Segnalazioni

Blog Tour – Tutto Il Peso Di Una Caloria

Buon Pomeriggio Affezionati Lettori,

Paper Girl In a paper town vi porta una novità: un blog tour!

Sono lieta di ospitare qui sul blog la prima tappa del Blog Tour di “Tutto il peso di una caloria” di Sara Carnevale, edito da “Intrecci Edizioni”.

La prima tappa comprende la pubblicazione di un estratto e l’inaugurazione di un giveaway che trovate sul mio profilo instagram .

Detto questo, vi lascio alla lettura della scheda generale del libro e all’estratto.

Buona Lettura!


carnevale_cover_valido.jpgTitolo: Tutto il peso di una caloria

Autore: Sara Carnevale

Casa Editrice: Intrecci Edizioni

Genere: Romanzo di formazione

Pagine: 77

Sara Carnevale è nata a Viterbo nel 1989, si è laureata con Lode in Dietistica presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e svolge la sua attività come libera professionista. In passato è stata consulente per il reparto di Riabilitazione Cardiologica Presidio Ospedaliero Salus Infirmorum. Ha vinto nel 2006 il concorso di poesia “Canto e Disincanto” sezione poesia ed è stata finalista del Premio Regionale Campiello Giovani XII edizione.


Trama:

Una mattina, all’improvviso, la vita di Paola viene sconvolta da un evento inaspettato: un infarto quasi ferma il suo cuore e le fa fare i conti con la sua obesità, troppo a lungo sottovalutata. Inizia così un percprso di riflessione e consapevolezza: se, da una parte, Paola non ricorda un solo periodo della sua vita in cui non abbia seguito una dieta, dall’altra, il ricovero in ospedale, nel reparto di Riabilitazione Cardiologica, rappresenterà l’occasione per seguire finalmente  una “dieta dell’anima”. Attraverso le pagine di un diario-confessione si snoda la storia di una donna che accetta di mettere in discussione la sua intra esistenza, nel tentativo di liberarsi dello scudo di grasso che le ha impedito di vivere a pieno. Si tratta di un cammino pieno di ostacoli e difficoltà, sempre in bilico tra passato e presente, proprio per questo ancora più emozionante e sorprendente.


Estratto: “Specchio Delle Mie Brame”

“Specchio specchio delle mie brame, che principessa vuoi essere nel reame? Vuoi vestirti dicolori sgargianti o nasconderti tra le pieghe di un abito? Anche oggi, figlia mia, ti ho visto farti questa domanda davanti allo specchio. E anche oggi hai annotato con scrupolosa precisione l’elenco dei tuoi difetti e delle cose che vorresti poter cambiare. Nella lista non hai lasciato nessuno spazio per il tuo bel sorriso che, quando esplode, mette in ridicolo una giornata di sole. Ma davanti allo specchio non potevi sorridere perché eri troppo preoccupata dai tuoi pensieri. Hai misurato centimetro per centimetro lo spazio tra le tue gambe, il volume della tua pancia e la forma del tuo bacino. Ti chiedi perché deve essere così ampio e non ricordi che per creare la vita serve spazio. Vorresti veder scomparire ogni centimetro che consideri inutile nell’architettura del tuo corpo, lo sogni senza curve, una lunga linea dritta che cancelli la paura di diventar donna. Lo so, ho avuto anche io paura di crescere.

Hai paura di non trovare la tua strada nel mondo, e di rimanere incastrata tra passi attaccati alle tue scarpe che non parlano di te. Che non esprimono ogni tuo piccolo desiderio. Quale strada è quella giusta, ti chiedi, e davanti hai mille strade. E mille consigli che proverai a seguire per non deludere chi ti guarda avanzare. Ti chiederai se un centimetro in più di pelle scoperta ti renderà solo un corpo da desiderare. Avrai la tentazione di scappare e nasconderti, di percorrere la strada in discesa per paura di sfidare la salita della tua ambizione. Questa vita richiede fatica come prezzo per la felicità. Lo so, perché anche io ancora lotto per non rinunciare a me stessa. Mi auguro che tu possa trovare il coraggio per scegliere, che tu possa sbagliare e avere la possibilità di restare a disperarti con le tue lacrime per cercare un nuovo inizio. Vorrei che tu fossi forte, così forte da non pensare di non avere un’altra possibilità. Vorrei che smettessi di annotare cosa non ti piace di te, e che iniziassi a godere di ogni centimetro del tuo corpo; figlia mia, solo uno ce ne viene concesso per provare a sentire. Non avere paura di sentire con tutta te stessa la vita che esplode e ti trafigge con i suoi dolori e le sue gioie. Stai dentro immersa nel fango, sporcati con gli sbagli, colleziona le soluzioni per i tuoi errori e, se non le troverai, lasciali come cicatrici da mostrare al nemico. Non sei perfetta e non lo sarai mai. Ama il tuo peccato e dimentica la colpa, non si vive di scelte sante. Cerca di perdonarti, perdona pure me per le parole che non saprò dirti. Perdona per prima anche se non ti aspetti di riuscirci, in questo gioco vincerai solo sorprendendo te stessa. Non lasciare che il cibo sia la sentenza che ti condanna. Non fare del tuo corpo il campo di battaglia su cui si sfideranno la tua identità e il senso del tuo andare. Lasciati crescere come un ramo che cerca la luce, sempre proteso verso l’alto, schivo delle tenebre. Sei una donna e come tale custodisci dentro di te un segreto che non sai ancora di avere, sai dare la vita ma non sai ancora prenderne a sufficienza per te. Prendere spazio con il tuo corpo, con la tua mente, con tutta l’armonia che saprai coltivare dentro e fuori da te. Ti guardi e non lo sai, ti guardi e pensi che potresti essere giusta solo se sparissero i tuoi fianchi. Ogni giorno ti chiedi se meriti di mangiare. Se meriti di essere amata. Pensi di poter resistere, e farlo ti fa provare una fragile forza. Sai che dovrai cedere, e se lo farai sarai persa nel tormento dei sensi di colpa per non saper resistere alle tentazioni. Il tuo animo è poco incline alle privazioni che da secoli torturano il corpo delle anime fragili. Alla fine cederai e, come me, penserai di non avere difese contro gli attacchi di fame che ti perseguiteranno. La fame sarà il tuo linguaggio per esprimere ciò che porti dentro e non sai comunicare con le parole. Avrai paura di non essere una brava figlia, di non essere brava a costruire relazioni con gli uomini, di non essere una buona madre, di indurre in tentazione senza libertà per i peccati. Spero che saprai andare oltre te stessa e i ruoli che troverai già pronti da indossare. Spero che camminerai con i tuoi sogni ben attaccati alla suola delle scarpe. E che saprai scavare alla ricerca di amore per te e per chi ti sarà accanto nella vita. Ma tu sei ancora davanti allo specchio e io resto in silenzio senza il coraggio di spezzare i tuoi pensieri e insegnarti a vivere. Tu sei lì e ti chiedi ancora chi vuoi essere, riflessa nello specchio, mentre io guardo te in silenzio, il mio riflesso più bello.”

– Tutto il peso di una caloria

Sara Carnevale


Vi lascio di seguito le altre tappe del Blog Tour. Non Mancate!

