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La Notte Dei Desideri…

Sto per raccontarvi una breve storia triste, la mia…

10 Agosto, San Lorenzo, La notte delle stelle, la notte dei desideri e chi più ne ha più ne metta. Un giorno, un semplice giorno, uno solo, per cui tutti iniziano a prepararsi già agli inizi di Giugno. Si, perché “Estate” per i meridionali, ha un solo significato :”10 Agosto”, la notte delle follie.

Così iniziano i preparativi. Fai in modo di perdere 10 kg prima di questo famoso 10 Agosto in modo da non sembrare eccessivamente obesa sotto i raggi della luna, mentre balli in bikini e ti riempi di schiuma durante il consueto schiuma party che si tiene in spiaggia con regolarità annuale e, magari, perché no, per provare a fare colpo, forse… dopotutto, una volta tanto..

Compri un nuovo bikini che sia accattivante ma che al tempo stesso, non sembri volgare, mission impossible. Ragion per cui la ricerca inizia già agli inizi di luglio e si conclude il 9 Agosto più che altro per disperazione e, non perchè si ha effetivamente trovato il modello giusto

Alla fine di Maggio, inizi ad andare a mare, ad esporti ai raggi solari sperando che la tua pelle acquisisca un bel color mogano e che durante il 10 Agosto, non sembri un’aragosta lessa o che proprio il giorno di San Lorenzo, per questo tuo strano desiderio di assomigliare ad un africano, non prenda un’insolazione che ti costringa poi, a rimanere a casa con la febbre a 40.

Agli inizi Luglio, cominci a tastare il terreno con i tuoi genitori. Parli loro, accennando in modo allusorio a questo benedetto schiuma party al quale, lo scorso anno non ti hanno mandato poiché troppo pericoloso. Per un mese intero fai in modo di non litigare con loro. Acconsenti a tutte, e dico tutte, le loro richieste folli. Diventi una donna di casa professionista, specializzata nel lavare i bagni di casa e nel rifare i letti con regolarità giornaliera e, alla fine, sganci la bomba.

“Mamma, papà, vista la maturità dimostrata in questo periodo, mi chiedevo se fosse possibile, andare allo schiuma party in spiaggia”. Loro si guardano perplessi ma, alla fine li tieni in pugno poiché anche loro sono consapevoli che per più di un mese, hai fatto loro da schiavetta. Alla fine, cedono. Ritirata alle 3. Non si dorme in spiaggia signorinella. Avresti voluto trascorrere la notte in spiaggia, ma va benissimo anche così. Apparentemente non ci sono più ostacoli. Chiami la tua migliore amica in tono trionfante e vi mettete d’accordo per i preparativi, ignare che la sfiga è sempre dietro l’angolo.

Tutto è pronto. Finalmente questo benedetto 10 Agosto arriva. Le persone normali, si organizzano in comitiva. Ma poi ci sei tu, che,

1). Non hai una comitiva poiché asociale fin dalla nascita e, oserei dire dal concepimento.

2). L’unica persona con cui esci è quella Santa della tua migliore amica che ti sopporta da 12 anni.

Così, eccitate all’idea di quello che succederà quella notte, decidete di andare a mare durante il giorno, per migliorare la vostra abbronzatura da aragosta lessa. Compare una macchia rossa sul collo della vostra amica che sembra espandersi su tutto il resto del corpo, ma non ci fate caso.

Tornate a casa abbastanza presto poiché non volete che qualcosa vada storto, ignare che, purtroppo, il danno è già stato fatto. Alle 4 del pomeriggio arriva il messaggio. Un eritema solare. Febbre a 40. Stasera non si esce. E tu immediatamente ti lasci andare alla disperazione. Maledicendo la tua migliore amica per non essersi portata la crema solare, protezione 50.

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(Si, è davvero lo screen della nostra conversazione).

La sfiga ha vinto ancora una volta. Non c’è nulla da fare tesoro, sei proprio nata sfigata. Rassegnati.

Vai a fare jogging e vedi questo spettacolo…

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Le lacrime ritornano a sgorgare dai tuoi occhi. Pensi che probabilmente non è neanche colpa della tua amica poiché se tu non fossi così dannatamente asociale e insopportabile, magari adesso il problema non persisterebbe. Ma il problema c’è. Persiste, eccome.

Alla fine trascorri la notte delle stelle a guardare la tv e ad ascoltare le canzoni di Gigi D’alessio mentre guardi su instagram le storie dei tuoi conoscenti che stanno facendo baldoria in spiaggia, e ti riprometti di non andare a mare il prossimo anno, fino alla sera del 10 Agosto perché, ragazzi, se questa non è sfiga… io non so proprio cosa sia…

Breve storia triste.

Fine.

ps: Non penso ci sia bisogno di specificarlo ma, questa è davvero la storia del mio “10 Agosto 2017” raccontata in forma ironica, poichè, se non la si prende ironicamente allora…

Ho utilizzato appositamente le foto reali della Notte dei desideri di Avola, la mia città e lo screen della mia conversazione in fase “disperazione” con la mia best ahah.

