Quello Che Mi Manca Per Essere Intera

Buonasera carissimi lettori,

oggi vi segnalo “Quello che mi manca per essere intera” di Ilaria Scarioni edito da Mondadori. Come sempre vi lascio di seguito la scheda informativa e la sinossi. Fatemi sapere se lo leggerete.


Titolo: Quello Che Mi Manca Per Essere Intera

Autore: Ilaria Scarioni

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo di formazione

Pagine: 204

Prezzo: € 18,00

Data di pubblicazione: Giugno 2017

Ilaria Scarioni, milanese d’origine, vive e lavora a Genova.ilaria-scarioni
Quello che mi manca per essere intera è il suo primo
romanzo.

Corpo incompiuto, difettoso, sbagliato. Bianca è questo: nata con una patologia congenita che le ha deformato le mani e i piedi, fino all’adolescenza ha trascorso molto tempo all’Istituto Gaslini di Genova, l’ospedale dei bambini, dove è stata sottoposta a innumerevoli interventi. I suoi ricordi d’infanzia hanno il colore del mare incorniciato
dalle finestre della sala gessi e l’odore di cloroformio, collodio e patatine gommose. Adesso Bianca ha trent’anni eha scelto di fare il medico, però il suo camice non è
immacolato come quello dei dottori che l’hanno curata, è macchiato, stropicciato, non riflette il dolore come uno scudo ma lo assorbe. Le cicatrici che le ricamano la pelle le
hanno marchiato l’anima, e anche l’amore appassionato di Cesare, che fa sentire Bianca viva come non mai, non le basta per non sentirsi diversa, diversa e sbagliata. Bianca ha
bisogno di un senso, di dare un significato al suo corpo che non è come l’avrebbe desiderato, e per imparare ad abitarlo prova a tornare indietro nel tempo. Ripercorre i giorni in ospedale, quando si sentiva un burattino di legno fallato, racconta le storie dei piccoli pazienti come lei, e poi rievoca i volti e le voci degli uomini che negli anni successivi avrebbe amato. A guidarla nel viaggio ci sono i suoi fantasmi: quello di Giannina Gaslini, bambina per sempre, morta a undici anni per una peritonite non diagnosticata, e quello di suo padre Gerolamo, che costruì l’ospedale per
non impazzire di dolore dopo la scomparsa della figlia. E sarà anche grazie a loro che Bianca riuscirà ad accettare se stessa e a sentirsi non più carne malfatta, ma carne viva,
palpitante. Intera. Con una scrittura luminosa e venata di lirismo, Ilaria Scarioni, qui al suo esordio narrativo, ci porta per mano nei vicoli di una Genova schietta e un poco scontrosa come i suoi abitanti, e racconta la fatica di tutti noi, alla ricerca delnostro posto nel mondo e della nostra parte più vera.


 

Damien Melqart – La città degli esiliati Vol.1

Buongiorno carissimi lettori,

oggi vi segnalo “Damien Melqart. La città degli esiliati Vol.1” un romanzo autopubblicato distribuito dalla casa editrice Nativi Digitali. Come sempre, vi lascio di seguito la scheda informativa e la trama.


Titolo: “Damien Melqart – La città degli esiliati Vol.1”

Autore: Mirco Bambozzi

Casa Editrice: autopubblicato

Genere: Fantasy

Prezzo Ebook: 3.99€

Prezzo del Cartaceo: 17,90€

Pagine: 350

Formato: Ebook e Cartaceo

Data di pubblicazione: 11 Maggio 2017

Mirco Bambozzi vive a Recanati, nelle tranquille campagne marchigiane che si estendono dai Monti Sibillini al Mare Adriatico. 20170324102526_foto-per-quarta-di-copertinaDopo il diploma tecnico, frequenta per qualche tempo la facoltà di filosofia dell’università di Macerata, per poi lasciare gli studi e dedicarsi al canto e alla sua passione più grande, la scrittura. Dopo aver pubblicato La Città degli Esiliati, primo capitolo della saga letteraria fantasy Damien Melqart, attualmente sta lavorando al secondo volume, dal titolo La Battaglia dei Secoli.”


Un’avventura fantastica, ambientata in un lontano passato apocalittico di cui nessuno ha più memoria. Storie di angeli, demoni, vampiri, elementali e uomini, narrate fra scalate al potere, amori tormentati, tradimenti clamorosi e insospettabili alleanze. L’umanità cerca redenzione. Spiragli di salvezza s’intravedono in un’antica profezia: “Quando il Vinto sarà vinto, e solo vincerà se stesso”. L’eterno scontro fra il bene e il male incarnato dall’epica battaglia fa gli uomini e la Terra dei Vulcani. Damien Melqart è un giovane Eretico alla ricerca di se stesso e del suo posto nel mondo. Il suo viaggio verso Elisea è costellato di insidie, incontri e rivelazioni. Le sue uniche certezze sono i compagni d’avventura e una precisa convinzione: “non esiste Bene, che sia realmente tale, che il Male possa distruggere”. Nel primo capitolo della saga, dopo una breve sosta a Desma, Damien è costretto a prendere parte alla guerra fra gli Esiliati e i vampiri di Dorodoka. Combatte per Desma, la Città degli Esiliati, ma i vampiri sono troppo potenti e una volta preso atto del pericolo, a Damien non resta che partire alla volta di Lemuria, la mitica città delle silfidi, in cerca di una speranza.