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Vostra,

Consu Tiralongo

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Recensioni

Quel Desiderio Che Sa Di Cielo – Recensione

417Ng6rSfDL._SX347_BO1,204,203,200_.jpgTitolo: Quel desiderio che sa di cielo

Autore: Alessandra Loreti

Casa Editrice: Geeko Editor

Genere: Romanzo

Pagine: 140

Alessandra Loreti è grafica, illustratrice e scrittrice esordiente. Appassionata di life coaching e formazione. Ama tutto ciò che è attinente al mondo dell’arte e della comunicazione. La sua passione artistica l’ha condotta negli anni a formarla in ambiti diversi: si è qualificata come operatrice grafica pubblicitaria al liceo e ha continuato il percorso specializzandosi come graphic designer presso l’Accademia di Arti e Nuove Tecnologie. Successivamente si è  formata come illustratrice presso la Scuola Internazionale di Comics; e, nella stessa scuola, ha frequentato seminari sul pensiero e sulla scrittura creativa e sul mondo del fumetto . Collaborando come grafica presso il Centro Ricerche sulla Visione ha iniziato a realizzare nuovi progetti grafici, finalizzati allo sviluppo di sistemi compensativi per ragazzi con DSA; qui ha conosciuto maggiormente  il mondo della scuola e della didattica, riscoprendo verso l’argomento una grandissima passione. Ed è proprio questa passione che l’ha portata, recentemente, ad intraprendere un nuovo percorso di formazione nell’ambito del life coaching, con un approfondimento sull’intelligenza emotiva, tuttora in corso.

A Novembre 2016 è uscito il suo primo libro “Quel desiderio che sa di cielo”, in versione ebook, autopubblicato. Esattamente un anno dopo, novembre 2017, l’ebook è stato pubblicato con la casa editrice Geeko Editor.

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Trama:

Cassandra è una giovane illustratrice, curiosa e sensibile, che decide di intraprendere un percorso di personal coaching per riscoprire se stessa e le sue possibilità: inizia così a scrivere un diario in cui annota con delicata attenzione tutti i dettagli e gli spunti che le sue giornate le offrono. Attraverso le pagine del diario il lettore si immerge nella quotidianità di Cassandra e scopre, a poco a poco, il suo affascinante modo di osservare la realtà, con curiosità e apertura verso gli altri, con semplicità e, allo stesso tempo, profondità, con un pizzico di ansia ma anche tanta voglia di mettersi in gioco e cercare di raggiungere “quel desiderio che sa di cielo”. Giorno dopo giorno, le parole della ragazza dipingono la crescente consapevolezza del suo personale percorso di crescita e di ricerca di spazi di libertà, bellezza e luminosità, nonostante le insicurezze che la confondono.

L’incontro con Marco, un ragazzo misterioso e magnetico, la sconvolge totalmente: attraverso il rapporto che intessono, Cassandra entra in contatto profondo con se stessa ed i suoi sentimenti. Riuscire a sfiorare la parte più nascosta di un’altra persona può mettere in discussione tutto, far vibrare l’anima e mettere di fronte alle proprie paure e alle sfide da affrontare. Cassandra capisce che, nonostante le tristezze e le difficoltà della vita, la forza con cui si crede in un sogno può aiutare a volare e a librarsi al di sopra di tutti i limiti che l’animo umano si impone. Perché l’amore per la vita è un viaggio tormentato che ogni giorno, attraverso ogni dettaglio e ogni possibilità, può condurre verso la felicità.

Una storia vibrante e fresca, accompagnata dalle splendide illustrazioni acquerellate di Chiara Topo, che riproducono i pensieri e i sentimenti della giovane protagonista, con tocco dolce e poetico. Attraverso uno stile empatico e lieve, il lettore si fa trasportare nell’interiorità colorata di Cassandra, ne esplora con leggerezza le emozioni e le inquietudini, riconoscendosi nella sua stessa voglia di vivere, tra paranoie e speranze.

Alessandra Loreti dona un libro che invita a riflettere e ad emozionarsi per le piccole cose di ogni giorno: un viaggio emozionante attraverso i sentimenti e le percezioni più intimi di una ragazza di oggi, con un invito ad amare noi stessi e il mondo che ci circonda, imparando ad accogliere tutte le sfumature che la vita ci offre.


Opinione Personale:

Il romanzo di cui vi parlo oggi è l’esordio letterario di Alessandra Loreti, realizzato in collaborazione con Chiara Topo.

Protagonista di “Quel desiderio che sa di cielo” è Cassandra, giovane donna che conserva un sogno nel cassetto: lavorare per una casa di moda in America.

Il libro è scritto in forma epistolare. Cassandra, reduce dalla rottura con il fidanzato storico, sentendosi depressa, decide di intraprendere un percorso di Life Coaching. Il suo coach, le consiglia infatti di iniziare a scrivere su un diario che, per un anno intero diventa il suo confidente più stretto, che accoglie insicurezze, gioie e dolori.26239623_1760286077611385_4317803808761610358_n.jpg

A poco a poco, Cassandra, scrivendo, lascia che il suo animo si liberi e voli oltre ogni barriera.

Nulla accade per caso, tutto ha un senso, così la vita di Cassandra inizia finalmente a prendere la giusta piega. Il suo percorso sarà difficile ma ne varrà la pena. Ogni pagina contiene in sè amore, dolore e, soprattutto, il desiderio di riuscire un giorno a volare.

 

Nonostante la sua brevità, che non ho apprezzato particolarmente insieme alla scelta dello stile epistolare, il racconto risulta a tratti coinvolgente e scorrevole. Mi ha spinto a riflettere su quanto nella vita sia importante lasciarsi andare e seguire i propri sogni, non preoccupandosi delle conseguenze. Mi ha fatto capire che è fondamentale stare bene con se stessi e volersi bene, ritagliandosi  anche solo dei piccoli momenti da dedicare alle proprie necessità.

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Le tematiche portanti di “Quel Desiderio che sa di cielo” sono: il desiderio di liberarsi della paura di volare verso i propri sogni e a seguire la voglia di libertà, l’amicizia, l’amore e, soprattutto l’approccio alla vita e l’amore per se stessi perché dopo tutto, come la più vecchia delle frasi clichè su “Tumblr”, “La vita è come una fotocamera. Più sorridi, migliore è la foto”.

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Non sono presenti molte descrizioni dei personaggi all’interno del romanzo, ma le fantastiche illustrazioni, aiutano ad identificare ogni personaggio, a tal punto che, alla fine, riuscirete ad avere l’impressione di poter distinguere Marco o Andrea, nel bar sotto casa.

Non vi sono colpi di scena inaspettati né avvenimenti estremi proprio perché, la vita per essere interessante e degna di essere vissuta non ha bisogno di continui colpi di scena . Sono pagine che portano alla riflessione, dedicate alla comprensione dei propri sentimenti e alla risoluzione della domanda universale che da sempre accompagna l’uomo:  : “ Cos’è la felicità e cosa mi serve per essere davvero felice?”.

Una nota è doverosa per le illustrazioni di Chiara Topo che accompagnano benissimo l’opera. Realizzate in maniera magistrale. Riescono a trasmettere le emozioni che le parole non riescono a raccontare e, rappresentano senza dubbio  uno splendido accompagnamento visivo alla lettura.