Prendiamola sul ridere vah… fatevi due risate insieme a me.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto, seppur con un pochino di ritardo. Alla prossima,

Vostra

Consu

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2017

Buona sera miei carissimi lettori,

il nuovo anno si è insinuato nelle nostre vite da qualche giorno ormai e risulta al momento essere un nuovo anno carico di soprese e responsabilità, almeno per me.

Ho abbandonato il 2016 con un respiro di sollievo. Quello appena trascorso è stato uno degli anni più faticosi di tutta la mia breve seppur intensa esistenza. Un anno intenso il 2016, ricco di esperienze negative ma formative. Come nel più vecchio dei clichè, ho dovuto affrontare situazioni che non avrei mai immaginato toccassero anche me ma fortunatamente ne sono uscita, non illesa ma, tutto sommato, viva.

Sono cresciuta, ho scoperto dei lati di me che non avrei mai immaginato ma soprattutto ho scoperto una forza inaspettata. Ho acquisito consapevolezza di me stessa, dei miei valori, dei miei pregi, dei miei difetti e dei miei limiti, ma soprattutto ho acquisito consapevolezza della mia forza che credevo inesistente ma che nel momento più buio della mia vita è venuta a galla e ha deciso che così proprio non andava e mi ha fatta tornare a vivere.

Ancora una volta ho capito chi è al mio fianco e chi è destinato a rimanere e chi nella mia vita rappresenta solo un fuoco di paglia. Ho detto addio alla negatività e alla gente spazzatura. Il 2016 è stato l’anno che ho dedicato ad osservare le realtà in cui vivo, il 2017 sarà l’anno in cui inizierò finalmente a vivere pienamente ed intensamente. Avrei voluto scrivere molti più post ma sono stata impossibilitata da impegni scolastici e vari.

Si sa, il tempo è da sempre nemico dell’uomo.

L’anno appena trascorso non è stato però del tutto negativo, anzi. Ho iniziato a scrivere qui su papergirlinapapertown e sono andata oltre i miei limiti. Ho messo a nudo la mia anima, ho messo a nudo le mie paure e le mie insicurezze, ho scoperto che il mio modo di scrivere non solo è apprezzato ma addirittura capito, ho scoperto di essere apprezzata io come persona, la mia arte piace, così come il mio cervello e i miei pensieri. Quest’ultima è stata la soddisfazione più grande. Avere la certezza di essere davvero brava in ciò che fai e che ti fa star bene. Poi ovviamente c’è stata la collaborazione con sogni d’inchiostro, la scoperta di un’amore inaspettato per la filosofia ed infine la collaborazione con la casa editrice Newton Compton. Ma la più grande soddisfazione di quest’anno è data dall’apertura del mio blog e vorrei ringraziare tutti voi per questo, chi mi segue dagli arbori di papergirl e chi ha iniziato a seguirmi solo recentemente. Mi avete spronato a scrivere sempre di più, ad essere me stessa ed ogni giorno mentre scrivevo, scoprivo un pò di me stessa insieme a voi. La mia soddisfazione più grande siete voi che da mesi ormai sopportate i miei sfoghi adolescenziali ed esistenziali in modo confortevole senza mai giudicare e che vi accingete a darmi consigli in modo quasi materno. Un anno fa aprii questo blog, senza troppe pretese, iniziai a scrivere poi abbandonai e poi ripresi  quando mi resi conto che l’unico modo per curare la mia anima nera era scrivere di me e di ciò che mi capita e di come mi sento. Grazie a voi che mi leggete da ormai un anno. Ve ne sono grata, siamo una SQUADRA !!

Detto questo, avevo piacere di postare qui una riflessione che avevo scritto lo scorso anno, quando il 2015 si era trasformato in 2016 poichè riflette ancora una volta a pieno la mia prospettiva, dimostrando che la mia visione del mondo si è ampliata me che le idee di base sono sempre le stesse, godetevelo!

“365 giorni ovvero 365 pagine di un capitolo appena concluso del Grande libro della mia vita.
Non posso dire che questo sia stato l’anno più bello della mia vita nè Il peggiore in assoluto, ma una cosa la posso dire con certezza. Ho imparato che nei libri contano tutti I Capitoli, quelli brutti ,quelli felici, quelli difficili e quelli dolorosi. Ho imparato che sono proprio i capitoli  difficili e dolorosi che fanno la differenza rendendo il  libro più speciale, poichè da ogni esperienza negativa o positiva che sia, non ci sono nè vincitori nè vinti, ci sono solo esperienze che si accumulano, che ti rendono più forte e aperta al mondo.Detto questo, sono fiera della persona che sono diventata e che questo anno con tutte le persone che ne hanno fatto parte ha in un certo senso plasmato. Il 2015 pur non essendo stato l’anno più bello o il più speciale, ha contribuito a scrivere un capitolo della mia vita. Grazie a tutte le persone che ne hanno fatto parte!! Per ogni capitolo chiuso uno se ne riapre! Addio 2015 e benvenuto 2016! Non posso aspettarre di leggere l”opera finale

Addio 2016 e benvenuto 2017!