 

 

 


Recessive

Buonasera carissimi lettori,

rieccoci con la rubrica delle recensioni. Questa sera vi presento e segnalo “Recessive” di Irene Grazzini edito da Fanucci Editore. Sta per arrivare in tutte le librerie e gli store online l’attesissimo seguito di “Dominant”. Vi lascio di seguito la scheda informativa e la trama.


Titolo: Recessive

Autore: Irene Grazzini

Casa editrice: Fanucci Editore

Genere: Distopico

Pagine:  231

Prezzo ebook: € 4,99

Prezzo del cartaceo: € 14.90

Data di pubblicazione:da Giovedì 15 Giugno in versione Ebook e da Giovedì 29 Giugno in tutte le librerie.


Irene Grazzini, classe 1985, è medico e vive ad Arezzo insieme alla famiglia e al suo cavallo Emiltom. Ama inventare altri mondi e nuove storie, soprattutto di notte. Irene_Grazzini-768x1024

Ha già pubblicato tre romanzi con i rispettivi prequel: Mutation e Pre-Mutation, I Signori dei cavalli e Il primo sogno di Ishtar,  e Colpo Grosso, nonché numerosi racconti. Insieme ad Anna Grieco ha vinto la prima edizione del premio Miglior debutto italiano organizzato da Leggereditore, in seguito al quale è uscito il romance storico Vendetta d’amore. Il suo sito ufficiale è www.irenegrazzini.it.

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In un mondo sferzato dal ghiaccio e spezzato dall’odio, tra tempeste di neve, enormi città robotizzate e antiche rovine, continua la travolgente avventura delle sorelle Claire ed Eleanor. Dopo una rocambolesca missione all’interno della Cupola, Eleanor si ritrova ora prigioniera nella City, tra le grinfie di Jordan e del Dominante Gabriel Swan, governatore da oltre quindici anni.

Il loro scopo è estorcerle importanti informazioni su dove siano nascosti Clare e i Recessivi, ed Eleanor dovrà dimostrare grande forza d’animo e coraggio. Da parte sua, Claire è determinata a liberarla ed è disposta a tutto pur di riuscirci. Anche a partire con l’ambiguo signor Yan per intraprendere un lungo e avventuroso viaggio che li condurrà alla ricerca dei misteriosi Dragoni di Giada, senza i quali non potrebbe mai portare a termine la sua nuova missione. Ma nel Mondo di Fuori si annidano potenti alleati quanto subdoli nemici. E mentre Claire deve decidere di chi fidarsi, e pagarne a caro prezzo le conseguenze, Eleanor lotta duramente per sopravvivere…

Un’avvincente storia di fiducia, amore e amicizia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.


Se la trama vi ha incuriosito, Recessive vi aspetta dal 29 Giugno in tutte le librerie.

A presto.

Vostra, Consu

 

Per Una Macchia di Caffè

Buonasera miei affezionatissimi lettori,

inauguriamo subito la rubrica delle segnalazioni con “Per una macchia di caffè” dell’autrice Antonella Pellegrino, edito dalla Triskell Edizioni. Vi lascio di seguito la scheda informativa del libro e la trama.


Titolo: Per una macchia di caffè

Autrice: Antonella Pellegrino

Casa Editrice: Triskell Edizioni

Genere: Contemporaneo

Pagine: 368

Formato: pdf, epub, mobi

Prezzo: € 6,99

Data di pubblicazione: 21 Giugno 2017


Danny è un sognatore romantico e non desidera altro che trovare il vero amore. Sfortunatamente, però, si ritrova sempre con il cuore spezzato.
Dopo l’ultima storia finita male, promette a se stesso di prendersi una pausa dalle relazioni serie. Almeno, fin quando alla Hills Company non arriva Ethan Coase, per il quale Danny si prende una cotta pazzesca.
Peccato che Ethan, il ragazzo più asociale che abbia mai conosciuto, sembri non voler avere niente a che fare con lui, né con nessun altro.
Ethan si ritiene un ragazzo spento, rotto. Dopo essere stato vittima di un’aggressione omofoba è totalmente cambiato: se prima era espansivo e allegro ora è timido, insicuro e introverso.
Quando inizia a lavorare alla Hills Company, Ethan conosce Danny, un ragazzo solare, simpatico e dal sorriso smagliante. Il trauma che si porta dietro da due anni, però, non gli dà il coraggio di farsi avanti o dirgli almeno “ciao”.
Fin quando i due si scontrano nel corridoio dell’azienda e il caffè di Ethan macchia la maglia di Danny.
Da quel giorno la vita di Ethan prende una svolta inaspettata e Danny non riesce a mantenere la sua promessa.