Con una scrittura fresca e scorrevole, Alessandra Loreti ci regala un libro alle volte esageratamente dolce.

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Sicuramente un romanzo poco impegnativo che lascia un messaggio molto positivo: “Credere sempre in sé stessi e nelle proprie potenzialità”. Lettura consigliata a coloro che si sentono particolarmente giù ed hanno bisogno di una spinta in più.

Stile: 6,5/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 6,5/10

Voto complessivo:7/10

Consu Tiralongo

 

 

 

 

 

 

Recensioni

Io Sono La Pioggia- Recensione

corradiniTitolo: Io Sono La Pioggia

Autore: Beatrice Corradini

Casa Editrice: Centuria

Genere: Romanzo di formazione a tema adolescenziale

Pagine: 349

Beatrice Corradini studia Letteratura italiana moderna e contemporanea. Ama tutto ciò che è poesia, vintage, punk, fantascienza e chimica, e quando non è impegnata a scrivere e disegnare è possibile trovarla intrappolata su Skyrim. Sue principali ispirazioni e aspirazioni sono Stefano Benni e Douglas Adams.

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Trama:

Quando la porta dell’aula si apre e al posto del tuo solito prof di italiano entra un tizio che sembra un vampiro, bello e ironico. Quando te lo ritrovi sul palco di un concerto, tatuato fino al collo, ma sei ubriaca e fai una figura imbarazzante. Quando assieme a una nuova compagna di banco molto punk entri in rotta di collisione con i pessimi individui del centro sociale di estrema destra poco lontano dalla scuola, e cominci a frequentare un po’ troppo le armi da taglio. Be’, allora la quinta liceo diventa interessante. Nel senso di complicata. Nel senso di pericolosa per l’incolumità fisica tua e dei tuoi amici. Ma Andrea, un nome da ragazzo e un’anima da poetessa punk, di fronte a tutto questo non si tira certo indietro: è una ribelle, lo è anche il professor Primo Parisi, e forse il tempo e il luogo in cui si sono incontrati sono proprio quelli giusti per la ribellione. A dispetto di ogni buonsenso, sono quelli giusti anche per l’amore. Che sboccia come i fiori tra le sterpaglie, controvoglia, contromano, tra un’occupazione scolastica che si trasforma in guerriglia e una gita galeotta a Manchester…


Citazioni Preferite:

“Senti quello che sento io, lo so dal primo momento in cui ti sei vista diversa. Perché tu sei diversa, Andrea, anche se ho passato mesi a raccontarmi il contrario e a farti credere che fossi un’ombra fra le tante. Non è così. Nessuno è un’ombra fra le tante”.

“Ci sono sentieri che non bisogna percorrere, mostri che non devono essere sfidati, boschi in cui non ci si deve addentrare senza luce. Primo era quel mostro. E le stava chiedendo di seguirlo dove nessuno era mai arrivato.”


Opinione personale:

Con grande piacere, vi presento l’esordio letterario di Beatrice Corradini : ”Io sono la pioggia” edito da “Centauria”.

Da molto tempo, non trovavo un libro capace di suscitare in me emozioni così forti. Un libro che ho amato dalla prima pagina fino all’ultima.

“Io sono la pioggia” è stato fin troppe volte definito uno young adult, non tenendo conto delle vere tematiche che in realtà tratta il romanzo : “Amore, Adolescenza, Rapporti familiari e amicizia”. Tutti argomenti che per il loro spessore e, per il modo in cui vengono affrontati, rendono il libro qualcosa di più di un semplice young adult, new age. “Io sono la pioggia” va più che altro considerato un romanzo di formazione a tema adolescenziale.

Andrea, la protagonista, è un’adolescente amante della musica Rock, un po’ punk, rivoluzionaria, sognatrice e soprattutto testarda. In sella alla sua Sally, la bicicletta nonchè amica di tutta una vita, va in giro per la città vivendo un’adolescenza all’insegna di amicizie “particolari”, amori che non dovrebbero sbocciare ma che, inesorabilmente nascono, libri e musica. Tenendosi alla larga da tutto ciò che le sue spocchiose compagne di scuola considerano “cool”.  La sua storia, o almeno quella del suo ultimo anno di liceo che cambierà per sempre la sua vita, vi farà emozionare, sorridere e anche disperare.

La Corradini riesce a creare subito empatia tra i protagonisti e il lettore in questo forte legame che si tramuta in una sorta di patto tacito nel quale il lettore promette di “supportare” Beatrice e Primo, e loro si impegnano a non deluderlo.

Primo, personaggio enigmatico con tanti demoni nel suo passato che sembrano voler tornare dal regno degli inferi per trascinarlo all’inferno insieme a loro, dovrà lottare con tutto se stesso per riuscire ad andare avanti e, a non lasciare che il suo passato distrugga il suo futuro.

Professore posato, serio ed anche un po’ severo di giorno, cantante punk-rock di notte. Ed è proprio durante uno dei suoi concerti che Andrea ha la possibilità di conoscerlo davvero. Un sentimento sincero nasce tra i due che lo considerano come una disgrazia, non tanto perché Primo è il professore di Andrea bensì perché proprio il suo migliore amico, Jaco, colui che per anni è stato la sua unica famiglia, finisce per innamorarsi della ragazza che ama.

Per anni Primo non ha lasciato penetrare la corazza che si è costruito, a nessuno a parte Jaco. La presenza di Andrea è una piacevole sorpresa che riesce a fargli riscoprire la gioia di vivere. Il suo passato lo tormenta ancora ma, con l’aiuto di quella ragazza testarda, riuscirà ad andare avanti.

Un amore tormentato ma sincero. Non è il solito amore strappalacrime da romanzetto young adult, è un amore capace di cambiare profondamente i due protagonisti quando, finalmente riusciranno ad accettarlo e ad abbandonarsi totalmente ad esso.

Da contorno alla loro storia d’amore, vi sono i problemi adolescenziali più frequenti quali “La scelta degli amici, l’esclusione, il sentirsi diverso, la ricerca di se stessi, le prime esperienze amorose, i problemi familiari, la famiglia che quasi mai ti comprende e la necessità di trovare un posto nella società e scoprire chi si vuole diventare e cosa si vuole fare per tutta la vita. La paura di deludere chi ti ha messo al mondo e la necessità di seguire le proprie inclinazioni, anche con la consapevolezza di sbagliare, l’importante è non avere rimpianti.”

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Altre tematiche importanti affrontate all’interno di “Io sono la Pioggia” sono: l’amicizia, il passato che ritorna, la necessità di affrontare i problemi e i propri demoni, la capacità e la necessità di perdonare noi stessi per errori già commessi  e la capacità di riuscire a dare a noi stessi un’altra opportunità, che forse la meritiamo più di chiunque altro.

L’epilogo vi sorprenderà e vi farà scoppiare il cuore di gioia. Non vi anticipo nulla, vi dico semplicemente che è un finale aperto ovvero che dà la possibilità al lettore stesso di immaginare come si è svolta davvero la storia. Forse questo è l’unico difetto del libro in quanto avrei preferito che fosse la scrittrice a dare una fine a questa storia e a questi protagonisti ai quali mi sono davvero affezzionata .

