente, scomparendo.

Non vi è più nemmeno il suo ricordo nella mente della madre o di chi la conosce. Per il mondo lei non esiste, è invisibile. La stessa sorte tocca agli altri personaggi del romanzo: Jared, Christabel e Scott , che ad un tratto vengono rapiti dalle loro vite, dalla loro quotidianità, per diventare… nulla. Assenti. Nessuno sa cosa stia succedendo, ma un uomo misterioso appare ai quattro ragazzi, fornendo loro degli oggetti che in qualche modo mitigano la condizione d’invisibilità in cui si trovano.

Dei guanti, degli auricolari, delle lentine, sono gli unici alleati contro il terrore di non esistere  più nemmeno per loro stessi. E poi un biglietto con delle coordinate che conducono in Ecuador. Ed è lì che inizia il gioco. Ma chi è che sta giocando con loro? Cosa hanno fatto alle loro menti e a quelle delle loro famiglie, dei loro amici e conoscenti? Come possono essere spariti da un giorno all’altro? Riusciranno a trovare una soluzione, a slacciare il nodo di quell’aggrovigliata matassa?

Absence è stato un’autentica rivelazione, una scoperta vera e propria, mi ha completamente rapita. Lo stile dell’autrice è essenziale e allo stesso tempo raffinato. La storia scorre piacevolmente, alternando azione a intense riflessioni. Si instaura subito un rapporto di forte empatia con i quattro personaggi principali del libro: Faith, Jared, Christabel e Scott. Faith, abituata a viaggiare per seguire una madre che scappa dal marito, è un personaggio decisamente interessante, piena di dubbi e paure all’inizio, ma che si dimostra forte e coraggiosa con l’evolversi del romanzo.

Il suo mondo viene completamente stravolto e sarà impossibile non cadere nel baratro della crisi d’identità. Ma al suo fianco c’è Jared, un premuroso ragazzo incontrato durante quell’assurda avventura, un appiglio, una speranza o, qualcosa di più di una tenera amicizia. L’unico capace di vederla davvero.

E poi ci sono Christabel e Scott, con i loro caratteri opposti ma, in fin dei conti, complementari. Lei pessimista e incapace di relazionarsi, lui solare e pieno di vita, entrambi desiderosi di essere “Visti” davvero e di contare davvero qualcosa per qualcuno. Le loro vite si intrecciano involontariamente e da individui solitari e isolati diventeranno una squadra. Una nuova identità. E, insieme, cercheranno di scoprire in che gioco sono finiti, perché e come uscirne.

Coloro che si accingono a leggere “Absence”, saranno trasportati in un’avventura ai limiti dell’incredibile che riserva parecchi spunti interessanti su cui riflettere, in una sorta di Hunger Games che ha per arena il mondo e per concorrenti ragazzi che hanno una certa dimestichezza con la condizione dell’invisibilità, condizione che affrontano da tutta la vita.

Ma, quando questo gioco per niente divertente ma terribilmente terrificante, rischia di cancellarli definitivamente dal mondo,  comprenderanno che  solo unendo le forze riusciranno a ritrovare la strada di casa, a sopravvivere alla paura,  e a scampare al perverso piano di un uomo che si fa chiamare l’Illusionista. Scopriranno i loro limiti e tenteranno di superarli.

Quello che colpisce, entusiasma e conquista di “Absence. Il gioco dei quattro”,  non è semplicemente la tematica intensa ed emozionante né la caratterizzazione precisa e mai ridondante dei suoi personaggi, ma l’utilizzo di una prosa diretta e tagliente, curiosa ed intrigante che spinge il lettore al centro esatto della scena, catturandolo in una morsa psicologica tendenzialmente letale e definitiva. Chiara Panzuti ci regala una lettura che scorre sotto i nostri occhi come un fiume in piena, meraviglioso e indomabile. Costruisce, infatti, una narrazione che si nutre di un ritmo crescente e ben strutturato.

L’autrice gioca con gli elementi a sua disposizione e lo fa secondo uno schema narrativo maturo e ben calibrato, senza cadere mai in inutili ripetizioni o descrizioni eccessive, ma calando autentici assi stilistici in grado di catturare ancor più l’attenzione, compiere improvvisi cambi di scena e fondamentali colpi di coda in grado di concedere vivo spessore e irresistibile vigore ad un romanzo che amerete dalla prima all’ultima pagina.

“Absence”, uno young-adult ben scritto che racconta di sofferenza e disagio, di perdita e dolore che potrebbe quasi essere considerato un vero e proprio romanzo di formazione.

L’esordio letterario della Panzuti parla dell’assenza più vera e dolorosa. Un’assenza quotidiana, profonda e invisibile poiché solo chi la vive quotidianamente riesce a riconoscerla negli occhi degli altri.