Se la trama vi incuriosice, non esitate a correre in tutte le librerie il 21 Giugno per acquistare questo fantastico libro che trovate già in versione pdf, ebook, e mobi.

Vi lascio la pagina facebook dell’autrice.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Buonanotte.

Vostra, Consu

Segnalazioni

Buon pomeriggio miei carissimi lettori.

Paper Girl torna con tante novità. Innanzitutto vi informo che Paper Girl collabora con nuove case editrici quali :

Vi informo anche che a breve inizierò il mio primo blog tour. Vi darò più informazioni fra qualche settimana.

Da oggi in poi sarà presente una nuova rubrica sul blog ovvero la rubrica delle segnalazioni.

Spero che continuerete a seguirmi con l’affetto che avete dimostrato fino ad ora.

Sempre vostra,

Consu

La Zanzariera Rosa

Titolo: La Zanzariera Rosa

Autore: Francesca Federici17267420_1298858570210737_8028988099088351232_n

Casa Editrice: La Caravella Editrice

Genere: Romanzo di formazione

Pagine: 155

Francesca Federici nasce a Pesaro nel 1977. Da sempre appassionata di radio, è conduttrice di un programma in un’emittente locale. Vive con il suo gatto e con la musica di Jovanotti. Ama il viaggio, la meta e il ritorno. Nel 2013 ha pubblicato : “Viaggio in Sri Lanka” edito da “La Caravella Editrice”.


Teresa è sola, nessuno sente le sue urla, nessuno vede la sua paura e nessuno può condividere il suo dolore. L’impotenza di un’adolescente svuotata dalla violenza fisica e psicologica che subisce dai suoi coetanei, mentre tutti indifferenti continuano a vivere la propria omertosa esistenza, è una triste pagina della nostra società, descritta con audacia in questo romanzo. Teresa cerca di scappare, dimenticare e ripulirsi da quella ferocia che pare invisibile al mondo, senza chiedere aiuto, trovando riparo sotto la sua zanzariera rosa dove i sogni e i pensieri felici ancora sopravvivono.


“Non lo volevo il principe azzurro, io volevo le storie vere.”

“Ero più vicina alla terra, ai fiori, potevo cadere e rialzarmi in un attimo. Sono caduta spesso da piccola […]  ma mi sono sempre rialzata con gran disinvoltura, come a dire : <Tutto qui!> . la più grossa caduta della mia vita la farò più avanti, da quasi adolescente, da dove non mi rialzerò più.”

“Io avrei voluto rimanerci in quella scuola, volevo rimanere alle elementari, non lo volevo il passaporto per le medie, in cuor mio già sapevo tutto.”

“Avevo gli occhiali che erano come la mia maschera da super  eroe, mi davano sicurezza, era come se, con gli occhiali, nessuno si sarebbe accorto di me”.

“Dicevano che di me colpiva la mia dolcezza e la mia allegria, il mio approccio delicato e mai prepotente.”

“Io ero un’adolescente felice!”.

“Poi qualcosa si è rotto, si è infranto, si è frantumato in mille pezzi. Sono stata scaraventata a terra con una violenza tale che mi fanno ancora male le ossa. La scuola iniziava a turbarmi. La mia sveglia non era più una sveglia di buongiorno ma l’inizio di una giornata passata a vedere cose che non mi piacevano e ad ascoltare professori che insegnavano , ma non vedevano”.

“Vedevo e intuivo che qualcosa intorno a me non andava bene, che  il male esiste e fa paura.”

“Ricordo benissimo che, seppur piccola, coglievo ogni ingiustizia, minuscola, grande e ne soffrivo.  Volevo cambiarlo il mondo. Il mio animo usciva allo scoperto nei miei temi, lunghi, pieni di anima che fuggiva dal mio corpo prepotentemente solo nella scrittura. Troppo timida per manifestare disagi ad alta voce”.

“Cosa stava succedendo? Era come se il mondo iniziasse a girare al contrario, se i numeri partissero dall’infinito e arrivassero allo zero”.

“Perché la normalità dei miei giorni veniva travolta da questo nuovo sapore? Spietato era il sole che non riusciva più a illuminarmi, malefica la pioggia che pungeva come aghi sul viso teso”.

“Era una bandiera in mezzo a una tempesta, pronta per essere sradicata in qualsiasi momento”.