Dopo averci pensato e ripensato, mi sono convinta che forse è stato meglio così in quanto alle volte il finale immaginato e desiderato dal lettore è meglio di qualsiasi cosa possa scrivere l’autore stesso in quanto i personaggi sono un po’ come figli che, nel momento in cui raccontano le proprie storie diventano un po’ più del lettore e, sempre meno di chi li ha ideati e dato loro la vita. Il lettore riesce ad affezzionarsi a loro ancora più dell’autore e, non riesce più a lasciarli andare. Questo è ciò che è successo a me e vi auguro vivamente le stesse emozioni.

“Io sono la pioggia” può essere amato o odiato, non ci sono vie di mezzo. Avrete ormai capito, che io mi sono follemente innamorata di Andrea, Primo, Jaco e Dana (Di cui non vi ho parlato per non rovinare il finale) e, delle loro storie.

Con uno stile semplice ma d’effetto, Beatrice Corradini ci porta all’interno della vita di Andrea, Primo e tutti i loro amici, raccontandoci anche un po’ della sua vita e del suo vissuto. Con semplicità si insinua nel panorama letterario con un esordio di gran effetto e, soprattutto, meritevolissimo.

Aspetto con ansia un seguito delle avventure di Andrea, ma, se non dovesse arrivare, conservo nel mio cuore questa ragazza stravagante e il suo professore/cantante punk-rock e amante dei classici per i quali ho immaginato un finale tutto mio. E voi?

Stile: 8/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 8/10

Voto complessivo: 8/10

Buona lettura!

Consu Tiralongo

Recensioni

Quando Gli Angeli Meritano di Morire- Recensione

quando-gli-angeli-meritano-di-morireTitolo: Quando Gli Angeli Meritano di Morire

Autrice: Veronica Tomasiello

Casa Editrice: La Caravella Editrice

Genere: Romanzo Fantasy

Pagine: 378

Veronica Tomasiello si fa chiamare “Nica” ed è un’eremita new age, come il suo Gabriele. Dopo un periodo di intensa meditazione al liceo classico, da cui ha avuto origine il suo primo romanzo. Ha deciso di costruire il proprio eremo ufficiale in Inghilterra dove studia Creative and Media Writing all’università di Portsmouth. Al momento sta scrivendo due serie di fumetti e un nuovo romanzo :”Story”, questa volta in inglese, disponibile sulla piattaforma online Wattpad. Sogna di diventare sceneggiatrice per il cinema o di lavorare per la Marvel Comics, o anche entrambe le cose.

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Trama:

“Time is running out” dei Muse palpita impetuosa nella stanza di Gabriele mentre è impegnato a condurre la sua vita di sempre, ignaro del mondo invisibile che lo attende. Non sa ancora di essere ricercato da due fazioni angeliche in lotta da più di mezzo secolo, sulla Terra e in Paradiso, e sarà presto travolto da una sequela fatale di eventi, prendendo parte al conflitto inestinguibile tra bene e male. Pagine intense in cui il protagonista perde dolorosamente pezzi della sua esistenza umana per vestire la sua nuova identità, unica e mai vista tra angeli, demoni e uomini. La fantasia smisurata si impossessa della realtà e la voce giovane e appassionata dell’autrice rende l’urban fantasy prepotentemente coinvolgente.


Opinione Personale:

Quando gli angeli meritano di morire” è l’esordio letterario della giovanissima Veronica Tomasiello, edito da “ La Caravella Editrice”. Il protagonista del romanzo è il giovane Gabriele(Gabe), ragazzino Nerd amante dei manga che vive la sua vita quotidiana insieme alla madre e al migliore amico Claudio che tenta sempre di farlo vivere con i piedi per terra.

Gabriele è ignaro di ciò che sta per capitargli. Non ha idea che la sua vita sta per cambiare radicalmente e in maniera irreversibile. Gabe non sa di essere ricercato da due fazioni angeliche che sono in lotta tra loro da mezzo secolo, sulla terra e in paradiso. I suoi sogni strampalati abitati per lo più da demoni ed angeli, diventeranno la sua quotidianità oramai trasformatasi nel peggiore dei suoi incubi.

La sua esistenza viene presto travolta da una serie di eventi che lo allontaneranno sempre di più dalla sua vita umana e dai suoi affetti e lo porteranno, inesorabilmente, a prendere parte al secolare conflitto tra bene e male. Chi vincerà? Se siete curiosi di scoprirlo, Gabriele vi aspetta in tutte le migliori librerie.  Lo stile dell’autrice è fluido e mai noioso e ridondante. Le descrizioni dei personaggi sono eccellenti e gli eventi narrati sono ben descritti e servono da base ad una trama ben strutturata.

Dotata di una fantasia smisurata, Veronica Tomasiello esordisce nel mondo della letteratura urban fantasy in modo abbastanza promettente, con uno stile impaccabile ed una storia capace di incuriosire il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Consiglio vivamente la lettura di “Quando gli angeli meritano di morire” a tutti gli appassionati del genere Fantasy.

Stile: 7/10

Contenuto7/10

Piacevolezza: 7/10

Voto complessivo: 7/10.

Consu Tiralongo

 

Recensioni

Non Basta Dirmi Ti Amo – Recensione

non-basta-dirmi-ti-amo_9579_x1000Titolo: Non Basta Dirmi Ti Amo

Autore: Daniela Volontè

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Genere: Romance

Pagine: 310

Daniela Volonté è nata a Como, ha una laurea in Economia e Commercio e una in Scienze della Comunicazione, e tra l’una e l’altra ha lavorato come impiegata. Scrive per passione, ma lo fa a tempo pieno, perché vi dedica ogni minuto libero della giornata. Con la Newton Compton ha pubblicato “Buonanotte Amore Mio”, diventato subito un bestseller  ai primi posti delle classifiche, “L’amore è uno sbaglio straordinario”, “Non chiamarmi di lunedì” e “La meraviglia di essere simili”.


Trama:

Durante le feste, l’aeroporto JFK di New York è persino più affollato del solito. A causa delle abbondanti nevicate, poi, tutti gli aerei sono in ritardo, compreso quello che dovrebbe riportare Beatrice in Italia. Durante l’interminabile attesa, un passeggero ha un infarto e Beatrice si ritrova a soccorrerlo tempestivamente con l’aiuto di un uomo con una cicatrice sul viso. Si chiama Callan ed è di origine inglese. Seppure per poco, l’intensità di quei momenti li ha avvicinati, ma l’annuncio dei voli richiama entrambi alle proprie vite e Beatrice torna in Italia dal fidanzato, Matthias, che ha in serbo per lei un’inaspettata proposta di matrimonio. I preparativi la inghiottono, insieme ai conflitti con l’ingombrante suocera e con suo fratello, che non vede di buon occhio le nozze. Beatrice ha quasi dimenticato l’episodio all’aeroporto, quando riceve il messaggio di Richard, l’uomo che ha salvato: ha organizzato un weekend in Toscana con le due persone a cui deve la vita. In pochi giorni tutto cambia e Beatrice dovrà prendere decisioni difficili pur di seguire il suo cuore. Sarà pronta a lasciarsi andare?


Citazioni:

“Il suo corpo aderisce perfettamente al mio. È così vicina che mi dimentico di tutto, del mondo, di quello che è stato, di me. Il cuore mi rimbomba nel petto e lo sento ovunque.”