In una società dove si è condannati a non prestare attenzione a chi ci sta accanto, alle presenze che troppo spesso sfuggono al nostro controllo, Absence rappresenta un arcobaleno improvviso dopo uno scrosciante acquazzone primaverile. Atteso, ma non per questo meno speciale.

Essendo il primo libro di una trilogia Absence ha qualche buco nero, pone le basi per i libri successivi e a volte tende ad essere ripetitivo, ma considerando sia l’età dei protagonisti sia la situazione in cui si trovano è normale che ribadiscano più volte i loro dubbi, le paure e soprattutto è più che normale che le loro riflessioni e i loro pensieri possano sembrare il delirio di un folle.

Il tema portante del libro è: guardare senza vedere, passare inosservati anche se visibili, l’indifferenza che ci uccide poco a poco. In un mondo sempre più egoista, fatto di social, di selfie in qualsiasi circostanza, di apparenza a tutti i costi anche a scapito degli altri è facile diventare invisibili. Troppo facile.

Questo romanzo andrebbe letto da più generazioni, a casa, a scuola, sulla metro. Absence inevitabilmente, a prescindere dall’età di chi legge, invita a fermare la giostra impazzita della quale facciamo tutti parte, scendere e far qualcosa per innescare anche il minimo cambiamento, iniziando proprio da noi stessi.

Chiara Panzuti ha scritto un romanzo pazzesco, inquietante, al passo con questi tempi così bui per la generazione che avanza.

Il branco, anche questo argomento spinoso e attuale è affrontato con non poco acume dalla giovane autrice. I protagonisti dovranno affrontare altri partecipanti al gioco, nonostante essi non siano preparati ad uno scontro senza regole. Sono il gruppo più improbabile fra quelli partecipanti, sono i più increduli e quindi prevedibili, sono disarmati fisicamente ed emotivamente, non sono capaci di uscirne indenni. Quanto porta a riflettere questa situazione? Ragazzi vittime del sistema, di una società che non riconoscono più perché hanno perso il loro Nord, la loro bussola che è metafora degli affetti e dei punti di riferimento, è impazzita.

I giovani protagonisti nNon hanno alleati se non loro stessi, devono riconoscere l’appartenenza al gruppo che ora è la loro famiglia, per poter andare avanti e lottare per rimanere ancora in vita. Uno strano individuo vuole dimostrare loro qualcosa, ma senza intraprendere il viaggio non possono trovare la soluzione: capire perché l’Illusionista ha scelto proprio loro e cosa vuole dimostrare.

La forza di questo romanzo sta nelle svariate chiavi di lettura e nei profondi messaggi che ognuno di noi sarà capace di cogliere.

Chiara Panzuti ci invita a rallentare, a riappropriarci degli affetti e dei ricordi, di quello che ci ha reso le persone che siamo: l’identità di ognuno, la sua peculiare personalità.

Siamo tutti finiti in un gioco più grande di noi, spiati e messi continuamente alla prova da aggressività, prepotenza, ignoranza ed egoismo.

Absence è un romanzo che ti consuma, una pagina dietro l’altra, ti porta  alla ricerca di una risposta, solo per lasciarti con altri mille quesiti in più, da risolvere. L’autrice ha creato una storia originale e potente, con dei protagonisti particolari e, soprattutto verosimili, accomunati dagli stessi disagi sociali ed esistenziali. Una storia che si legge tutta d’un fiato e che emoziona. I miei complimenti a Chiara Panzuti, che esordisce in grande stile. Sono curiosissima di leggere il seguito!

Stile: 7.50/10

Contenuto: 7.50/10

Piacevolezza: 7.50/10

Voto Complessivo: 7,5/10

Buona Lettura.

Consu Tiralongo

Pubblicato in: Segnalazioni

Pensieri e Parole

Buonasera carissimi Lettori,

riparte la rubrica delle segnalazioni letterarie. Questa sera vi presento “Pensieri e Parole” di Lily Carpenetti edito dalla Triskell Edizioni.


Titolo: Pensieri e Parole image003(1)

Autore: Lily Carpenetti

Casa editrice: Triskell Edizioni

Genere: Contemporaneo

Pagine:  190

Prezzo ebook: € 4,49

Data di pubblicazione: 10 Ottobre 2017

Lily Carpenetti, pseudonimo di Lucia Carpenetti, ha quarantadue anni e vive a Trieste con i suoi due bambini e un gatto. Lavora nell’ambito del sociale e dal 2011 si dedica alla scrittura. Ha iniziato pubblicando racconti per poi dedicanrsi alla scrittura di romanzi. Ha pubblicato M/M, romanzi erotici e urban fantasy per Trskell e Delos ed è al suo debutto in Youfeel Rizzoli. carpenetti_7f86452b8007a165dd6acef8e1e93a32


Trama:

Flavio ha tutto: una famiglia amorevole, una vita agiata e una carriera universitaria ben avviata che lo porterà a un impiego sicuro. In realtà la sua esistenza scorre tra le sbarre di una gabbia costruita dall’amore soffocante di sua madre, che lo tiene imprigionato nella piccola realtà veneta con una compagnia di amici in cui non si rispecchia.