“Avrei voluto abbracciarlo, stringermelo. Fargli capire che avere un contatto con il suo corpo non era solo violenza, ma poteva significare anche affetto e amore. Mi chiedevo se aveva dimenticato, se era felice con una ragazza e se fosse spensierato. In cuor mio lo desideravo ardentemente, volevo che la sua vita fosse diventata un’esplosione di gioia.”

“Ancora non si parlava di bullismo, delle morti di giovani ragazzi sopraffatti dallo schifo di queste persone. Allora si andava a scuola e basta. Quelle mura e chi le abitava erano omertose, non si parlava di altro che di materie, di voti […]”

“Vi siete mai fermati a pensare come si è piccoli e inermi a dodici, tredici anni e di come il mondo ci viene addosso come un tir impazzito? E a dodici anni si è minuscoli e a volte non si ha né la forza né la prontezza di scappare da questo tir e ci si può solo rimanere schiacciati, a vita.”

“L’adolescenza è roba da grandi, da vivere quando si è forti, quando si è maturata una consapevolezza di sé impenetrabile e imperturbabile. La vita, forse, davvero andrebbe  vissuta alla rovescia”.

“La mia testa ha buttato parecchi ricordi nella spazzatura, ma la mia anima no, la mia anima si è tenuta tutto, nei dettagli, non tralasciando nessun particolare”.

“Non sono mai riuscita a parlare di sesso con le mie amiche, provavo vergogna anche solo nel sentirla nominare quella parola, come fosse una bestemmia”.

“È stata mia mamma insieme a mio babbo, inconsciamente, a cercare di tirarmi fuori dalla rete dei vigliacchi, firmandomi le giustificazioni quando io a scuola proprio non riuscivo ad andarci.”

“Volevo rimanere a letto, lasciatemi sotto le coperte, abbracciata alla mia zanzariera rose. Lasciatemi qui, a cullarmi nella mia adolescenza, a sentire il mio cuore battere e i miei polmoni respirare. Io a letto ero più che mai viva perché mi sentivo protetta.”

“Forse pensavo che i sogni mi avrebbero portata via da  quella miseria”.

“Volevo volare”.

“Guardavo il mondo dall’alto, a mezz’aria tra il cielo e la terra”.

“Voglio gridare che le vittime di bullismo non sono persone sfigate. Bambini orfani, bambini con genitori mutilati, bambini con un fratello che li picchia a sangue. No, le vittime di bullismo sono persone normalissime. “

“Li osservavo, impaurita e schifata, sperando che non fossero solo i miei occhi a vedere. Credo che altri occhi abbiano visto, ma per disinteresse non abbiano parlato”.

“Ormai ero isolata, un pulcino solo, senza la sua mamma”.

“Capisco quando le vittime di abusi non parlano, perché pensano che siano stati loro ad aver provocato l’ingiustizia”.

“Ormai la scuola era diventata un incubo, avevo una febbre costante, mai giustificata da nessun dottore. Sicuramente il mio corpo, se avesse potuto, avrebbe gridato la diagnosi: BULLISMO!”

“Il mondo è caduto, il cielo, le stelle, il sole… tutto, sulle mie piccole spalle”.

“Mai ho avuto un pensiero di ribellione, perché i vigliacchi ti fanno sentire sbagliata e se parli, reagisci, poi ci stai male perché le tue parole potrebbero metterli nei guai. Un cuore troppo grande si sacrifica pur di non veder sacrificare”.

“Ecco perché ci sono ancora ragazzi e ragazze che ci muoiono di questo atroce dolore. Perché non ne parlano, perché si sentono in colpa e non vogliono creare sofferenza a nessuno.”

“Le vittime di bullismo difficilmente fanno trasparire il loro disagio. Raramente i genitori, o chi per loro, sanno quello che succede. Questi ragazzi sono bravissimi a occultare tutto, a ripulire la scena del crimine con i loro sorrisi amari. Ma non possono nascondere niente al loro cuore che piange e sanguina come quello di Cristo in Croce”.

“Quando si pensa al suicidio, nel momento in cui la vita ti investe con tutte le sue novità ed esperienze, significa che l’unico strumento che si ha per salvarsi dai vigliacchi è la morte. Solo così si potrà trovare pace”.

“La cosa che mi spaventava era la lucidità con cui pensavo alla morte, al come non mi facesse paura, anzi mi dava una sensazione di pace infinita, come l’infinito era quello che stavo per toccare”.

“Non parlavo a nessuno del mio progetto, forse nemmeno a me stessa e mi chiedo come mai avessi pensato di impiccarmi, quando buttarsi dalla finestra sarebbe stato più facile. A pensarci una risposta ce l’ho: io non volevo essere vista, tutto doveva avvenire in maniera silenziosa e senza troppi clamori. Avevo paura, anche in quel caso di essere derisa, e che i vigliacchi si fossero avventati su di me con le loro parole e i loro gesti. Non volevo essere un loro oggetto da massacrare, almeno da morta.”