“La prima volta che l’ho vista a New York, mi ha colpito per il modo in cui mi guardava. Dritto negli occhi, non fissava altre parti di me. Era come se stesse cercando qualcosa, un piccolo dettaglio. Tutti quelli che mi vedono per la prima volta sono attirati subito dalle mie cicatrici, ma lei no. Beatrice vedeva oltre… alla ricerca di non so cosa.”

“Mi mancava l’idea di essere importante per una persona. Se fosse in mio potere, bloccherei il tempo, ma non ho la possibilità di farlo, perciò mi limito solo a rallentarne la corsa, assaporando ogni istante il più a lungo possibile.”


Opinione Personale:

Callan è un uomo ferito nel corpo e nello spirito, nonostante siano passati 5 anni dall’incidente che ha rivoluzionato la sua vita, non è riuscito a riprendersi veramente. Il suo corpo è guarito, seppur ricoperto da tantissime cicatrici, che gli ricordano in ogni momento il suo passato. La sua anima però  non si è mai rassegnata ad accettare l’uomo che era e che non sarà mai più, impedendogli di lasciar cadere la corazza che ha costruito per proteggersi e per tenere il mondo a distanza, soprattutto le donne che vanno benissimo per soddisfare i suoi “bisogni” fisici, ma che non sono capaci di prendere il suo cuore.

Tutto cambia quando , in un aeroporto newyorchese, incontra gli occhi chiari e limpidi di Beatrice, una ragazza che sta tentando di salvare un uomo colpito da infarto. Callan si precipita ad  aiutarla nel disperato tentativo di rianimare l’uomo ormai in fin di vita. In quel momento, Callan comprende che tutto il suo mondo sta per essere travolto dall’uragano Bea.

Beatrice è una ragazza con una vita normale, ha una bellissima famiglia alle spalle che la adora e che la ama, un ottimo lavoro in una casa di moda milanese ed un fidanzato, che è anche il figlio del suo capo, del quale è innamorata e ricambiata.

Beatrice , convinta dal fratello, decide di trascorrere le feste natalizie con la nipote che studia in America e lì, colpa di una tormenta di neve, rimane bloccata in aeroporto in attesa di tornare a casa. Durante l’attesa infinita in aeroporto, si  rende conto che un uomo sta collassando  e fa di tutto per soccorrerlo. In suo aiuto arriva il bel tenebroso Callan che, insieme a lei, riesce a far ripartire il cuore dell’anziano.

Dopo essersi accertati che l’uomo stesse bene  ognuno torna alla propria vita, convinti che sia stato solo uno dei tanti incontri destinati a non ripetersi ma, del tutto ignari , hanno appena salvato la vita a colui che sarà la chiave del loro futuro.

Dopo molti mesi, proprio grazie a quell’uomo, Beatrice e Callan si ritrovano e da quel momento, niente sarà più come prima.

Daniela Volontè  ha la capacità di incollarmi alle pagine dei suoi romanzi poiché le sue storie sono uniche, mai banali o scontate.

Gli eventi narrati nel libro sono talmente intensi da non poter fare a meno di provare empatia per i personaggi e le loro vicende.  Posso solo immaginare la difficoltà dell’autrice nel raccontare la storia di Callan, il suo passato e il suo presente sono molto complicati. Le cicatrici dell’anima sono molto più profonde di quelle visibili e molto più difficili da affrontare e curare. La Volontè è riuscita, con una sensibilità che solo lei possiede, a raccontare la  sofferenza ma soprattutto la rinascita di quest’uomo , riuscendo a renderlo reale.

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Di questo romanzo ho apprezzato soprattutto il percorso intrapreso da Beatrice, che subisce una radicale trasformazione. Se all’inizio risulta per lo più vittima inconsapevole delle situazioni che la circondano, nel momento in cui molti segreti vengono a galla, tirerà fuori le unghie e lotterà contro tutti coloro che le hanno fatto del male. Inoltre riesce a far uscire dal proprio guscio Callan, che a causa del suo passato non vede da tempo la luce in fondo al tunnel. Sa quando avvicinarsi a lui e quando lasciargli i suoi spazi. Lo vede e lo ama nonostante tutto.

La Volonté fa riflettere, racconta personaggi difficili, che soffrono, ma che trovano la loro salvezza nell’amore.

Se avete amato “Buona notte amore mio” e “Non chiamarmi di lunedì” buttatevi a capofitto in questa storia che merita di essere letta.  Se avete voglia di una lettura leggera e spensierata con una buona dose di colpi di scena, questo libro fa per voi! La Volontè è sempre una garanzia per i cuori romantici..

Stile: 7/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 7 /10

Voto Complessivo: 7 /10

Buona Lettura.

Consu Tiralongo

Recensioni

Il Cerchio – Recensione

5760689_313714Titolo: Il Cerchio

Autore: Dave Eggers

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Distopico

Pagine: 389

Dave Eggers è nato a Boston nel 1970. È l’editore della leggendaria rivista e casa editrice  <McSweeney’s >. Vive a San Francisco dove ha fondato 826 Valencia , una scuola di scrittura creativa per bambini. Il suo romanzo d’esordio : “L’opera struggente di un formidabile genio” (Mondadori, 2001) è stato un caso editoriale. Ha poi pubblicato numerosi romanzi, racconti e saggi, tra cui: “Conoscerete la nostra velocità (2003) “, “La fame che abbiamo (2005) “, “Le creature selvagge (2009)”,  “Zeitoun (2010)”, “Ologramma per il re (2013), “Il Cerchio (2014)” e “I vostri padri dove sono? E i profeti vivono forse per sempre? (2015) tutti editi da Mondadori.


Trama:

“Mio Dio, questo è un Paradiso” pensa Mae Holland quando fa il suo ingresso al Cerchio , la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web. Mae adora tutto del cerchio: gli openspace avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte a lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l’acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae accoglie la richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Almeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?


Citazioni:

“Allora, in generale, tu diresti che ti comporti in modo diverso quando sai di essere osservata?”

“Certamente. È naturale.”

“I segreti sono all’origine dei comportamenti asociali, immorali e distruttivi. E se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Saremmo finalmente costretti a essere la versione migliore di noi stessi. Finalmente, finalmente possiamo essere buoni. In un mondo dove le brutte strade non sono più un’opzione, non abbiamo altra scelta che essere buoni… Perché la nostra voglia di vedere il mondo non dovrebbe essere soddisfatta? Ecco la massima trasparenza. Senza filtri. Vedere tutto. Sempre. Tutto quello che succede sarà conosciuto. Diventeremo onniveggenti, onniscienti”.

«Amici, siamo all’alba del Secondo Illuminismo! Parlo di un’era in cui non permetteremo che la maggior parte del pensiero, dell’azione, delle conquiste e della cultura umana sfugga come da un secchio bucato. Non con queste videocamere, non con la missione del Cerchio».

“Se non sei trasparente cosa hai da nascondere?”

“Io voglio essere vista. Voglio una prova della mia esistenza”.

“Non siamo destinati a sapere tutto, Mae. Hai mai pensato che forse la nostra mente è delicatamente calibrata tra il noto e l’ignoto? Che la nostra anima ha bisogno dei misteri della notte e della chiarezza del giorno? Voi state creando un mondo di luce sempre accesa, e io credo che essa ci brucerà vivi, tutti quanti.”