Charles si è sempre accontentato, nella vita senza radici che gli ha presentato da sempre sua madre, ma non ha mai abbandonato ottimismo e forza d’animo. Rimasto solo al mondo e senza un soldo, è costretto a prostituirsi.

Il loro incontro avviene per caso, quando Flavio rimane colpito dalla presenza di Charles sul marciapiede, al punto da cercare un contatto. Un incontro destinato a trasformarsi in qualcosa di profondo, tanto da azzerare ogni sicurezza del figlio di buona famiglia, prima fra tutti la sua identità sessuale.

Ma la madre premurosa e ossessiva risveglia tutte le sue insicurezze, minando le basi di quel rapporto fino ad allontanarlo, forse per sempre, dal ragazzo che aveva capito di amare.


Se la trama vi ha incuriosito, “Pensieri e Parole” vi aspetta dal 10 Ottobre in tutti gli store online e nelle migliori librerie.

Fatemi sapere se la lettura vi appassiona.

Alla prossima,

Vostra, Consu

Pubblicato in: Recensioni

Storie Fantastiche di Gente Comune

Titolo: Storie Fantastiche di gente comune tmppbAr0o001

Autore: Stefano Valente

Casa Editrice: Self Published

Genere: Romanzo di Formazione

Pagine: 116


Trama:

Un eroe non è un impavido guerriero, un martire o un conquistatore di consensi popolari.

Un eroe è semplicemente una persona.

Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta.

Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla Patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare ad un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.


Opinione Personale:

Storie fantastiche di gente comune è un insieme di tre storie i cui protagonisti sono Paolo, Chiara e Matteo.

La particolarità del romanzo d’esordio di Stefano Valente sta proprio nei suoi protagonisti: tre ragazzi normalissimi dediti alla giustizia che proprio grazie alla loro normalità nell’affrontare la vita quotidiana, diventano piccoli eroi .

I narratori delle vicende sono proprio i tre protagonisti: Paolo, Chiara e Matteo che accompagnano il lettore nei meandri delle loro storie, accompagnati a loro volta dalla Voce Narrante onnisciente e onnipresente.

Il protagonista della prima storia è Paolo, un ex militare che ha abbandonato il proprio sogno per seguire la sua amata in America. Paolo fin da ragazzino aveva un animo incorruttibile, giusto e leale. Il suo sogno più grande era quello di servire la propria patria, guidato da uno spirito che lo porta inesorabilmente ad aiutare il prossimo. Paolo ha un carattere così determinato da voler andare contro tutti e tutto, persino la sua stessa famiglia, pur di realizzare il proprio sogno.

Le circostanze purtroppo hanno fatto sì che la sua carriera militare durasse solo pochi anni, il suo coraggio e l’altruismo non sono però cambiati, tanto da arrivare a sacrificare, alla fine della storia, la propria vita per quella di un’altra persona.

Il secondo personaggio di Storie fantastiche di gente comune è Chiara, una giovanissima laureata in farmacia con un quoziente intellettivo fuori dal comune che, seppur poco simpatica e viziata all’inizio, si rivelerà in realtà una donna determinata a contrastare un grande nemico nazionale e mondiale. Chiara  è una farmacista con ottime capacità nel suo lavoro, che decide di sfidare una delle più potenti aziende farmaceutiche a livello mondiale poiché ha scoperto che il miracoloso farmaco “Athena” capace di curare patologie neurologiche quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson, somministrato in grosse quantità, causa la formazione di tumori su tutto il corpo. Riuscirà nel suo intento? Sta a voi scoprirlo.

L’ultimo personaggio è Matteo, un avvocato penalista che dopo aver difeso a spada tratta un imputato e averlo fatto assolvere, scopre che il suo cliente è un assassino. Decide così di portare alla luce la verità e di rimediare al suo sbaglio, seppur commesso inconsapevolmente.

Tutti e tre in modi differenti diventano eroi, poiché nel loro piccolo, hanno avuto il coraggio di andare contro un sistema malato, mettendosi a nudo, perdendo amici, parenti e fratelli e, alle volte rischiando anche la vita.

Stefano Valente nel libro Storie fantastiche di gente comune riesce a creare una buona sinergia tra i protagonisti e il lettore, toccando temi importanti che ci portano a riflettere su cosa fare per essere “giusti” in un sistema totalmente “sbagliato” .