“Il bullismo non finisce con la fine della scuola, il bullismo ti sporca la vita, è una fedina penale”.

“Avrei voluto provare a morire, giocare alla morte, un po’ come si fa con L’allegro chirurgo, volevo vedere se almeno fosse stata decorosa . se mi avessero dato la dignità che mi avevano tolto da viva.”


 

Buonasera carissimi lettori,

sono lieta di presentarvi “La Zanzariera Rosa” edito dalla “Caravella Editrice”, che ringrazio per la copia omaggio inviatami.

La protagonista di queste pagine intense è Teresa, una giovane adolescente nata alla fine degli anni ’70 che attraverso le parole di Francesca Federici racconta la sua esperienza di vittima di bullismo.  La sua è una storia ricca di dolore, di solitudine e di incomprensione dove gli adulti, forse poco attenti, rimangono spettatori silenziosi.

Francesca Federici, con grande abilità e scioltezza , sceglie di narrare questa tragica storia in prima persona coinvolgendo il lettore nelle vicende narrate da Teresa che in un certo momento non sono più i soprusi vissuti solo da lei ma che gradualmente diventano: “Quell’insulto alla ragazzina che è troppo magra o che ha qualche chilo di troppo, quel sorriso scaturito dalla battuta dell’idiota che si prende gioco del ragazzo indifeso” che tutti noi consciamente o inconsciamente abbiamo fatto almeno una volta nella vita, non rendendoci conto del male che quella risa o quella battuta potevano fare a chi li riceveva.

La narrazione si apre con i primi anni di vita di Teresa, ricchi di gioia, sorrisi, serenità, giochi, affetti e amicizie, per poi ritrovarsi catapultati nell’inferno delle scuole medie che per la protagonista rappresenteranno non solo il momento di transizione per eccellenza ma il punto di non ritorno.

Ci troviamo  nella scuola degli ultimi anni ’80 e dei primissimi anni ’90 dove la parola “Bullismo” non è ancora di uso comune. Pochi conoscono e riescono a capire realmente l’atrocità del suo significato. I professori, i genitori e tutti coloro che vivono intorno alla giovane protagonista, ignorano l’orrore di cui lei è vittima. Nessuno riesce a salvarla. Forse è sbagliato e soprattutto pretenzioso pretendere che qualcun altro ci salvi, forse, gli unici che dovrebbero avere la forza di salvarsi, siamo noi stessi proprio perché si rischia di annegare aspettando che qualcuno si accorga che la marea ci ha travolti.

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Sono stata vittima di bullismo per ben tre anni. Questo libro ha riaperto ferite che credevo si fossero ormai chiuse molto tempo fa ma, come afferma Teresa, dal bullismo non si guarisce. È una malattia che ti porti dentro tutta la vita, come un malato terminale. Alle volte credi di aver dimenticato, ti illudi pensando di poter andare avanti ma quel dolore, quel dolore è sempre lì pronto a riaffacciarsi nella tua vita e a renderla nuovamente un inferno.

Ricordo il senso di sporco, le fitte allo stomaco che nessun dottore riusciva mai a giustificare poiché ero apparentemente sana. Ricordo i pianti all’uscita della scuola, il non voler tornare a casa per paura di dover spiegare ai miei genitori,  tutto quel male al quale non c’era una spiegazione.

Mi rivolsi ai professori. Loro vedevano, sentivano ma non agivano, mai. Un giorno, un mio compagno di classe stava per spingermi in mezzo alle automobili in corsa, se non mi fossi difesa, adesso non sarei qui a parlarne. Lo giustificarono. Chiamarono i miei genitori e addolcirono la pillola. Il loro gioco riuscì a meraviglia dal momento che i miei erano all’oscuro di tutto, quindi quando i professori chiesero loro se volevano far sospendere il ragazzo che aveva tentato di uccidermi, loro risposero di no. Mi sentii tradita. Tradita dai miei genitori, tradita dai miei professori. Tradita e violata perché neanche quella volta riuscii ad avere giustizia per quei tre anni d’inferno che avevo vissuto.

Ricordo che quella volta in cui mia sorella intuì che qualcosa non andava, la insultai e le dissi di farsi gli affari suoi. Le rinfacciai la nostra differenza d’età. Le dissi che trovavo ridicolo il fatto che lei non ci fosse mai stata per me e che adesso, a distanza d’anni volesse giocare a fare la sorella presente. Lessi la delusione nei suoi occhi. Sapevo di averla ferita, avevo centrato il bersaglio in pieno. Non mi chiese più niente. Ero di nuovo libera di custodire il mio sporco segreto.