“Lui aveva messo tutto insieme, tutti i bisogni e tutti gli strumenti di ogni utente, in un unico calderone, e aveva inventato TruYou: un account, un’identità, una password, un sistema di pagamento, per ogni persona. Non c’erano altre password, né multiple identità. “

“L’era delle false identità, dei furti d’identità, degli username multipli, delle password complicate e dei sistemi di pagamento era finita”.

“Fuori dalle mura del Cerchio tutto era rumore e lotta, disastro e sporcizia. Ma lì ogni cosa era perfetta. Le persone migliori avevano creato i sistemi migliori e i sistemi migliori avevano permesso di raccogliere i fondi, fondi illimitati, che rendevano possibile tutto questo, il posto più bello del mondo. Ed era naturale che fosse così […] Chi poteva creare l’utopia se non gli utopisti?”

“Restava là seduta, immobile, col grande corpo dell’oceano sotto di lei”.

“Qui non ci sono oppressori. Nessuno ti obbliga a farlo. Te li lasci mettere spontaneamente, questi lacci. E spontaneamente diventi del tutto autistica nella sfera dei rapporti sociali. Non raccogli più i suggerimenti basilari della comunicazione interpersonale. Sei a tavola con tre esseri umani che ti guardano, tutti, e cercano di parlare con te, e tu resti incollata a uno schermo cercando degli estranei in qualche parte del mondo”.

“Non lasci nessuna traccia della tua esistenza. Non c’è nessuna prova”.

“Non fai più nulla d’interessante. Non vedi niente, non dici niente. Il curioso paradosso è che credi di essere al centro delle cose, e che questo renda più valide le tue opinioni, mentre tu, personalmente, stai diventando meno vivace e meno vitale. Scommetto che da mesi non fai altro che guardare uno schermo, è così?”

“Sai cosa penso, Mae? Penso che stare dietro a quella scrivania in qualche modo ti faccia credere, tra un frown e uno smile, che quella che fai è proprio una vita affascinante. Tu scrivi commenti sulle cose invece di farle. Guardi delle foto del Nepal, clicchi sul pulsante degli smile, e credi che sia come andarci. Cioè, che succederebbe se ci andassi sul serio? I tuoi rating di CircleJerk o che cazzo scenderebbero sotto un livello accettabile? Mae, ti rendi conto che sei diventata incredibilmente noiosa?”

“Guarda il nostro logo […] Vedi com’è aperta, quella “c” nel mezzo? Mi ha disturbato per anni, ed è diventata il simbolo di ciò che resta da fare qui, che è chiuderla”.

“Il cerchio è la forma più forte dell’universo. Non c’è niente che possa batterlo, niente che possa migliorarlo, niente di più perfetto. Ed è quello che noi vogliamo essere: perfetti. Così , ogni dato che ci sfugge, ogni cosa che non è accessibile, ci impedisce di essere perfetti.”

“È la natura dei segreti. Sono cancerogeni quando ce li teniamo dentro , ma innocui quando vengono rivelati”.

“Ci ho pensato su per anni, e devo ancora immaginare una situazione in cui il segreto faccia più bene che male. I segreti sono all’origine dei comportamenti asociali, immorali e distruttivi.”

“Un segreto tra due amici, Mae, è un oceano. È largo e profondo, e in quell’immensità noi ci perdiamo”.


Opinione Personale:

Il cerchio di Dave Eggers  è un romanzo contemporaneo, a metà tra il genere distopico e quello fantascientifico che offre anche un punto di vista singolare sul rapporto che esseri umani e aziende hanno nei confronti della tecnologia, al giorno d’oggi.

Il tema principale trattato all’interno del libro è la dipendenza dai social media e la totale assenza di privacy.

La narrazione avviene attraverso gli occhi della protagonista, Mae Holland, ventiquattrenne che ottiene il lavoro dei suoi sogni al Cerchio, l’azienda di servizi informatici, social network e gestione di dati più potente e invidiata d’America. Il tempo è un imprecisato futuro prossimo in cui gli Stati hanno la stessa fisionomia di oggi e ancora non si viaggia nel tempo, ma dove Facebook, Twitter e Pinterest sono stati sostituiti da un unico social: TruYou, di proprietà del Cerchio.

Il Cerchio è un’azienda di Web Marketing che investe i propri profitti anche in importanti scoperte e innovazioni in diversi campi quali quello scientifico, quello tecnologico, umanitario, sociale, sanitario …

Ai vertici del Cerchio vi sono i Tre saggi, che monitorano le azioni di ogni dipendente, sia all’interno che all’esterno dall’azienda.

Il Cerchio sembra il posto di lavoro perfetto: proiettato nel futuro, fondato da tre ragazzi geniali, calamita per giovani menti che vogliono risolvere i problemi dell’umanità. All’interno del Cerchio vi sono tante menti giovani e fresche che studiano come fare in modo che i bambini non vengano più rapiti, come eliminare la fame nel mondo, come rendere più facile la vita dei disabili, come attuare davvero la sicurezza nelle città e soprattutto come far sì che la politica diventi trasparente e accessibile a tutti.

Le opinioni dei dipendenti sono tenute in gran conto, e le possibilità di carriera sono sconfinate. L’azienda ha fatto costruire open space, palestre, piscine e ristoranti per i Circlers, e chi lavora fino a tardi può fermarsi gratuitamente in una delle tante stanze super-attrezzate messe a disposizione dei dipendenti. Il Cerchio è perfetto: fuori dalle Mura tutto comincia a essere percepito come un disastro talmente imperfetto da risultare irreale. Si crea così una vera e propria Utopia. Ma l’utopia ben presto assume contorni distorti. All’interno del Cerchio, tutti sono sorvegliati, tutti devono documentare le proprie esperienze sui social, e pian piano il lettore si rende conto di essere all’interno di una setta che, dietro alla copertura ideologica del miglioramento dell’umanità, della protezione dei bambini e della natura libera e democratica dell’informazione, sta superando limiti che non dovrebbero essere superati.

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In un primo momento, Mae assapora la libertà solo durante le sue brevi ma intense gite in Kajac  poiché la vita dentro il Cerchio è snervante sia per chi la vive ma anche e soprattutto per il lettore poiché è proprio quest’ultimo che finisce per sentirsi in gabbia, imprigionato, incapace di pensare con la propria mente.

In un secondo momento, però,  Il Cerchio diviene per Mae l’unico posto sicuro in cui rifugiarsi, l’unica realtà perfetta. Pur di far parte attivamente della comunità di eletti, la ragazza acconsente a trasmettere in streaming la propria vita, sacrificandosi alla conoscenza collettiva. A nulla varrà il richiamo del misterioso Kalden, che le dirà che uno degli obiettivi della società, ovvero il “Completamento del Cerchio”, sarà disastroso per l’umanità tutta. Il Cerchio ingloberà qualsiasi aspetto della società: le relazioni personali, la sanità, la scuola, il passato, persino la democrazia. In un crescente delirio di conoscenza, il Cerchio si chiuderà, tracciando un segno formidabile attorno al libero pensiero, rendendo straniero chiunque non voglia farne parte, fondando una nuova religione di cui è il profeta, creando un unico sistema di condotta morale, in nome della totale trasparenza, concepita come valore assoluto. Fino all’epilogo più terribile.