Buon anno nuovo a tutti voi e buon primo compleanno a Papergirlinapapertown ☺

a prestissimo,

la vostra Consularge

 

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Il cambiamento – Panta Rei

Ed eccomi qui ancora una volta dopo settimane e settimane di silenzio davanti alla pagina bianca del mio blog a pensare alle parole giuste per poter esprimere ciò che ho dentro. Dopo settimane e settimane sono ancora qui e se pensavate di esservi liberati di me, vi sbagliate di grosso miei cari perchè seppur alle volte provo a stare lontana dalle tanto temute pagine bianche, alla fine torno sempre qui perchè è la scrittura che mi chiama e non posso farne a meno. Dopotutto si torna sempre dove si sta bene giusto? E seppur queste pagine bianche facciano tanta paura e siano tanto temute, quando poi si riempiono di parole e pensieri ricordano casa e qual’è il posto più sicuro se non le mura di casa nostra? Poco importa se queste mura siano fatte di cemento o di carta, l’importante è che svolgano il loro compito: proteggerci da tutto ciò che fa paura. Cos’è che vi fa paura miei cari lettori? A me spaventa il Cambiamento, l’ignoto per eccellenza. Non sono mai stata del tutto incline ai cambiamenti anzi oserei dire che questo mio terrore mi ha portato persino ad odiarli, ad odiare i piccoli cambiamenti ma anche quelli grandi e radicali, ad odiare il cambiamento in sè. Se ci pensate, se si sta bene come si sta perchè c’è bisogno del cambiamento? Ma il cambiamento arriva inesorabilmente e ti sconvolge e non c’è nulla che tu possa fare per evitarlo. Il cambiamento arriva e l’unica cosa che puoi fare è accettarlo, abituarti e conformarti al cambiamento perchè è il cambiamento stesso che modifica e conforma te  e la tua vita. Arriva inesorabilmente e se ne frega di quello che vuoi, tu sei abituato alla tua vita, magari ci stai bene, ti piace così com’è ma lui, il temutissimo cambiamento, si precipita su quella vita che tanto a fatica hai imparato ad apprezzare e la capovolge del tutto fregandosene di ciò che pensi, di ciò che provi e di ciò che vuoi perchè come afferma il mio amatissimo e stimatissimo John Green, La vita non è una fabbrica esaudimento desideri. Alcuni considerano il cambiamento una necessità. C’è chi cambia taglio di capelli ogni mese e chi è affezionato all’ormai vecchio e stravecchio taglio a scodella. C’è chi afferma che la gente non cambia e chi invece afferma che il cambiamento è in noi, che il cambiamento è inevitabile. Alcuni dei più grandi filosofi quali Eraclito afferma che “Panta rei”, “Tutto scorre”. E sono arrivata alla conclusione che tutto scorre davvero, come l’acqua di un fiume, così scorre la vita, così scorrono i momenti, così scorrono gli pantareianni e lo scorrere della vita stessa viene percepito come un cambiamento. C’è chi afferma che il movimento, mutamento, cambiamento come lo si voglia chiamare è vita e l’essenza della vita stessa. Sono quindi arrivata alla conclusione che il cambiamento è necessario e inevitabile perchè la vita stessa è cambiamento. L’essere è cambiamento e se non ci fosse l’essere non ci sarebbe vita e se non ci fosse il cambiamento non ci sarebbe vita. Il cambiamento determina quindi la vita e la non vita, l’essere e il non essere. Tutto scorre, la vita scorre come sabbia tra le dite. E seppur il cambiamento spaventi, alla fine si impara ad accettarlo perchè la vita è come un treno in corsa che non si ferma ad aspettare nessuno, ciò che è perso è perso, come l’acqua di un fiume che continua a scorrere inesorabilmente. Nel momento in cui non ci sarà più cambiamento, non ci sarà più neanche vita. Si passerà dallo stato di Vita a quello di Non Vita.

Mi chiedo allora, il cambiamento è una variante della vita positiva o negativa? Il cambiamento è necessario o no? L’unica risposta che sono riuscita a trovare è la seguente:

Se tutto fosse uguale e non ci fosse cambiamento, la vita non avrebbe senso. Le scimmie non si sarebbero evolute in uomini, l’uomo non avrebbe trovato la cura per molte delle malattie incurabili sviluppatesi durante i secoli, non avremmo scoperto che la terra ha una forma ellissoidale, non saremmo stati capaci di andare sulla luna e così via. Il cambiamento per quanto spaventoso e doloroso possa essere è necessario affinchè la vita sia vita. Si soffre a seguito di un cambiamento importante ma ci si rassegna e soprattutto ci si abitua alla nuova situazione alla quale si è obbligati a vivere.

Consu