Probabilmente anche io pensai al suicidio ma non era mai stata davvero un’alternativa, per me. Sono sempre stata una guerriera, non gliel’avrei data vinta. Iniziai a leggere e a scrivere, i libri erano la mia valvola di sfogo. Riuscii ad andare avanti riponendo fiducia nel domani. Sperando che tutto questo non sarebbe durato a vita.

La scuola media finì ed io ero cambiata totalmente. Non mi fidavo più del genere umano. Avevo innalzato una corazza impenetrabile che mi avrebbe protetto da tutto e tutti. Non fui più vittima di bullismo. I miei genitori non si resero mai conto dell’inferno che quella scuola rappresentava per me. Avevo allontanato l’unica persona che voleva aiutarmi e mi ero trasformata in un robot incapace di provare emozioni.

Dopo un po’, il senso di sporco, il senso di vuoto e la paura mi hanno abbandonata o meglio, ho riposto quei brutti ricordi nel lato più profondo della mia anima e seppur la mia mente ha rimosso gran parte di quel periodo, la mia anima è ancora macchiata dallo squallore di quei giorni.

Il bullismo è come una malattia terminale, non si guarisce mai fino in fondo e ti marchia a sangue, ti cambia e ti rende inutile e insicura.

Ero quasi morta ma sono resuscitata. Sono andata avanti e ho sperato in un futuro migliore. Non volevo che loro vincessero e alla fine ho vinto io. Non ho aspettato che qualcuno mi salvasse, mi sono salvata da sola. Ho avuto coraggio e mentre stavo annegando ho ricominciato a nuotare fin quando non ho raggiunto la terra ferma.

Essere vittima di bullismo mi ha cambiato la vita, non sempre in modo positivo.

Avevo riposto tutto questo schifo nella parte più profonda della mia anima. Quando ho scelto “La Zanzariera Rosa” tra i libri nel catalogo della Caravella, non pensavo che questo libro avrebbe potuto farmi stare nuovamente così male.

L’ho amato e odiato al tempo stesso.

La Zanzariera Rosa racconta una storia che non è quella di Teresa ma di ogni singolo ragazzino che si trova nello stesso inferno.

Una verità scomoda quella che racconta Francesca Federici, scomoda cruda e reale. Fin troppo reale per questa società che oramai vive solo di barriere reali e virtuali. Mi viene da pensare molto quando sento la gente dare la colpa a “questa società malata”, ci avete mai pensato che la società siete voi? Che la società siamo io, tu, lei, lui, noi? Ci avete mai pensato?

Una sola cosa non ho apprezzato di questo libro: il finale. Non voglio essere ipocrita dicendo che tutte le vittime di bullismo ne escono indenni e che la vita poi è tutta rose e fiori. Sono consapevole che la maggior parte dei ragazzini che si trovano in questo inferno, non riescono a sopportare la pressione esercitata “dalla società” e decidono che l’unica soluzione è quella di metter fine alla loro vita.

Capisco che il messaggio del libro è quello di stare attenti a come ci comportiamo con chi ci sta intorno perché le nostre risate e le nostre parole hanno un impatto differente di persona in persona ma al tempo stesso, a mio parere, il libro dà un messaggio crudele :” È più semplice togliersi la vita che affrontare chi ci fa del male”.

 

Io ce l’ho fatta. Sono riuscita ad andare avanti e come me tanti altri ragazzi. Purtroppo c’è chi si è perso nella selva oscura tentando di tornare sulla dritta via ma c’è anche chi ha affrontato tutte le peripezie per riprendersi la propria vita.

La zanzariera rosa avrebbe dovuto avere un finale più lieto. Teresa avrebbe dovuto andare al liceo, conoscere il vero amore, imparare a distinguere le vere amicizie da quelle false, vivere la propria vita, non essere la protagonista di una storia interrotta troppo presto.

Non mi sento di affermare che la mia vita è bellissima e spettacolare. Ancora oggi non riesco a parlare di ciò che mi è successo con i miei genitori. L’ho ammesso solo un paio di volte, a scuola. Essere vittima di bullismo ha avuto delle conseguenze sul mio rapporto con gli altri e sul mio modo di vedere il mondo.

Di tanto in tanto, i momenti di sconforto arrivano ma nonostante tutto sono felice di non aver lasciato vincere loro.

Non mi sento di invitare le vittime di bullismo ad uscire allo scoperto perché so quanto sia difficile. So quanto difficile possa essere parlare con i propri genitori e indossare costantemente un falso sorriso inondando ogni notte il proprio cuscino di lacrime. Conosco il senso di vuoto nella consapevolezza che tutti in quella classe sono a conoscenza ma nessuno parla. E conosco la delusione del trovare il coraggio di parlarne con chi di dovere e realizzare che la persona in questione non farà assolutamente niente e sceglierà la via dell’omertà.

www.mondadoristore.it

Purtroppo questa è una battaglia che va combattuta da soli. Si rischia di annegare se si aspetta che qualcuno ci venga a salvare. Vi auguro di trovare in voi stessi la forza di non mollare e di andare avanti perché la vita è il dono più bello che ci hanno mai fatto e non va sprecato.