Condivisione continua, assenza di privacy, annullamento di se stessi, completa trasparenza. In “The Circle”, l’essere umano si spoglia del proprio lato oscuro, che permette di capire i propri limiti, di accettarsi, di essere unico. L’uomo diviene quasi un robot, perfetto nella propria condotta.

Nel “Cerchio”, il giudizio altrui e la totale assenza di privacy, diventano gli strumenti principali in grado di concepire una realtà priva di qualsiasi male e scorrettezza.

Questo, è un libro fantascientifico che propone un’analisi dettagliata e attenta della nostra società che seppur piena di buone intenzioni, si sta spingendo decisamente troppo oltre.

Eggers ci mostra un mondo terrificante, così apparentemente lontano  eppure, al tempo stesso, così vicino. Teorizza un futuro possibile di cui, senza accorgercene, abbiamo già posto le solide basi. La storia parla da sé e lancia un messaggio da non sottovalutare: “Tutto è logico, tutto è buono, finché ci si spinge sempre troppo oltre”. Vediamo che la luce, il sogno di un mondo completamente illuminato e trasparente ci acceca. E il totalitarismo si impone: tutto, proprio tutto deve essere conosciuto e condiviso. Una società in cui lo sconfinato bisogno d’amore di ogni essere umano si traduce in un abbraccio mortale, in un amore che non si può rifiutare, si vuole approdare in un mondo perfetto, luminoso, affettuoso e partecipato: un mondo in cui tutti vedono tutto e nessuno è mai solo.

La creazione di un mondo come lo vorremmo, non è possibile. Travolti da un’esposizione permanente, ci ritroviamo in una società sfigurata, in cui la dolce coercizione, arricchita dal delirio di onnipotenza di chi tutto vorrebbe conoscere, ci catapulta in una comunità umana in cui redenzione e salvezza non esistono più, e non esisteranno mai.

Passano con questa modalità di rapporto concetti distorti come ad esempio l’idea di trasparenza come forma di sincerità per quanto riguarda la vita privata e come forma di democrazia per quanto riguarda la vita politica.

 

Così la perdita del confine tra pubblico e privato viene favorita per il comandamento della trasparenza vista come modalità democratica di rapportarsi agli altri.

Il Cerchio viene rappresentato dalla figura simbolica dello squalo che divora tutto: gli animali della vasca, anche i più coriacei.

Eggers con il suo interessante romanzo porta alle estreme conseguenze tanti aspetti già noti della nostra società, tante idee malate smascherandone il baco. Credo che l’impegno del romanzo sia il suo più grande pregio.

L’autore ha immaginato, in un futuro non troppo distante, una fetta della società completamente votata alla tecnologia, ai social, alla condivisione, alla trasparenza e alla totale rinuncia del buonsenso e della ragione.

Un rapido avanzare del predominio della tecnologia, che mascherandosi da “aiuto” per la società, in realtà non fa altro che monopolizzarla, annientando qualsiasi diritto di essere anomino, fuori obiettivo.

Con il pretesto di raccontare la storia di Mae, l’autore ci accompagna attraverso una lunga ed appassionante meditazione sulla nostra vita reale e virtuale.

Il Cerchio è stato fondato da Ty, pensatore simil-asceta che volendo combattere l’anonimato sulla rete ha fatto in modo che ogni persona potesse avere un solo account e dunque, una sola password.  Ma se la nostra identità è certa non solo scompaiono i troll e il cyber-bullismo ma ogni transazione economica sarà perfettamente efficace. In breve ne Il Cerchio, grazie al racconto di Mae che prima fatica ad “integrarsi” ma finisce per esserne l’emblema aumentando in modo vertiginoso la sua popolarità virtuale, si sviluppa la teoria dell’infocomunismo, manifestata da una serie di motti su cui spicca “la privacy è un furto”. Condividere diventa non più un’opportunità ma un obbligo e chi si eclissa, chi si ripara dagli occhi della rete, chi semplicemente si difende, viene accusato di celare oscuri segreti, additato dalla pubblica accusa che viaggia sulla fibra ottica, messo alla berlina o convinto a redimersi.

In nome della sicurezza e dell’accessibilità, telecamere open-access vengono piazzate in ogni luogo che ciascun utente del Cerchio può controllarle e la classe politica, sempre in nome della Trasparenza e sotto la spinta della rete, accetta di indossare una microtelecamera al collo che li segue passo-passo durante la giornata. E chi non accetta può semplicemente dire addio al futuro in politica. Ed è così che comportarsi eticamente è la mera conseguenza del fatto che tutti sono sempre osservati e ben visibili (“chi commetterebbe un reato sapendo di essere sorvegliato in ogni momento, dappertutto?”). Esattamente come profetizzava nel 1791 il giurista Jeremy Bentham pensando al Panopticon, il carcere ideale.

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Ma come avviene questa sottomissione alla rete? Come si giunge alla “democrazia digitale obbligatoria”? In modo assolutamente spontaneo ed è questo, in fondo, il tratto che spaventa di più e che rende “Il Cerchio” un romanzo distopico eppure paurosamente possibile. In uno dei più bei dialoghi del libro, sarà proprio Mae, divenuta ormai emblema della Trasparenza e progenitrice dei tre motti (I segreti sono bugie; Condividere è prendersi cura; La privacy è un furto) a chiarire che essere controllati va bene. Tutto può andar bene. A patto di lasciare un segno e non morire soli e dimenticati, in un mondo troppo grande per potervi lasciare davvero un segno. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha dichiarato: “qualsiasi attività è migliore se svolta socialmente”. Il problema è che nel prossimo futuro potremmo non poter più scegliere di scollegarci, restando in una stanza, da soli, con le nostre idee. E senza connessione wi-fi.

Grande difetto del libro, difficile da ignorare, è l’assenza di capitoli. La narrazione non viene scandita da diversi capitoli bensì non ha una vera e propria pausa. È semplicemente continua, come se le vicende si svolgessero in una notte sola, o giù di lì. Ammetto che la cosa mi ha spiazzata e che mi ha procurato non pochi problemi poiché facevo decisamente fatica a seguire le vicende e i personaggi con i quali non provavo nessun tipo di empatia, anzi. La narrazione è troppo piatta e priva di descrizioni. L’unico personaggio con cui mi sono identificata, è Mercer il tanto odiato ex ragazzo di Mae. Mercer tenta infatti di far ragionare Mae, aprendole gli occhi e affermando che il mondo che stava contribuendo a creare, era solo un mondo finto in cui nessuno è davvero se stesso ma che tende alla perfezione solo perché osservato da telecamere. Mercer, infatti, per tener fede alle sue convinzioni, lascia il paese e decide di vivere come un sorta di eremita. Lontano da tutto ciò che riguarda internet. La sua fine sarà tragica, a dimostrazione che tutti coloro che tentano di mettere i bastoni tra le ruote alla tecnologia, saranno inghiottiti da questo enorme squalo che non si ferma davanti a niente e nessuno.