Che dire? Tre storie e tre protagonisti che suscitano emozioni differenti. Delle tre storie però ho preferito l’ultima, quella di Matteo, perché dei tre protagonisti, forse è stato l’unico che ha davvero messo tutto in discussione per poter porre riparo ad un errore.

Gli argomenti trattati all’interno di “Storie Fantastiche di gente comune” sono : la patria, l’onore, l’amore, l’amicizia e la lealtà, tutti gli elementi necessari per completare un puzzle che parla di vita.

Si intravede l’impegno di Stefano Valente e la voglia di indagare la sfera complessa dei comportamenti e dei sentimenti umani.

L’idea generale è da apprezzare. Il voler mostrare come tutti possono essere degli eroi nel loro piccolo. Non mi ha particolarmente affascinato lo stile dell’autore che risulta fin troppo semplice e a tratti noioso. La prima storia è a dir poco inverosimile quindi bocciata in tronco. Le altre due risultano leggermente più coinvolgenti ma il linguaggio usato è troppo semplice e scontato, alle volte i racconti richiedono l’utilizzo di un linguaggio leggermente più forbito e particolare.

Apprezzo la determinazione dell’autore e l’idea di base che seppur poteva essere sviluppata in modo differente, risulta pur sempre una novità nell’ambito editoriale. Ringrazio Stefano per avermi spedito il libro.

Stile: 6/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 6/10

Voto complessivo: 6,50/10.

Consu Tiralongo

 

 

Pubblicato in: Segnalazioni

Young Poe

Buonasera carissimi lettori,

scusate l’assenza. Domani ricomincia la scuola, e stasera riparte la rubrica delle segnalazioni. Il titolo scelto  è “Young Poe” di Philip Osbourne, edito da Armando Curcio editore.


Titolo: Young Poe9788868682255.jpg

Autore: Philip Osbourne

Casa Editrice: Armando Curcio Editore

Genere: Supernatural

Pagine: 160

Prezzo: 14,90 €

Data di pubblicazione: 19 Ottobre 2017

Philip Osbourne è nato a Portsmouth (Stati Uniti). Da molti anni si dedica alle sceneggiature di film e comic book per il mercato americano (fra queste, Jenna con Jim Fern e Joe Rubinstein e con la colonna sonora di Paul Di Anno degli Iron Maiden), ad articoli per riviste di cinema (Empire) e all’ideazione di progetti cinematografici con il
maestro Brian Yuzna. Philip Osbourne ha pubblicato i suoi romanzi e le sue graphic novel in USA, Francia, Germania, Russia, Romania, Repubblica Ceca, Italia , Australia, Austria, Belgio, Canada, USA, Inghilterra, ecc. “Il Diario di un nerd” è la trilogia che lo ha consacreato a livello internazionale. Grazie alla saga di Phil il Nerd, l’autore ha venduto tantissimo in Italia, Francia, Polonia, Russia, Romania, ecc. Ogni mese altre nazioni decidono di pubblicare i bestsellers dell’autore di Portsmouth e a breve i suoi libri vedranno luce anche in Turchia, Brasile, Svezia, Norvegia e Cina. Philip Osbourne è considerato uno dei più importanti romanzieri pop per kids e ragazzi.


Vincent è il “Nightmare Blogger”. I teenager di tutto il mondo lo adorano, ma il suo profondo legame con Edgar Allan Poe lo sta quasi portando alla pazzia. Ha la capacità di percezione extrasensoriale e sa che per comprendere i suoi poteri infernali dovrà risalire ai misteriosi eventi che hanno segnato gli ultimi giorni di vita dello scrittore di Baltimora.

Il giovane Vincent scopre di avere dei poteri speciali e percepisce che presto Mary, la sua amata e cara amichetta, subirà un incidente. Quando la città viene occupata dagli “orridi persecutori”, le creature immaginarie appartenenti al ciclo letterario dei miti di Cthulhu, opera dello scrittore H. P. Lovecraft, Vincent raduna il suo team e decide di passare all’attacco delle sorelle Clemmaty che hanno organizzato l’invasione.
Gli orridi persecutori hanno l’aspetto di giganteschi serpenti (o vermi) di colore nero. Sono dotati di una o due ali simili a quelle dei pipistrelli ed enormi appendici artigliate al posto delle zampe. Il loro corpo dalla consistenza gommosa tende a contorcersi e a mutare forma di continuo. Queste creature non sopportano la luce solare e quando vi sono esposti rimangono inceneriti… Il giovane Poe, insieme al suo team, riuscirà a sconfiggerli, ma non riuscirà ad evitare il triste destino che incombe su Mary…


Qui trovate il link del book trailer e qui, trovate il link per prenotare il libro e acquistarlo.

Buona lettura.

A prestissimo,

Vostra Consu