Mi sento di citare Fiorella Mannoia:

“Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta

Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta

E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta

Tenersela stretta”.

Era necessario raccontarvi la mia esperienza personale per farvi capire in che modo ho analizzato la storia di Teresa.


Stile: 7/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 8/10

Voto Complessivo: 7,50/10

Buona vita a tutti cari Lettori. Abbiate sempre il coraggio di essere voi stessi e di lottare per ciò in cui credete.

Vostra Consu

Destiny. Un amore in gioco

Titolo: Destiny. Un amore in gioco

Autore: Lindsey Summers

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Genere: Young Adult

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Lindsey Summers ha cominciato a postare la sua storia su wattpad, che inizialmente si chiamava “The CellPhone Swap”. Dopo pochi capitoli aveva già collezionato centinaia di migliaia di lettori che volevano che scrivesse ancora, finché quei lettori sono diventati milioni e il suo libro è stato acquistato all’asta per essere pubblicato da Kate Egan, editor della trilogia “Hunger Games”.


     “Non le stava semplicemente dicendo i suoi sentimenti. Glieli stava mostrando. E questo significava tutto.”


Per Keeley sarebbe stato già un disastro aver preso il telefono sbagliato, l’ultimo giorno di scuola appena prima di partire per le vacanze estive. Ma il disastro si trasforma in una vera catastrofe quando scopre di aver preso per errore quello dell’odioso, egocentrico Talon, che tra l’altro è appena partito per il ritiro di football… con il suo telefono. Con riluttanza, i due decidono di inoltrarsi reciprocamente i rispettivi messaggi per una settimana. E così, giorno dopo giorno, Keeley inizia a conoscere un altro lato di Talon, che non le dispiace per nulla. C’è molto oltre la facciata dell’atleta sbruffone che la maggior parte delle persone vede. E inizia a esserci molto di più anche nel cuore di Keeley riguardo a Talon. Troppo. Messaggio dopo messaggio, riesce a esprimersi come non le era mai capitato, e sente che potrebbe davvero diventare la persona che ha sempre voluto essere. E quando i due finalmente, dopo sette lunghi giorni, si incontrano per scambiarsi i telefoni, scocca la magica scintilla. Ma, mentre Keeley ha giocato a carte scoperte, Talon nasconde un segreto che li riguarda. Qualcosa che potrebbe cambiare la loro relazione. E quando Keeley lo verrà a sapere, potrà fidarsi ancora di lui?


 

Come spesso accade ultimamente, anche il romanzo di cui sto per parlarvi,  ha come punto di partenza Wattpad sul quale ha riscosso moltissimo successo con il titolo : “The CellPhone Swap”. Avete capito di che libro sto parlando? Indovinato, “Destiny. Un amore in gioco” di  Lindsey Summers , edito dalla Newton Compton Editori che ringrazio di cuore per il graditissimo omaggio.

È quindi con immenso piacere che vi presento in  anteprima un grande successo del passaparola , diventato virale su Wattpad e apprezzato da un pubblico giovanile e non solo. Potete trovarlo in tutte la librerie dal 25 maggio.

In questa nuova era “social” dove tutto si svolge all’insegna dei social network, Lindsey Summers ci regala una storia d’amore in stile “High School”,  dove messaggi di testo e chiamate al cellulare sono l’unico contatto che i due protagonisti, Keeley e Talon, scambieranno, e che permetterà loro di scoprire lati sconosciuti dei loro caratteri e li farà innamorare.

Puoi innamorarti di qualcuno che non hai mai incontrato?

Una domanda che Keeley non si era mai posta, eppure, in poco tempo, diventa un pensiero costante e fisso nella sua mente.   Keeley vive una vita monotona all’ombra del fratello gemello, Zach, acclamato da tutti. Stella nascente e  quarterback della squadra di football della scuola. Il più popolare. Il più intelligente. Il più conosciuto. E mentre il fratello vive il sogno di ogni teenager, Keeley rimane ai margini da tutta la vita sperando di essere notata anche lei, un giorno.

Così, quando una sera, ritrova il suo nuovo telefono dimenticato in un locale, non si aspetta di certo la telefonata che le cambierà la vita. Di punto in bianco si accorge che quello non è il suo cellulare e che qualcuno deve averlo scambiato con il suo. Inizia così, di sera, al caldo nel suo letto, la conversazione più strana con il ragazzo più strano e arrogante che abbia mai conosciuto. I due decidono di scambiarsi il cellulare il prima possibile e nel frattempo l’uno passa all’altro i messaggi che arrivano nel proprio telefono. Inizia così un’ amicizia improbabile che presto diventa qualcosa di più. Un confrontarsi, un conoscersi, un prendersi in giro, uno scoprire se stessi attraverso gli occhi di qualcun altro. Qualcun altro che non hai mai visto, mai conosciuto, eppure che sembra proprio la tua metà mancante.