Gli ultimi capitolo sono davvero toccanti. Finalmente si svela l’identità del misterioso Kalden, che lascia tutti con il fiato sospeso. Altro spunto di riflessione è il penultimo capitolo che lascia il seguente messaggio :” Se colui che ha creato qualcosa, qualcosa di grande, alla fine ne ha paura e vorrebbe non averlo mai creato, allora vuol dire che dovremmo iniziare ad avere paura anche noi.”

D’altra parte, il libro raggiunge il suo scopo: fa riflettere su una possibile deriva (lontana ma non troppo) legata all’uso della tecnologia e dei social network; tiene alta l’attenzione del lettore con una trama ben costruita ma poco sviluppata e, a tratti noiosa, e uno stile decisamente essenziale. Sicuramente c’è qualche eccesso poco credibile, ma credo sia funzionale al racconto e al messaggio stesso. Tuttavia il libro merita la lettura solo ed esclusivamente  per l’idea alla base della storia. La prosa è piatta, i dialoghi irrealistici e le descrizioni superficiali. I personaggi sono di poco spessore, le loro azioni sono dettate da necessità di trama e non da loro caratteristiche intrinseche, facendo risultare il tutto un po’ finto e comunque poco credibile.

Stile: 6/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 6/10

Voto complessivo: 7/10.

Buona Lettura!

Consu Tiralongo

Reviews

Paper Towns – Review

Good Morning dear readers,

I am so exited to show you my first book review written in English. You are probably wondering which book I’ve chosen for this first review in a foreign language. Of course I’ve chosen My favest book ever : “Paper Towns”. I mean, who doesn’t love John Green? Oh, if you don’t , then this is not the right place for you. I am obsessed with John Green and all of his books so if you don’t wanna read me fangirling about him in every post then I suggest you to leave because this is not the right place for you. Otherwise, if you don’t like him but you’d love to know the reasons why I love him so much, I suggest you to keep reading this article and I wish I could make you change your mind because he is awesome or, at least, his mind is. This is more an experiment than an article. I am not sure if I’ll keep writing in English so I really hope you’ll like this first experiment, then, if you do, please comment and let me know. Fingers crossed.Wish me luckkkkkkk …


51mFzUJpQNL._SX324_BO1,204,203,200_Title: Paper Towns

Author: John Green

Published: October 16th 2008

Publishing House: Penguin Books

Genre: Young Adult, contemporary, mystery, romance

Format: Paperback

Pages: 305

John Green is the celebrated author of the Printz Medal – Winning “Looking for Alaska” and the Printz Honor Book “An Abudance of Katherines”. He has been a commentator on National Public Radio’s “All Things Considered” and reviews books for publications, including the “New York Times” and “Booklist”. John was also one half (with his brother Hank) of the enormously popular video project “Brotherhood 2.0” , which has been watched more than 10 Million times. Although John grew up amid the subdivisions and theme parks of Orlando, he now lives with his wife, Sarah, in Indiana. His official website is : www.johngreenbooks.com

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Plot:

Quentin Jacobsen has spent a lifetime loving the magnificently adventurous Margo Roth Spiegelman from afar. So when she cracks open a window and climbs into his life – dressed like a ninja and summoning him for an ingenious campaign of revenge – he follows. After their all-nighter ends, and a new day breaks, Q arrives at school to discover that Margo, always an enigma, has now become a mistery. But Q soon learns that there are clues – and they’re for him. Urged down a disconnected path, the closer he gets, the less Q sees the girl he thought he knew…

hey

 


Favourite Quotes:

“Here’s what’s not beautiful about it: from here, you can’t see the rust or the cracked paint or whatever, but you can tell what the place really is. You can see how fake it all is. It’s not even hard enough to be made out of plastic. It’s a paper town. I mean, look at it, Q: look at all those culs-de-sac, those streets that turn in on themselves, all the houses that were built to fall apart. All those paper people living in their paper houses, burning the future to stay warm. All the paper kids drinking beer some bum bought for them at the paper convenience store. Everyone demented with the mania of owning things. All the things paper-thin and paper-frail. And all the people, too. I’ve lived here for eighteen years and I have never once in my life come across anyone who cares about anything that matters.”

“At some point, you gotta stop looking up at the sky, or one of these days you’ll look back down and see that you floated away, too.”

“The fundamental mistake I had always made – and that she had, in fairness, always led me to make – was this: Margo was not a miracle. She was not an adventure. She was not a fine and precious thing. She was a girl.”

“Just remember that sometimes, the way you think about a person isn’t the way they actually are.”

“I have never really thought of him as a person, either…. A guy whose strings were broken, who didn’t feel the root of his leaves of grass connected to the field, a guy who was cracked. Like me.”

“It is easy to forget how full the world is of people, full to bursting, and each of them imaginable and constantly misimagined.”

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My own Opinion:

“Paper Towns” is a fantastic, interesting and unique novel that talks about adolescense and all problems related to young people who do not find their own place in society.

This Novel’s main character is Quentin “Q” Jacobsen whose boring life is turned upside down when the adventorous Margo Roth Spiegelman moves in next door. Quentin and Margo were best friends during their childhood but then they grew apart and found each other only ten years later when Margo  climbs into Q’s bedroom and invites him to join her on a mission of revenge before she leaves. When Q wakes up, he finds out she’s gone and feels empty so he starts finding clues in order to find her.

This is a very well written pot that mixes mistery and comedy in order to make the reader wants to read more and find out how the book ends.

The plot is divided into three sections named : “The Strings”, “The Grass” and “The Vessel” that represent the methaphors used in the  whole book to describe today’s society. “The Strings” is about breaking and irreversible change, “The Grass” is about family and friends and “The Vessel” is about journeys and final destinations.

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“Paper Towns” mostly talks about the problem of finding our own identity. Margo says that we are all paper girls and boys living in paper towns because in hers and in my opinion we care too much about what other people think about us. We let them build ideas of people with our same name and look but that are not ourselves. We let these ideas be more important than our own self . We grow up pretending to be someone else to please everyone’s ideas of us and at the end, we even forget who we really are.

To explain this point of view, the book focuses on each character’s different idea of Margo, and eventually their realisations that she is just a person like them.

Q is a teenager who is at a lost point in his life. He is looking for himself and wants to find his own place in society.

Margo can be considered more of an idea than a real character. Everybody has different memories of her, and so sees her differently. Q’s idea of Margo evolves through the story, and her character becomes more complex.  Even when we discover the real Margo, she is still one of the most complicated characters of the whole novel.

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Paper Towns was one of the funniest books I’ve ever read. It is my favourite novel because it talks about something close to me, my own situation and the society I live in.

The ending of this book will break your heart. It’s sad, but it feels right given the rest of the story. Everything is pulled together. I loved how the metaphors make  everything flow together.

To conclude, Paper Towns is a remarkable and funny book with great characters and beautiful metaphors.

I would recommend it to fans of any other John Green book, but to be honest, I think anyone and everyone could gain something from reading this. So I recommend this book to everyone. I don’t consider it a Young Adult Novel I’d define it as a coming-of-age story for the themes treated.

Style: 9/10

Story: 9/10

Contents: 9/10

Final grade: 9/10

I hope you all liked this first article. Let me know if after reading my review, you changed your mind or at least, you’d love to give this author another chance. Let me know what you all think and if you’d like me to keep writing in English.

Thank you for your attention.

See you soon,

yours truly Consu