Keeley è dolce, intelligente e buona. E’ la classica ragazza della porta accanto, che tutti considerano un’amica perfetta ma che nessuno si sognerebbe di invitare a cena fuori.  Suo fratello Zach si è sempre approfittato della sua bontà almeno fin quando Talon entra nella sua vita, scombussolandola e aprendole gli occhi. Keeley inizia a porsi delle domande e a realizzare che, a volte, essere egoiste e volere qualcosa solo per sè è giusto e naturale. Keeley è un personaggio dinamico all’interno della storia e subisce una metamorfosi  radicale e naturale che risulta quasi inevitabile nell’adolescenza.

All’improvviso Keeley non è più  la ragazza invisibile. Qualcuno riesce a vederla, a comprenderla e addirittura a farla sentire desiderata, per la prima volta nella sua vita. Quel qualcuno è Talon. I due protagonisti di “Destiny” conoscono solo i loro nomi, nient’altro. Né la scuola in cui vanno, né l’indirizzo di casa né il proprio aspetto. Sanno solo quello che l’altro vuole che sappia e presto, questa inusuale i amicizia diventa qualcosa di più, qualcosa di unico e irripetibile.

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Così, Trascorsa una settimana, i due finalmente si incontrano e Keeley non riesce a credere ai suoi occhi. Talon non è solo divertente, disarmante e intelligente. Talon è anche eccitante e sexy, tremendamente sexy. Ma qualcosa non va. Da dolce e divertente, Talon, subito dopo averla incontrata di persona, diventa freddo e scostante e sembra volerla  allontanare.

Talon è il grande mistero della storia. E’ arrogante, pieno di sé, divertente, intelligente, protettivo e sexy. La storia subisce una svolta quando tutto ciò che Keeley credeva di sapere su di lui, viene ribaltato . Da dolce diventa freddo. Da divertente diventa lunatico. Ma Talon è il mistero fatto persona, ragion per cui, quando si pensa di averlo compreso, di aver trovato l’ultimo tassello del puzzle della sua vita, si scoprono nuove sfaccettature del suo carattere, ragion per cui è impossibile non amarlo.

La trama è promettente ed originale. Da subito la storia presenta  un intreccio coinvolgente ed intrigante, tant’è che sono riuscita a leggere “Destiny” in meno di ventiquattro ore. La narrazione in terza persona non penalizza eccessivamente la storia anche se di tanto in tanto distoglie l’attenzione dalle vicende e dai personaggi. La narrazione risulta molto semplice, fluida, scorrevole, frizzante e divertente.  I personaggi principali sono ben descritti e suscitano empatia, è impossibile non amarli.

Il grande punto di domanda ruota intorno al personaggio di Talon e a tutti i controsensi che lo definiscono. Keeley si chiede chi sia, quale sia il suo segreto e perché sembra soffrire così tanto dietro una corazza di scherno e sorrisi.

La storia è appassionante, romantica ,divertente, fresca e originale . Malgrado possa sembrare banale, è in realtà ricca di messaggi importanti.

I temi centrali del libro sono la  vendetta e la redenzione. La Summers tratta  uno dei temi più scottanti dei nostri tempi con leggerezza e tatto ; la vendetta. Il messaggio che prova a mandare con “Destiny” è un messaggio estremamente importante: “La vendetta è pericolosa e bisogna agire a sangue freddo poiché le reazioni a caldo, il più delle volte portano solo danni e dolore”.

La Summers  con il suo stile allegro e fluido tratta argomenti anche ben più complessi e attuali che riguardano il mondo adolescenziale e non solo: la rivalità, il non sentirsi abbastanza in gamba da mostrare il proprio essere, la difficoltà di trovare il proprio posto nella società, la famiglia, le aspettative di cui tutti si sentono eccessivamente investiti che hanno il risultato di creare automi senza una propria personalità, al servizio dei più potenti.

Un libro pieno di messaggi importanti quello della Summers . “Destiny” ci insegna che l’idea che la nostra vita debba essere impostata secondo uno schema ben studiato e programmato non va bene. Ognuno deve essere l’artefice del proprio futuro e giudicare i ragazzi perché non hanno le idee chiare a diciotto anni è profondamente sbagliato.

Il libro merita senz’altro un giudizio positivo. Lo consiglio a coloro che cercano una lettura leggera e autoconclusiva, frizzante, sconvolgente e soprattutto scritta bene.

Stile: 7/10

Contenuto: 7/10

Piacevolezza: 7/10

Voto Complessivo: 7/10

Buona lettura!

Consu Tiralongo